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Archivio Novembre 2007

White Rabbit

21 Novembre 2007 5 commenti

Cazzo che freddo stanotte. Ho sempre odiato ste macchinette automatiche. Ci infili i soldi e poi è una lotteria. Se sbagli a digitare un numero ti da dei preservativi invece delle sigarette. E ti finisce il credito. Sempre se non ti ruba solo i soldi. Fanculo. Se non mi da queste cazzo di sigarette la spacco. Che cazzo di numero sono? 13. Ok. Uno e tre. Vai. Le cartine le ho? Meglio prendere anche queste va. Tanto non avanzano. E pure stavolta è andata bene. Tanto per cambiare piove. Mi batte la testa. Cazzo. Non c’è una finestra accesa tra tutti sti palazzi. Sembrano vuoti. Sono opprimenti. Merda sto mal di testa. Pochissima gente per strada. Pochi che rischiano a violare questo assurdo coprifuoco. Stanno imbottiti in cappotti e sciarpe. Escono solo gli occhi. Sembrano insetti malati chiusi in carapaci ermetici. A difesa di cosa poi. Mi sparo sto cristallo va. E’ pure l’ultimo. Se non trovo Cassius sto a secco. AAAHHH!! Cazzo che botta!! E bravi bastardelli. Vi sparavate roba buona, eh fratello. Uuuhhh. Adesso si che si ragiona. Fanculo sti palazzi buii e sti quattro insetti-passanti. AH! che diavolo è?? Ho avuto un flash. Ma che cazzo..? Eccolo di nuovo! Sembra.. un cazzo di animale bianco! Un cane. No, un gatto. No nemmeno. Ma che cazzo sei? E da dove cazzo vieni? Ma cazzo! C’ho le allucinazioni adesso! Merda! E’ un coniglio! Un cazzo di coniglio bianco! Mi arriva nella testa come dei flash! AH! Maledetto coniglio del cazzo!

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Un attimo

20 Novembre 2007 2 commenti

 

Erano abbracciati nel letto, immersi nel silenzio della stanza rotto solo dal ventilatore sospeso al soffitto. Produceva un suono soffice e ritmico. Piano. Flap. Lento. Flap. Continuo. Flap. Inarrestabile. Flap. Come il battito del suo cuore che nelle orecchie di lui trovava la sua strada per non andar perduto e confuso con le pale del ventilatore. Erano fuori dal tempo e dal mondo. Essi stessi tempo e mondo. In silenzio.

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la vita è breve ed infame.. ed alla fine il protagonista muore sempre..

13 Novembre 2007 4 commenti

sul dorso di cammelli color porpora mi muovo nel deserto della ragione.. nella vita non c’è ragione.. non c’è una logica.. le cose accadono e basta.. i cammelli lasciano orme nella sabbia che scompaiono subito dopo.. dalle sue narici escono serpenti che mi mordono le caviglie.. ma non sento nulla.. le sabbie si fanno mobili.. la carovana inferma affonda.. urlano i beduini in lingue incomprensibili contro lune violacee.. ma nulla possono se non morire.. sanguinare non serve.. urlare nemmeno.. solo volare su stomaci gonfi d’aria.. librarsi leggeri in direzioni opposte agli sguardi di immobili gechi.. e lasciare demoni e diavoli azzannare le fiamme del loro stesso mondo.. dolore e piacere camminano sottobraccio su sentieri sconosciuti.. graffi su schiene forano la pelle e riportano a terra i naufraghi del desiderio.. ancore legate da anelli a lingue rosse trattengono la carne di vittime predestinate e trascinano verso labbra avide.. denti incidono la pelle mentre mani stringono seni.. occhi spalancati su dirupi dell’anima.. liquido amniotico si mesce con umori sessuali.. delirio follia desiderio passione vino sesso morte urla graffi morsi sangue sogni incubi dolore piacere..
fanculo..

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There’s a killer on the road..

9 Novembre 2007 3 commenti

Lasciate stare il lupo cattivo che gira nelle buie strade di questa città. L’aria è pesante, malsana e densa di nebbia, e lui è cattivo ed affamato. Non ha nulla da donare ai viandanti, ma solo da prendere e rapire. Fauci grandi e denti bianchi. Lingua rossa e lunga. Non ha pelliccia contro il freddo, ne coda da muovere, ma occhi gialli e stomaco vuoto. Attenti a voi, nei vicoli buii, perchè ha passo silenzioso e delicato, e troppo tardi vi accorgete di lui. Troppo tardi, saprete che ha già divorato la vostra piccola anima e calpestato il vostro soffice cuore. Tradito la vostra troppa fiducia. Con il vostro sangue lava le sue unghie e disseta l’arsura. Affamato lo è sempre e nulla mai potrà fermarlo, perchè il lupo cattivo che gira nelle buie strade di questa città, è schiavo di follia e dall’anima nera. Senza un cuore e senza un’anima, ha veleno nelle vene ed olfatto fino. Annusa ed assapora la paura della consapevolezza, che esplode nella vittima all’ultimo istante. Si specchia negli occhi spalancati della preda. Cela nel buio la sua vera essenza. Finchè, un unico bagliore di luna riflesso sui suoi artigli, come la luce di un flash, ferma l’istante della vostra dolorosa fine da piccole inermi prede illuse.

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no sense

7 Novembre 2007 3 commenti

Vuoi comprare la strada per il paradiso? O vuoi salire sull’autobus blu? Ce l’hai il biglietto? Li senti i ragni nella testa? Ma c’è qualcuno nella mia testa.. e non sono io.. chi è? chi è? ragni.. ragni ovunque.. sento le loro zampe.. il loro camminare.. le loro maledette tele che intrappolano le mie sinapsi.. tele di pittori nascono bianche e vergini.. sporcate aggredite da colori e colpi di pennello trattengono forme e linee vite e sogni strappate da menti e donate ad occhi.. guarda i colori.. seguili.. annusali.. ma guarda bene.. si muovono.. si stanno muovendo.. ragni.. ragni anche lì.. ragni su tele che erano bianche.. tele sverginate abusate violentate da mani inesperte e troppo pensanti.. milioni di piccole zampe e addomi pelosi.. miliardi di occhi sfaccettati che osservano famelici e carnivori.. li senti? li vedi? sono dentro la mia testa.. io li sento.. tic tic tic.. con le loro maledette zampe.. tic tic.. affamati.. mi mangiano il cervello.. lo consumano.. lo fanno in pezzi.. lo avvolgono nella tela.. come se fossero regali.. come salme avvolte in un sudario.. pezzi del mio cervello che saranno provviste messe da parte.. immagazzinate.. tenuta da parte.. pezzi di cervello morto nascosto in sepolcri nel mio stesso cranio.. catacombe della ragione e dei pensieri popolate da molteplici piccoli ragni con i loro mille occhi e le loro maledette zampe.. tic tic.. mi mangeranno dall’interno.. rimarranno solo ossa bianche e perfettamente pulite.. bianche e vergini.. pronte per cadere in mano di aggressori inesperti con unghie metalliche e voci roche.. ricoprite d’acciaio ed argento il teschio.. fottetelo con violenza.. abusatelo.. e lasciatelo infine nel desetro.. cosi che sole vento e sabbia lo consumino con eterna lentezza lasciando infine i pensieri marci chiusi al suo interno liberi di sgretolarsi e confondersi tra le dune..

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Ricordi, vecchio..

6 Novembre 2007 1 commento

"Graffi sulla schiena sono come solchi di un campo arato arso dal sole. Bruciano e sanguinano ancora. Doloroso ricordo di piacere clandestino consumato in una notte gelida. Nascosti alla luna ed agli occhi dalla nebbia, Chi fu cacciatore e chi preda? Chi il diavolo e chi l’angelo?…"

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D’inutilità è sporco questo mondo.

2 Novembre 2007 4 commenti

Devo trovare da bere. Sapore del cazzo in bocca. Fortuna che quei due piccoli scarafaggi avevano addosso un pò di denaro. Forse era del tipo a cui apparteneva il braccio. Chissà chi era. Ma che mi frega in fondo. In questo mondo di merda morte tua vita mia. Funziona cosi. Pare che sia la regola principale. Che schifo. Sono stanco. Troppo stanco. E sono bagnato. Ho solo voglia di bere. è finito anche l’effetto della droga e dell’adrenalina. Piove. Piove solo. Che cazzo. Merda. Quando mi scende il down non mi sopporto. C’è un bar. Soliti nordafricani. Ormai i bar se li dividono nordafricani e turchi. Come per i ristoranti spartiti tra italiani e cinesi. Solo che da queste parti, nella città bassa, ci sono solo buchi sporchi e puzzolenti e banchi da strada. Ah. Dimenticavo i locali di spogliarello. Eccone giusto uno. Magari hanno qualcosa di meglio da bere della solita merda da strada. C’è pure un gorilla fuori. Dev’essere un cazzo di ex-militare di qualche ex-repubblica dell’ovest. Solita pistola nella fondina ascellare nascosta sotto la giacca di pelle. Sguardo duro. Muscoli scattanti. Tipo tosto. Gli arrivo appena alle spalle.

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