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Archivio Gennaio 2006

Senza un titolo..

20 Gennaio 2006 13 commenti


N.: “Passami la bottiglia D., ho il bicchiere vuoto.”
D.: “Non ti pare d’aver già bevuto abbastanza?”
N.: “No. Ho ancora sete.”
D.: “Tieni, ma non finirlo. Lasciane un pò anche a me.”
N.: “Perchè? Non hai bevuto abbastanza tu?”

..silenzio..

D.: “Dammi da fumare”
N.: “Prendi”
D.: “Fanculo N.”
N.: “Fanculo tu D.”
D. e N.: “Hey C.! Fanculo! Portaci un’altra bottiglia.”

N.: “Salute”
D.: “Fanculo. Ti volgio bene N.”
N.: “Hai bevuto troppo D.”
D.: “Cazzo. Mi sa di si.”
N.: “Fanculo D.”
D.: “Fanculo N.”
D. e N.: ” Hey C.! Fanculo!”

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Rido di quel che sono..

18 Gennaio 2006 6 commenti

Creo
illusioni
che
poi
puntualmente
distruggo

Crudelmente
sgretolo
le
speranze
ed
i
sogni
di
chi
si
avvicina
troppo

Come
le
sirene
attraggo
le
anime
per
donar
loro
solo
tagliente
dolore

Rido
di quel che sono..

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Senza senso

9 Gennaio 2006 14 commenti


Tornerò
ad indossare nero..

Aculei
per tenere lontani..

ho ripreso in mano
la macchina fotografica..

ma ho lasciato andare
la mia vita..

inseguo
senza mai raggiungere..

sporco
quel che sfioro..

Trovo
senza cercare..

Indosso un vuoto asettico non tossico costruendo labirinti di parole in cui si perdono anime.. Fagocito con egoistica voracità.. Voglio tutto e niente.. La notte scorre gelida sulla pelle ferita.. Sono solo un attimo.. Non conservo lucidità.. Ammasso parole inutili una dietro l’altra.. gli occhi sono pieni delle stesse immagini.. le mani si stringono sul nulla.. Sono visioni.. I tuoi occhi guardano altrove.. Il mio corpo desidera.. La mia mente corre.. Dalle viscere sale alla gola e finisce sull’asfalto.. Tosse.. Acido in bocca.. Non fa nulla.. è il prezzo di quel che sono.. un’inutile bambolotto dagli occhi spenti..

perchè anche questa notte deve finire?

Colonna sonora – Dream Theatre – Train Of Thought

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Amor come parola essenziale – Carlos Drummond de Andrade

4 Gennaio 2006 4 commenti

Amor ? come parola essenziale
dia inizio alla canzone e la sostanzi.
Amor guidi il mio verso e, nel guidarlo,
unisca anima e sesso, membro e vulva.

Chi osa dir di lui che è solo anima?
Chi non sente nel corpo l’anima espandersi
fino a sbocciare in un vivido grido
d’orgasmo, in un istante d’infinito?

Il corpo avvinghiato a un altro corpo,
fuso, dissolto, torna all’origine
degli esseri, che Platone vide completi:
è uno, in due perfetto: due in uno.

Integrazione a letto o già nel cosmo?
Dove ha fine la stanza e giunge agli astri?
Che forza qui nei fianchi ci trasporta
a quell’estrema regione, eterea, eterna?

Al delizioso tocco della clitoride,
tutto, ecco, si trasforma, in un baleno.
In un minuscol punto di quel corpo,
la fonte, il fuoco, il miele si concentrano.

La penetrazione via via squarcia le nubi
e svela soli tanto sfolgoranti
che mai l’umana vista ha sopportato,
ma, trafitto di luce, continua il coito.

E continua e si estende in tale guisa
che, oltre noi, oltre la stessa vita,
come attiva astrazione che si fa carne,
l’idea di godere sta godendo.

E in un patir di gaudio, tra parole,
anzi di meno, suoni, ansimi, ahi,
solo un piacere in noi raggiunge l’apice:
è quando l’amore muore d’amor, divino.

Quante volte moriamo l’uno nell’altro,
nell’umida caverna vaginale,
di quella morte che è dolce più del sonno:
la quiete dei sensi, soddisfatta.

Allora si instaura la pace. Pace di dei,
adagiati sul letto, come statue
vestite di sudore, grate per quanto
ad un dio aggiunge l’amor terreno.

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Alterazioni mentali..

3 Gennaio 2006 5 commenti


Rosse
gocce alcoliche
mascherate
dal sapore di fragola
scivolano
sulle labbra..

Rosse
bruciano la gola
mescolandosi
al sangue raffermo
e aggrediscono
sinapsi instabili
inevitabilmente allucinate..

Sono libero..

anche
da
me
stesso..

Colonna sonora – System of a down

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