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Freschi come all’inferno..

5 Giugno 2008

"Signore dei Pupazzi hai trovato il mio cervello?
Signore dei Pupazzi hai preso tu mio fratello?
Signore dei Pupazzi hai il suo sangue sul coltello
Signore dei Pupazzi Signore dei Pupazzi
Dove sei adesso che ho trovato un bambino cosi bello?

Uno due tre ammazzerà prima te
quattro cinque sei se urli sei nei guai
sette otto nove ti troverà in ogni dove
dieci undici dodici hai paura delle voci?

Corri corri quanto vuoi
Corri corri dove vuoi
Ma nasconderderti non puoi
no sfuggirgli tu non puoi

è il Signore dei Pupazzi e se ti trova sono cazzi

Uno due e tre di morir tocca a te!"

 

"Paranoico bastardo la pianti con questa cantilena di merda?". Mentre parla sbuffa fuori il fumo, che rimane sospeso nell’aria immobile ed afosa della stanza. "Ma come ti vengono ste stronzate da film horror? Cervello in pappa?".

 

"Era una vecchia conta di quando ero ragazzino."

 

"Ma dove cazzo sei cresciuto, in un manicomio criminale?"

 

Il ventilatore a pale attaccato al soffitto arranca lento, ma non riesce a muovere un filo di quell’aria pesante. Fa fatica persino a tentare. Il fumo di sigaretta ed i vapori del cibo turco-coreano appesantiscono il respiro e lo stomaco dei due uomini. L’aria nella stanza è densa ed unta. Puzza di rancido e cibi fritti.

 

"Dì un pò Julius, ce n’è ancora di birra?"

 

"Ce ne dovrebbe essere in frigo. Ma non chiedermi di andartela a prendere."

 

"E mandaci il pupazzaro là. uuuuhhh.. Com’è che faceva? uno due e tre la birra me la prendi te! Ahahahah"

 

"Fanculo Dan. Piuttosto dì, da quanto siamo chiusi in questo schifo di stanza?"

 

"Da troppo, cazzo. Merda nemmeno all’inferno fa cosi caldo."

 

"Di sicuro c’è compagnia migliore della tua lì sotto."

 

"Hey Julius, te l’hanno mai detto che sei simpatico, come ‘n dito ar culo!"

 

"Fanculo Dan!"

 

"Hey Julius, sei anche monotono. Dai vai a prendere la birra in frigo."

 

"Fanculo Dan!"

 

"Su per favore. Dai la smetto. Ma non hai caldo?"

 

Julius si alza. Sigaretta in bocca. Fiumi di sudore che gli scendono sul viso. Sudore già caldo. La camicia è inzuppata e gli resta attaccata alla pelle.

 

"Grazie Jul."

 

"Non mi chiamare Jul. Sai una cosa Dan, forse si starebbe davvero meglio all’inferno. Invece di stare rintanati come scarafaggi dentro questo buco di merda!"

 

"Non lo dire a voce troppo alta Jul. Qualcuno potrebbe esaudire questo tuo desiderio. Al mondo ce n’è di gente che non si fa i cazzi suoi pronta ad aiutarti. Siamo chiusi qua dentro proprio per non finire all’inferno."

 

"Tranquillo Dan. Siamo nel buco del culo del mondo. Qua nemmeno il Diavolo in persona ci viene."

 

Julius posa la mano sulla maniglia del frigo. Tira con forza perchè funziona male. Lo sportello del refrigeratore scatta, e si apre investendo l’uomo con nuvole di aria leggermente fresca.

 

"Nemmeno il frigo funziona cazzo. Ci credo che Satana non ci verrebbe mai qui. La birra saprà di piscio di cammello."

 

Prese le bottiglie di birra, sente subito il freddo del vetro scorrergli sul palmo della mano. Chiude gli occhi. Assapora quel momento di godimento. Non si accorge di nulla. Tira via le bottiglie dal frigo. Non sente il click. Non sente la lingua di metallo che ha provocato il rumore, andare a chiudere il circuito. Non sente l’elettricità rapida come un serpente che scorre nei cavetti colorati. Non sente il detonatore detonare. Non sente nulla di tutto questo Julius, mentre assapora il godimento del vetro freddo sul palmo della mano. Sente solo l’aria mancargli improvvisa. Come se l’ossigeno fosse scomparso improvvisamente. Ma è solo un attimo. Dan invece, se ne accorge. Dan invece vede un muro di fuoco balzargli addosso. Dan fa in tempo a sentire il boato dell’esplosione. Dan si rende conto, per pochi istanti, di ciò che accade. Dan sa che sta andando all’inferno e pensa "Hai visto Jul? Te l’avevo detto di parlare a bassa voce, qualcuno deve averti sentito. Fanculo Dan. Vedrai se non staremo meglio."

 

"…
Corri corri quanto vuoi
Corri corri dove vuoi
Ma nasconderderti non puoi
no sfuggirgli tu non puoi

è il Signore dei Pupazzi e se ti trova sono cazzi

 

Uno due e tre di morir tocca a te!"

 

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