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Archivio per la categoria ‘Società’

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1 Dicembre 2005 13 commenti


Stamane,
sopra di me,
c’era un bellissimo arcobaleno..

Nitido e colorato..

Ora,
come nelle favole dei bimbi,
vorrei poterci salire sopra

Seguirlo come un sentiero
che attraversa un mare azzurro

Danzando ad occhi chiusi,
fino a scomparire

avvolto dalle nuvole bianche
e dall’odore delle mele..

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8 Marzo 2005 14 commenti

Pillola rossa o pillola blu? Qual’è meglio? Dove vuoi arrivare? dove vuoi andare piccola Alice? Attraverserai lo specchio? Si? No? Non sai che le pillole fanno male? Cosa speri di trovare di là.. cosa speri di trovare di qua..

Anima mia sporca e maledetta.. Sei giunta alla prova finale dunque.. quella della vita.. Sei al traguardo.. Il Re pazzo.. Dov’è il Re Pazzo? ed il Giullare.. Dov’è il Giullare con i suoi sonagli? Manca anche il Menestrello.. Dov’è il nero Menestrello? Dove sono tutti? Non rimane nessuno Anima nera.. Nessuno più danza al suono muto dei clavicembali.. Va via il coniglio bianco.. è salito sul pulman blu senza biglietto.. Conduce lo sciamano.. Capolinea a Babilonia.. Non rimane più nessuno Anima nera.. Nessuno con cui giocare l’ultima mano.. Versa lacrime di sangue e Valium.. Ferite nuove su un cuore vecchio e logoro.. Occhi fermi nel dolore.. Niente luna stanotte.. Solo male..

Fermati! Paura..

Quante vite vuoi prenderti? Quante ancora? Dimmelo..
non ti bastano ancora?

Ascolta.. lo senti il triciclo che arriva? ssshhh… ascolta.. Vrrrrr…. vvvvrrrrrrr…. Eccolo.. vvvvvrrrrr…. vvvvvrrrrrrr…. Lo puoi sentire bene ora… vvvvvvrrrrr…. è un bambino senza volto che pedala il triciclo rosso.. Eppure ti assomiglia Anima nera.. Corri.. Corri pure.. Intrappolato nel labirinto di ghiaccio e neve.. Ti prenderà il lupo cattivo.. non posso fuggire.. Mi prenderà.. ma non sa che io mangerò il suo cuore.. non sa..

Chiuditi nell’ambra Anima nera..
Divieni innocuo e silenzioso fossile imprigionato nelle lacrime della terra..

Rimani solo.. allontanati dal mondo.. Isolati.. Porti male nelle vite delle persone..
sei un cancro che mangia.. che consuma dall’interno..
s’insinua silenzioso.. un nero male oscuro che lentamente mangia l’anima..

chiuditi nella tua prigione..

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Sogno

16 Dicembre 2004 7 commenti


Rifugiarsi in un delirio
per scoprirsi vivi..
Estremizzare l’essere
per piegarlo su se stesso..
Danzare in una spirale senza fine
tra petali di rosa rossa..
Perdere il senno
e trovare la follia
seguendo le note
di un carillon distorto..
Dare al battito del cuore stanco
il ritmo delle onde del mare..
Parlare alla luna
incastonata nella notte
senza proferir parola..
Sognare..
ancora
e
ancora..
guardando le gocce
rosse e scure
cadere dai polsi..
socchiudere gli occhi
sull’immagine
della perlacea luna
che si specchia
in piccoli laghi rossi viscosi
che puzzano di vita..
Raggiungere l’oblio..
sfiorarlo appena con la lingua
e poi
tornare ad urlare nella pazzia..
raccogliere il nettare scarlatto
in un calice di cera..
offrirlo
per dissetare chi sale
dal deserto della normalità..
perdersi
anche stanotte
nella nebbia..
tramutarsi in puro spirito
con ali di velluto nero..
camminare scalzi
tra sabbie e pozze
tenendo per mano le proprie paure
che mordono le dita..
distorcere le visioni carnali
di un’illusione tossica e degenerante
deviando
su deliranti espiazioni
per colpe mai meritate..
lasciare che la pioggia acida
di un mondo malato
ci scavi nella pelle
piccoli crateri lunari
in cui psicadelici angeli scarlatti
fanno l’amore
con diavoli dannati
fino allo stremo..
fino all’orgasmico epilogo
generatore di deliri e caotiche verità..
infine morire
mentre il giorno nasce..

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Notte

23 Novembre 2004 2 commenti

Ho bruciato troppi incensi stanotte e nella stanza non si respira più. La testa è leggera. Devo uscire. Si vede il fumo bianco immobile, sospeso nell’aria. Troppi profumi mischiati che non si riconoscono più. Spengo lo stereo mentre i Modena mi cantano la storia di Remedios la bella, che dalle stelle scese e dalle stelle venne rapita. Che fosse un angelo? O una stella anche lei? Angeli e stelle.. Indosso il giubbotto e la sciarpa rossa mentre fendo il fumo con le braccia provocando piccoli vortici. Un soffio per spegnere le candele, scende il buio sul silenzio ed io esco.
Fuori piove piano. Piccole gocce sul viso. Sanno di baci leggeri. Sento dalla sciarpa salire i mille profumi degli incensi. Opium, sandalo, vaniglia, muschio bianco e molti altri. Ne ho accesi parecchi, la notte è lunga e non è più sicura canta Vasco. Non lo è mai stata, aggiungo io, è per questo che esco di notte. Mi accendo una canna mentre sono ancora sotto la pioggia, e vedo le piccole macchie scure che si formano sulla cartina. I lampioni della zona mandano la solita luce arancione che viene riflessa dalle pozzanghere nere. Mi affaccio e mi specchio in una di queste anch’io per vedere che viso ho stanotte. Vedo la sciarpa e le guance senza barba. Ho tagliato via il pizzeto, per errore, qualche giorno fa. Una mattina in cui il corpo era in bagno a radersi ed il cervello chissà dove, forse ancora sul cuscino a dormire. Che sia per questo che non faccio mai la barba di mattina? O forse solo per non vedere il mio viso nello specchio? Rido a questi pensieri, muovo le acque con un piede, cancellando il mio riflesso e riprendo a camminare sotto la pioggia.
Si sentono i rintocchi delle campane di una delle tante chiese di questa città. Segna l’ora come non si fa più da molto tempo. Tre rintocchi grandi e due piccoli. Sono le tre e mezza e piove. In giro non c’è nessuno, è lunedì e domani si lavora. Si rientra nell’ingranaggio solito. Si indossa la maschera da normale. Io indosserò le mie solite occhiaie e lo sguardo assonnato.

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Sogno

23 Novembre 2004 2 commenti

La camicia bianca aperta che contrasta con l’intimo nero ricamato.. i capelli che ti scendono lungo le spalle e t’incorniciano il viso.. sdraiata su un fianco ti guardo senza poterti raggiungere.. immagino le mie mani che ti accarezzano.. la pelle liscia scorrermi sotto i palmi.. tra le dita.. lungo i fianchi.. dietro la schiena.. ti abbraccio e ti porto a me.. gli occhi circondati dal trucco nero come i capelli.. risaltano e colpiscono.. Tutti ti dicono che ci si perdono nei tuoi occhi.. Accadrà anche a me.. ma io sono già perso nella tua anima e mi ritroverò sulle tue labbra rosse su cui nasce il mio nome.. Guardo il tuo seno.. i tuoi capezzoli.. li sogno contro il mio petto.. li desidero nella mia bocca silenziosa.. con gli occhi chiusi sento il tuo viso.. lo accarezzo.. ti sfioro gli occhi.. il naso.. le labbra con la punta delle dita.. m’illudo che sia reale.. sento i tuoi occhi scrutarmi dentro.. le mie dita infilarsi tra i tuoi capelli.. il caldo del tuo respiro sul viso.. sulle labbra.. mentre si avvicinano.. sento il frusciò della camicia.. sento l’anima urlare che nulla è reale.. ma non l’ascolto perchè sono perso.. in un sogno labirintico.. sono divenuto sogno anch’io.. domattina mi sveglierò ancora in un inferno d’illusione, ma per stanotte troverò la mia morte sulle tue labbra lontane..

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senza titolo

14 Luglio 2004 7 commenti

Cerco la tua pelle
nella penombra della stanza..
Seguo il tuo odore
come un segugio la sua preda..
In caccia di te..
Della tua anima..
Della tua carne..

Ti cerco nei pensieri
E nei miei sogni..
Chiudo gli occhi e ti vedo..
Li apro e ti sogno..

Sei il peccato legato
Dal filo d?oro
Alle mie unghie
Che affondano
nella tua schiena..

Balla su di me..
Sarò il palcoscenico
Su cui rappresentare
Quest?attimo di vita
Che ci vede attori
E protagonisti
Di questa passione

Sinuosa
come una lingua di fuoco
ti muovi su di me..
ipnotizzato
dalla tua bellezza..

porgimi la mela
sensuale dama
e lascia che il serpente
mi morda il polso
morirò cosi..

al culmine
nel piacere
tra le tue gambe..

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Piccolo sogno

13 Luglio 2004 9 commenti

la notte è buia
le stelle sono
mille occhi
puntati su di noi

due anime svestite
due piccoli demoni
che si perderanno
nel peccato originale
nel primo peccato
nel piacere

ci guarda il mondo
invidioso
con sguardo indignato
mentre da sogno
divieni realtà

odiato dagli uomini
sono il demone
ti ruberà l’anima
sono l’angelo caduto
che nel peccato
ti farà impazzire
ti morderò la carne
ti graffierò le gambe

se apro gli occhi
sei ancora davanti a me
se tendo una mano
posso sfiorarti il viso

vicini
corpi che si sfiorano
nudi
nella penombra

la luna pallida ci sorride
l’amante dei sogni
ci vede reali

labbra che si toccano
bocche che si aprono
lingue che si cercano
s’inseguono
passione che sale
da dentro

ti accarezzo la schiena
ti stringo a me
per non lasciarti andare
mentre sento il tuo seno
contro il mio petto
mi sciolgo nel calore
del tuo corpo
e mi lascio andare
all’abbraccio dolce
delle tue ali
mio angelo
caduto in tentazione..

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Coi piedi per terra – Modena City Ramblers

7 Luglio 2004 15 commenti

Ti ho amato attraverso giorni
Di buona fortuna e di festa
Ti ho amato attraverso giorni
Di mare agitato e tempesta
Ti ho amato attraverso gli anni
Le strade, gli oceani e le terre
Attraverso i momenti felici
Le gioie, i pianti e le guerre

Abbiamo girato paesi
E ascoltato le orchestre suonare
Abbiamo guardato persone cadere
E fucili sparare
E riso e scherzato
Sperando che il tempo non dovesse finire
E bevuto col nodo alla gola
Guardando gli amici partire

Mi hai dato conchiglie
Per farmi ascoltare i racconti del mare
Mi hai dato un tamburo
Per battere il tempo e sentirlo passare
Mi hai dato parole e storie
E un bicchiere robusto e profondo
Per poterci raccogliere dentro
Le grida e il dolore del mondo

Puoi prendere un fuoco
Ed accendere i sogni di chi ti sta intorno
Puoi aprire la mano
E raccogliere tutti i colori del giorno
Puoi fare un castello
Con legni spezzati e barattoli rotti
Puoi trovare una stanza grigia
E riempirla del blu della notte

Ti ho amato attraverso giorni
Di buona fortuna e di festa
Ti ho amato attraverso giorni
Di mare agitato e tempesta
Ti ho amato per quando mi hai preso
E portato vicino a una stella
E per quando mi hai preso per mano
E tenuto coi piedi per terra
Coi piedi per terra

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11 Giugno 2004 13 commenti

persino il bacio di Giuda aveva un valore..

30 denari..

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Qualche splendido giorno – Modena City Ramblers

14 Maggio 2004 4 commenti


Il faro tagliava la notte,
un filo d’acqua bagnava la strada.
Camminavano insieme in direzione del ponte.
Da un portone una tromba suonava.
Lei guardava in basso le scarpe,
tra cicche spente,
giornali e lattine.
Lui fischiava un vecchio blues
e pensava ad una cosa qualunque da dire.

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Una vecchia indiana vestita di giallo
li osservava seduta a un balcone.
Lei sorrise appena e gettò una moneta
al mendicante dal cappello marrone.
Lui marcava i passi come Jimmy Dean,
masticando una frase d’addio.
“Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta,
quando vedi che il racconto è finito.”

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Il marciapiede era grigio e deserto,
nella notte un lampione brillava.
Lui la strinse forte al suo fianco,
mentre lontano un cane abbaiava.
“Era tutto scritto da sempre sai.
Era racchiuso nel mazzo di carte.
Che la donna rossa si incontra col fante,
ma alla fine il giro riparte.”

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Lei gli disse: “Che il viaggio sia buono.”
Lui rispose soltanto: “Lo sarà.”