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Archivio per la categoria ‘Spettacoli’

Gradini – Hermann Hesse

8 Ottobre 2004 5 commenti


Come ogni fior languisce e giovinezza
cede a vecchiaia, anche la vita in tutti
i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni
senno e virtù, nè può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore sia
pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso,
ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Dobbiamo attraversare spazi e spazi
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci
ma su di grado in grado sollevarci.
appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo di infiacchire nell’ignavia;
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.

Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a spazi nuovi;
della vita il richiamo non ha fine…
Su, cuore mio, congedati e guarisci!

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Romeo e Giulietta..

3 Novembre 2003 8 commenti

Sabato sera poltronissima al Teatro Brancaccio per assistere a “Romeo e Giulietta” (Grazie amico F.).. Ultima rappresentazione per questa stagione.. Ultimo sforzo per gli attori di quella compagnia.. Almeno per quest’anno.. Già perchè pare che dato il grande successo ottenuto il caro Gigi Proietti, direttore artistico del teatro, ha pensato di metterli un cartellone anche per la prossima stagione.. e forse diventeranno anche la compagnia stabile del teatro.. E bravi che siete..
Venendo allo spettacolo.. Non sono un critico teatrale e di teatro posso dire che non ci capisco granchè, ma mi piace andarci e quando mi capita lo faccio volentieri, sono uno che si emoziona e quale posto meglio del teatro? Sia che si tratti d’andare a vedere un’opera come questa si che si tratti di una cosa un pò più “artigianale” il teatro è sempre bello.. Sabato sera è stato carino, no anzi.. bello.. è stato bello.. La compagnia era composta da attori più o meno giovani, ma tutti molto bravi.. Cimentarsi con un’opera di Shakespeare non credo sia facilissimo, ma hanno fatto davvero un buon lavoro rivisitando questa tragedia.. di sicuro i puristi del Maestro non avrebbero decisamente trovato sta cosa di loro gradimento, anzi sarebbero inorriditi, ma sono altrettanto convinto che all’autore, al buon William, sarebbe piaciuta.. Bravi gli attori.. hanno reso più leggera la tragedia senza perderne l’autenticità e la giusta pesantezza.. l’hanno resa leggera nei punti giusti.. Bravo anche chi ha riadattato lo scritto originale.. a parte un mini rap che, volendo, ci stava anche nell’insieme, ma ho storto un pò la bocca.. c’è scappata qualche risata che ha dato un’atmosfera piacevole.. soprattutto per alcuni atteggiamenti di Romeo e Giulietta nei corteggiamenti, per il buon Frate Lorenzo e la nutrice vagamente “romana” nell’indole.. Bravo Mercuzio.. intensa la scena della morte quando maledice entrambe le famiglie.. Bravi tutti insomma..
La scenografia ed i costumi ridotti al minimo.. pochissimi i colori sulla scena.. Nero l’abito (abito.. canottiera aderente e calzoncini elasticizzati con ginocchiere per gli uomini) di tutti gli attori all’inizio dello spettacolo.. Di rosso velluto vestito il principe, di grigio il saio di frate Lorenzo.. di bianco solo Giulietta, Romeo nel secondo “tempo” ed il letto nel quale giacciono i due dopo il matrimonio celebrato in segreto.. Attorno al palco si sviluppava un’impalcatura che richiamava molto gli spalti dei teatri dei tempi in cui fu scritto.. un’entrata per quelli che erano i posti in piedi, in questo caso il palco, e sopra un balcone centrale da cui s’affacciava il principe, dove a quei tempi sedeva la nobiltà che osservava la rappresentazione.. quasi fossimo noi spettatori lo spettacolo.. un paio di botole ai lati del palco permettevano apparizioni che ci cambiavano il centro della scena improvvisamente.. senza contare i giochi di luce, tenute quasi sempre basse per rendere l’atmosfera che, grazie ai tessuti neri che facevano anche da sfondo, lasciando senza fine il palco e permettendo a noi spettatori di spaziare con lo sguardo e con l’immaginazione senza distrarsi dagli attori, dai loro volti e dai loro movimenti..
Emozionante davvero anche il momento dei saluti degli attori.. alla fine di tutto.. un’ovazione del pubblico pienamente meritata.. minuti interminalbili d’applausi.. le lacrime di un paio di loro dicevano davvero tutto.. i loro sorridi e la gioia d’essere riusciti a trasmettere tante emozioni misti al dispiacere dell’ultimo spettacolo..
Bravi… Davvero davvero bravi… e ancora grazie ad F. che ha avuto l’idea ed ha comprato i biglietti..

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A teatro a vedere un amico

7 Luglio 2003 1 commento

Venerdi sera a teatro… non capita troppo spesso che ci vada per mia sfortuna… in ogni caso l’amico recita con il suo laboratorio teatrale e si prende l’occasione al volo… “è uno spettacolo sulle emozioni” mi dice… “penso che ti piacerà”… Beh aveva ragione… M’è piaciuto… sono stato entusiasta uscendo da quel piccolo teatro… un leggero tremolio alle gambe accompagnava il mio silenzio… la mente un turbino di pensieri… troppo veloci per coglierli… dentro un casino di emozioni… il viso stupito…

Ma partiamo dall’inizio…

Il teatro è sempre stato per me un’esperienza molto particolare… vissuta a tratti… ma sempre emozionante… il palco… le persone… le voci… gli sguardi degli attori… ti guardano mentre recitano… ti vedono preso o meno dalla loro voce… ti vedono mentre applaudi… In quel piccolo teatro poi è ancora più diretto questo contatto con il pubblico… e vedere sul palco una persona che conosci da tempo… beh… è emozionante… Lo spettacolo era interamente scritto dai ragazzi che poi lo avrebbero rappresentato… tutti pezzi scritti da loro amalgamati poi dal regista e loro maestro… anche le musiche che accompagnavano i pezzi da loro recitati erano scelte da loro… molto azzeccate… ha un gran potere anche la musica… è stato molto intenso… era un argomento difficile da rappresentare… rappresentare un’emozione e soprattutto trasmetterla penso sia una cosa difficilissima… devi sentirla prima dentro te stesso… e poi darla in pasto a persone diverse che dovranno interpretate i tuoi gesti… le tue parole… il tuo tono di voce… la tua espressione… i tuoi occhi… e se non la vivi davvero dentro di te… non trasmetti niente… Grande l’idea di far scrivere i pezzi agli stessi attori… loro le emozioni… loro l’interpretazione… da dentro di loro nasce e da dentro loro viene trasmessa a noi seduti davanti a loro… lo spettacolo aveva una trama che parlava di questa nostra società che corre… è sempre di fretta… ci fa perdere di vista chi siamo e cosa siamo… non ci lascia tempo per noi stessi… per vivere… ci costringe a vivere in stereotipi trasmessi dalle tv e dalle pubblicità… ci tiene lontani l’un l’altro riducendo i contatti “veri”… ci riduce a comunicare tramite telefonino, non a voce attenti, ma attraverso i messaggini… ancor meno personale… una società in cui tutto è artificiale… in cui non c’è calore umano… in cui si perdono di vista i sogni… e quel che siamo stati fino a quando non siamo cresciuti… si corre la mattina a lavoro e siamo numeri su una scheda che timbra l’orario d’entrata e uscita del nostro dovere… perdiamo di vista la bellezza dei sogni… delle emozioni… ma grazie ad i sogni ed alle emozioni che teniamo dentro e a cui parliamo possiamo tornare quelli che eravamo… grazie a chi riesce a svegliare di nuovo quelle emozioni che nascondiamo per paura o per mancanza di tempo ci sentiamo di nuovo vivi… troviamo di nuovo quella capanna sull’albero dove ci nascondevamo da bambini… quella grotta in cui affrontavamo il drago cattivo… nuotare fino a quell’isola per guarda un tramonto… il momento in cui nascevano in noi i sogni… ognuno di noi ha avuto quel tramonto… ognuno di noi ha avuto i suoi sogni da bambino… le sue speranze… ma chi si è fermato una volta cresciuto… chi è riuscito ad uscire un attimo da questa fretta della vita… dal mondo che corre per guardare cosa stava facendo.. cosa era diventato… chi si è accorto di aver perso la capacità di sognare… d’essere ancora bambino… perchè non c’è più tempo… chi è in grado di rallentare un attimo e prendersi del tempo anche per se stesso e tornare di nuovo su quella spiaggia ad aspettare il tramonto per far nascere nuovi sogni…

Sicuramente sono andato oltre lo spettacolo e avrò fatto un casino…

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Principessa e Menestrello

18 Giugno 2003 8 commenti

Sono Quentin il menestrello
giunto qui al vostro castello
per cantarvi o miei signori
delle gesta di eroi e di grandi amori.

Potrei narrar, per cominciare,
una storia assai particolare
che narra per voi, o miei padroni,
di un eroe contro mille demòni.

Potrei poi andare avanti
con chi sconfisse i truci giganti,
con strofe di unicorni, magici laghi,
incantesimi, e perche’ no di draghi.

Ma per voi dolce donzella
narrerò solo la storia più bella.

Storia dai cento, mille colori
che fan da cornice a grandi amori.

Posso raccontarvi, o splendida dama,
di un amore che affrontò e vinse più di una lama.

Posso guardarvi negli occhi
che splendono come diamanti
e cantarvi la pazzia di due amanti.

Come un frusciar d’ali d’angelo
la mia voce del castello raggiunga ogni angolo.
La mia musica su ali di farfalla
vada dalla più alta torre alla più lontana stalla.

Che tutti traggano piacere nel riempire il loro cuore
con la storia di un immortale amore.
Con la storia di due innamorati
dalle freccie di cupido bersagliati.

Perchè guardandovi negli occhi, dolce fanciulla,
voi mi riempite il cuore di immensa gioia.
Perchè nel vedere il vostro sorriso
mi sento già in Paradiso.

Per voi mia bellissima principessa
canterò di un anima che non è più la stessa,
di un mortale che dopo avervi incontrato
è rimasto follamente innamorato.

A voi che siete la padrona del mio cuore
cantero’ del mio immenso amore.
A voi che fate invidia alle rose più belle,
per i vostri occhi
al ciel furon rubate due delle più luminose stelle.

A voi che delle mia anima siete ormai la custode
io, che son solo menestrello, dedico questa mia misera ode…

Quentin… menestrello dannato
dalla triste realtà perseguitato…