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Archivio Giugno 2007

Festa Europea della Musica

20 Giugno 2007 7 commenti

Me tocca fa pubblicità..

A Roma si terrà la Festa Europea della Musica. Se cliccate sul link trovate tutto il programma con tutti gli artisti ed i luoghi dove suonano..
Se andate a pag. 52 trovate un gruppo de regazzetti che si chiama Progetto T. So simpatici e ce sanno fa..
Suoneranno verso le 22 al Lian a San Lorenzo.. Locale frequentato anche da gente famosa.. gente de teatro.. faccio pure pubblicità al locale..

Cmq.. L’ingresso è libero.. la musica merita.. e poi è venerdì..

se poi non ve va d’annacce li potete ascoltà sul web a questo indirizzo
RecRadio..

Quando la musica è bona merita pubblicità..
Se c’annate date uno scappellotto al batterista da parte mia.. ;)

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Jhonny

13 Giugno 2007 3 commenti

Johnny suonava maledettamente bene quella chitarra sgangherata che si trascinava dietro ovunque. E lo sapeva. Ma non gli importava. A dire il vero non che gli importasse di nulla, tranne che di quei momenti in cui poteva perdersi su quelle sei corde. Johnny era magro e slanciato, capelli e occhi neri come l’asfalto, e un’andatura menefreghista. A guardarlo sembrava vivesse fuori dal mondo. In un posto in cui tutto funzionava in modo diverso. Un universo solo suo. E invece Johnny era sveglio e attento, anche se non gliene fregava nulla in fondo.
Quella notte sedeva sulla balaustra di marmo del ponte più famoso della città. Famoso non perchè fosse particolarmente bello o interessante dal punto di vista artistico. Era conosciuto nella regione per quelli che ci si ammazzavano. Per i suicidi. E per altre storie di fantasmi a cui nessuno credeva veramente. “Ogni città ne dovrebbe avere uno.” pensò Johnny “E quelli che vengono per ammazzarsi non dovrebbero pagare il pedaggio. Per loro sarebbe gratis il transito. Anche perchè non lo attraversano tutto. Si fermano circa a metà, chi più chi meno.”
Lasciò andare quei pensieri distratto da un’auto che gli scorreva davanti. Dentro un uomo distinto. Si e no trent’anni, ma già affermato a giudicare dall’auto e dagli abiti. Molto curato. Gli lanciò uno sguardo freddo, distaccato, superiore, dominante. Quasi cattivo. Jhonny fece spallucce ed iniziò a suonare la sua chitarra, mentre il giovane uomo s’allontanava, veloce e sorridente al cellulare.
Cosi gli correvano davanti le vite degli altri. Momenti in cui le strade si avvicinano, finchè uno dei due non svoltava e tornava lontano. Quello che Jhonny non poteva sapere era che quel giovane uomo, affermato e dominante, aveva appena ammazzato a martellate una prostituta brasiliana per puro piacere personale. Ma tanto a Jhonny questo non sarebbe importato. Aveva la sua chitarra e la sua musica. La sua notte e la sua signora luna. Sigarette senza filtro e poco alcol. Così continuò a suonare, con la faccia serena ed una sigaretta fumata a metà tra le labbra. Pizzicava le corde con leggerezza. Pareva sfiorarle appena. La musica iniziò a volargli attorno. Lo circondò. Lo accarezzò. Lo abbracciò. Improvvisamente dal buio uscì un suono di tromba. Era il suo amico Fra. Jhonny sorrise. Poi arrivò Maurinho con la sua batteria color giallo. Ed infine fu la volta di Giangi con il basso. E suonarono. Tutti. Su un palco senza scenografia ne pubblico. Suonarono stretti da una nebbia lattiginosa ma la musica era chiara e limpida. Presente. Jhonny suonava con gli occhi chiusi e le mani, delicate e leggere come farfalle, danzavano su quei fili di ragnatela che aveva come corde. Non passava nessuno. Non un’auto. Non un essere umano. Non un uccello. Nulla. Erano fuori dal mondo. Dai pensieri. Dalla vita stessa che scorreva lontana nel resto del mondo. Miliardi di altre esistenze ignare, alcune dormienti, altre amanti, altre appena create, tutte sconosciute. Ma a lui non sarebbe importato nulla lo stesso. Ora suonava ed era solo. Abbandonato alla musica.
Apparve la prima aurora del mattino di fronte a lui. La nebbia iniziò a diradarsi per lasciare posto al caldo soffocante dell’estate. I suoi amici scomparirono lentamente, e si dissolsero con la nebbia. Fra e la sua tromba d’oro. Maurinho con le pelli e le bacchette. E Giangi il Grosso con il suo lungo basso. Lentamente. Sfocarono fino a non esserci più. Ma non prima di averlo salutato ed avergli dato appuntamento alla notte successiva. Jhonny riprese il cammino, con la chitarra sfinita su una spalla ed una sigaretta senza filtro tra le labbra. Passò davanti ad un’edicola a cui avevano appena consegnato i giornali del mattino e lesse a grandi lettere:
“Trovato morto sul Ponte dell’Angelo il killer dei trans. Si parla di attacco di cuore alla guida. Aveva ancora l’ultima vittima nell’auto.”. Jhonny non se ne curò. Si accese una sigaretta e continuò a camminare trascinandosi la sua sgangherata chitarra ed un mezzo sorriso sul viso.

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Forse per sempre.

8 Giugno 2007 2 commenti

“Steve. Steve! Non risponde, Steve.”
“Merda l’hai ammazzato!”
“Cazzo è morto! L’ho ammazzato, Steve. L’ho ammazzato! Forse per sempre”
“Forse per sempre??? Nooo, mo tra du giorni se rialza, sta a vedè. L’hai ammazzato a tempo determinato. Un omicidio co.co.co. Mo pure i morti so precari nell’aldilà.”
“Cazzo! Cazzo! Cazzo! E ora Steve? Ora che si fa? Cazzo!”
“Intanto vedi di calmarti. Toh fuma. Mettiti là contro la parete. C’è sangue ovunque e tu sei tutto sporco.”
“Ma è morto, Steve? Sei sicuro che è morto? Oh cazzocazzocazzo!”
“Smettila di piagniucolare cazzo! M’innervosisci. Rimani in quel cazzo di angolo e non rompere! devo pensare.”
“Ma Steve..”
“Ho detto basta! Fuma e zitto! Un’altra parola e io ammazzo te!”
“Perchè mi vuoi ammazzare, Steve? Non ti ho fatto nulla. Siamo amici Steve.”
“Smettila di piangere. Non ti voglio ammazzare, voglio solo che stai zitto, ok?”
“Si, Steve. Ok. sto zitto, Steve. Sto qua in un angolo a fumare. Mi dai un’altra sigaretta, Steve?”
“Tieni prendine due cosi stai buono più a lungo.”
“Senti Steve mi dai anche un fazzoletto che ci metto le cicche?”
“Le cicche? che fai te le conservi per ricordo?”
“Sono prove Steve. Non vedi mai CSI? quelli con una cicca scoprono pure quanti peli c’hai sul culo e se te lo sei lavato stamattina, Steve. Non li hai mai visti in tv come fanno? Con quegli occhiali strani, i microscopi, le luci blu. Scoprono tutto, Steve, tutto. Siamo fregati cazzo. Siamo fregati! Ti sei lavato il culo stamattina, Steve?”
“Piantala cazzo! O t’infilo questa pistola nel culo, cosi vediamo se te lo sei lavato dall’ultima volta che t’hanno inculato! E saranno contenti quelli de siessai che te piaciono tanto!”
“Perchè mi tratti male, Steve? io non ti ho fatto nulla, Steve. siamo amici, vero Steve?”
“Cazzo, se non la smetti di piagnucolare e squittire ti faccio secco davvero e ti faccio sparire insieme a quest’altro!”
“No, Steve. Ti prego. Sto zitto, Steve, zitto. Io sto zitto qui e fumo senza darti fastidio, Steve. Non dico più niente. Guarda, mi siedo qui e sto zitto, davvero, sto zitto.”
“Se fiati un’altra volta te faccio secco.”
“Tranquillo, Steve. non parlo più, davvero. Da adesso chiuso. Sto qui buono, Steve. Cosi tu pensi senza che ti disturbo. Cosi lo facciamo sparire, Steve. Io porto via le cicche e lo mettiamo in culo a quelli della televisione con la lampada blu che fa vedere il piscio.”
“Ma te voi sta zitto?! e damme sta cazzo de pistola. ancora ce l’hai in mano? Forza molla.”
“No, Steve. Tu mi vuoi ammazzare! No non te la do!”
Lascia sta cazzo di pistola! Nun te vojo ammazzà, lasciala! Tranquillo. Nun te faccio niente”
“No no. Tu me voi ammazzà, io lo so! Tranquillo nun ce sto. Tranquillo ha fatto ‘na brutta fine. E’ morto inculato, Steve! Lo sai, me lo dici sempre pure tu che successo cosi! Non te la do la pistola,, Steve. No! Lasciami! Lasciami!”
“E molla st’arnese! Smettela de movete cosi! Molla! Fa er bravo!”

(..)

“Steve…..Steve…. Stai bene? Steve rispondi, per favore. Steve. Steve. Steve. Steve! Perchè non rispondi, Steve? Merda l’ho ammazzato! Cazzo è morto! L’ho ammazzato! L’ho ammazzato! Ho ammazzato Steve! Cazzocazzocazzo!! Ho ammazzato Steve! Ho ammazzato il mio amico..
forse per sempre….
Steve…”

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