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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Viaggi mentali

26 Giugno 2003 1 commento

con la mente puoi andare ovunque… Basta chiudere gli occhi e fare un passo…
apri una porta e sei sulla luna… ne apri un’altra e sei nel deserto… non ci credete?? Provate??

basta saper sognare un pochino e trovare le porte giuste… :)

Andiamo sulla luna… Argenteo astro sospeso nelle tenebre… Specchio del sole…
Colei che ci strappa i sospiri più profondi… sulla sua desertica e scarna
superficie siamo soli… avvolti dalla luce del sole passaggiamo leggeri
tra le sabbie ed i crateri che simili a montagne spezzano l’orizzonte…
non si può dire che sia notte o giorno… non c’è la luna come le nostre
notti sulla terra… ma c’è il sole… non c’è un cielo azzurro sopra di noi… ma ci
sono miliardi di stelle… il tempo sembra non scorrere… o lo fa lentamente… come lentamente ci muoviamo in questo non-giorno o non-notte… leggeri come piume d’uccello passeggiamo saltellando tra rocce e crateri… alzando un attimo lo sguardo,
eccola li… azzurra… tonda… grande… fiera e bella… la nostra terra…
il nostro pianeta… unico nel suo genere… si vedono i continenti spezzati
dalle nuvole che ci passano sopra… gli oceani blu e profondi… nella
parte buia si riescono a vedere le grandi città illuminate… quanto sono
poche… si vedono i poli… bianchi e freddi… Splendida… Attorno a
noi solo silenzio… nessun rumore… tutto sembra ovattato… i movimenti…
i rumori… il tempo…

Apriamone un?altra? Andiamo nel deserto?

Il deserto… spazi infiniti… una pace assoluta… il sole… un cielo
azzurro… passeggiando in mezzo al deserto si ha l’impressione di essere
l’unica forma di vita presente nel raggio di mille chilometri… in realtà
ce ne sono fin troppe che noi non vediamo… l’unica fuori posto siamo noi…
ovunque volgiamo lo sguardo è tutto uguale… sabbia… dune… solo questo…
ma c’è qualcosa di unico… forse il silenzio… forse l’essere soli in
mezzo a tutto quello spazio… non so… mentre siamo li a girare la testa con lo sguardo perso nell’orizzonte di sabbia… il sole inizia la sua discesa finale per nascondersi e lasciare il posto alla luna… e le stelle… uno spettacolo unico nel suo genere…
nel deserto non ci sono altre luci… ma eccola li… con le sue palme…
i le sue piante di papiro… qualche cespuglio verde nonostante le condizioni
di vita… una piccola conca d’acqua e un pozzo dal quale bere… tranquilli
ci dirigiamo verso quel riparo in attesa della notte con tutta la sua magia
resa ancor più unica dal posto in cui siamo… beviamo l’acqua del pozzo…
fresca… buona come non mai… e ci stendiamo all’ombra della poca vegetazione
a contemplare il tramonto… rosso come il fuoco… come il sangue… e
alle nostre spalle già il buio che avanza rubando terreno all’azzurro… scendono le palpebre? si chiudono gli occhi? apriamo un?altra porta? finiamo nel regno di Morfeo? qui ognuno può andare avanti da se?
buon viaggio a tutti?

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Cosa combina a volte una candela…

15 Giugno 2003 3 commenti

Stanotte non riuscivo a dormire e me ne stavo seduto sul pavimento della mia camera da letto illuminato solo dalla piccola candela verde che mi avete regalato a Natale e che, nonstante tutto quello che sta passando, ancora resite e mi regala luce e profumi. Lasciavo che i miei pensieri si affollasero nell’ampio e desolato deserto della mia testa come un immenso stormo di fenicotteri rosa che si accalcano l’uno sull’altro in un arido lago africano in un apparente disordine, ma sempre pronti a volar via al primo cenno di pericolo, al primo cenno di normalita’ o di logica. I pensieri che vengono la notte sono cosi, non seguono regole o leggi, sono come un ruscello di montagna che nasce piccolo e tortuoso, e che poi diventa un fiume lungo e placido, ma anche devastante ed inarrestabile. Sono pensieri che racchiudono tutta la saggezza del genere umano e la stupidita’ dell’uomo, sono pesanti come il mondo sulle spalle di Atlante e leggeri come il volo di un angelo, sono profondi come gl abissi dell’oceano e alti come i ghiacciai eterni, sono colorati come le ali di una farfalla e neri come una notte senza luna, sono tutto e sono niente, ma nascono da noi, dagli anfratti piu’ nascosti del nostro spirito… Sono lo specchio della nostra anima… Sono parte di noi… Ma non era questo di cui volevo parlarvi, come al solito mi sono perso. Ho preso ad inseguire mille lucciole… Strana la luce che fanno le lucciole, strana e bella. Pulsa nella notte, ipnotica e intermittente, noi le inseguiamo e quando siamo li’ per raggiungerle quella luce si spegne e riappare un po’ piu’ in la’… Come i sogni, le lucciole sono come i nostri sogni ecco perche’ ce ne sono cosi poche, la gente comune ha smesso di sognare, poveracci… Mi sono riperso, ma non sono andato lontano stavolta dato che sempre di luce vorrei parlare, della luce di una piccola candela verde che stanotte e’ diventa il centro del mio universo personale, focalizzando i miei pensieri notturni, insinuandosi silenziosa nella mia testa e scacciando tutti gli altri pensieri… Sapevo che la luce di quella piccola candela era fuori dal comune, speciale, quasi magica, anzi senza quasi… E ieri sera ne ho avuto la conferma… Mentre stavo seduto su quel pavimento di marmo cercando un po’ di fresco in questa nottata afosa, come accade sempre quando non si dorme un’infinita’ di pensieri hanno cominciato a farsi largo nella mia testa fino a quando, nel buio piu’ totale e’ apparsa una piccola fiammella tremolante. All’inizio non gli ho dato molta importanza, ma gia’ aveva catturato la mia attenzione ed inconsciamente ho cominciato a guardare l’insieme senza soffermarmi sui particolari. Ho iniziato a vedere la parete di fondo della mia stanza, sfocata, con la libreria su un lato ed i contorni della scrivania sommersa dal suo solito disordine, ma con una fiammella in piu’. E cosi facendo ho lasciato la porta della mia mente leggermente socchiusa permettendo alla luce di cominciare ad insinuarsi silenziosa tra i miei pensieri celandosi negli spazi tra l’uno e l’atro. Lentamente, ma inesorabilmente questo piccolo spiraglio di luce ha iniziato a distruggere tutti i miei pensieri notturni che, come si sa, hanno il loro punto debole nella luce. Guidato dalla danza di quella fiammella ho iniziato a soffermarmi un po’ di piu’ su quella scena stringendo il campo, trovando i contorni della scrivania, trovando ordine nel caos che la sovrasta, e trovarndo sullo sfondo di tutto questo, illuminata dalla piccola candela verde, la bandiera che ho comprato a Londra con tutti e otto i suoi elementi hai quali ho regalato un altro sorriso, un altro pensiero e un altro sogno tramutato in lucciola… Ho continuato ad inseguire quella fiammella, ho stretto ancora di piu’ la mia attenzione ed alla fine ho trovato questo piccolo cilindro verde, consumato fin quasi alla meta’ che teneva sopra di lui questa fiammella, sembrava una fata impegnata in una affascinante danza, sinuosa nei movimenti, leggiadra volava sul piccolo lago di cera calda che si era formato in cima al piedistallo su cui si esibiva, sfiorandolo appena, senza toccarlo per non sporcarsi il vestito che aveva il colore del sole e della stessa luce brillava. In quel preciso istante ero perso, intrappolato in una ragnatela tesa tra sogno e realta’, privo di sicurezze, di appigli, di barriere, mi sentivo nudo, rapito da quella fata danzante… Ho iniziato a guardarmi attorno, e piu’ gli oggetti erano lontani da quella fiammella piu’ i loro contorni perdevano di consistenza, di realta’, solo la mia ombra acquistava contorni definiti e sempre piu’ reali. E’ una cosa che non avevo mai notato. La piccola candela crea attorno a se una sfera di luce, come un guscio e piu’ mi allontano dal suo centro piu’ tutto mi appare irreale, privo di consistenza, etereo, come in un sogno… Senza rumori, senza tempo, senza pensieri, senza niente… Solo con la mia anima… Me ne stavo li’, senza capire, senza sapere, mi bastava sognare in quella penombra irreale, ignorando il mondo esterno a quel cerchio di luce… Quando poi mi sono avvicinato per spegnerla, la fiammella ha avuto un ultimo tremito, piu’ pronunciato degli altri, come se sapesse che era giunta la fine dello spettacolo e quello fosse il passo conclusivo, il piu’ difficile, quello con cui si ringrazia il pubblico della sua presenza regalandogli con le ultime forze rimaste l’evoluzione piu’ bella, l’epilogo della rappresentazione e l’inchino finale prima che cali il sipario, con un soffio… Lasciandomi con l’immagine della fiammella ancora impressa negli occhi, con gli ultimi lampi prima che la vista si abitui al buio della stanza e, nella penombra, intravedere l’azzurrino della finissima colonna di fumo che si alza dal lago di cera che si va solidificando, immaginando che quel fumo nasca dal fuoco sacro acceso durante una cerimonia alla luna di alcuni indiani americani che danzano, invisibili, in cerchio cantando… Fino a quando, infine, distruggo tutto, sogni, atmosfera, spettacolo, lampi e cerimonie accendendo la luce della stanza per tornare alla maledetta realta’ di tutti i giorni…