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Piove, governo ladro!

22 Aprile 2008

Mi ritrovo a salire una scalinata sporca e malmessa. Il marmo è quasi nero e consumato. Almeno dove c’è ancora. Ai lati un roseto in fiore copre il passamano fino in cima. O almeno credo. E’ troppo in alto. Se mi volto mi rendo conto d’aver fatto pochi scalini. Eppure sono già stanco. Ancora un passo. Lentamente. Ancora un altro. Così. Tanto non ho nulla da fare. Ancora uno. Basta far piano e mi ritroverò in cima a guardare il panorama. Sono troppo stanco. Meglio fare una pausa. Meglio stare qui e farsi crescere le rose addosso. Pungersi con le loro spine e tingere di rosso i petali bianchi. Pallidi senza sole nascono candidi nella notte. Finchè non sono arrivato a sporcarli. Meglio farli a pois. La tinta unica non va più di moda. Non va molto nemmeno il rosso st’anno. Meglio nascondere la faccia tra le mani. Sporcarsi del proprio sangue. Sono stanco. Non voglio ricominciare a salire. Aspetto che scenda qualcuno e mi racconti che c’è lassù. Io me ne torno giù prima che ste rose mi dissanguino.

 

Hey Pino tira fuori la grappa che al tabacco ci penso io.
Grappa alla rosa? Ma i cinesi pure nei sogni adesso???

 

Piove, governo ladro.

 

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