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Archivio Dicembre 2005

Volete un motivo per andare a teatro? Ed io ve ne do Zero..

29 Dicembre 2005 14 commenti


Sottotitolo: Questo spettacolo è un vero.. spettacolo!!

Per l’occasione ho ripreso in mano la penna e un pò di fogli.. è un evento straordinario in quest’epoca tecnologia in cui si vive più nel virtuale che nella vita vera..

Ho inseguito questo spettacolo teatrale per circa un anno, e stavo rischiando di perderlo ancora.. Ho fatto i salti mortali venerdi pomeriggio per esserci.. Schivando la gente impazzita per il natale, che cercava gli ultimi regali come lupi affamati cercano la preda, mi divincolo nel traffico romano impazzito all’ora di punta.. Attraverso praticamente tutta la città e infrango quasi tutti gli articoli del codice stradale, finendo a parcheggiare a Piazza Venezia, in un posto riservato al Corpo Diplomatico.. Ma arrivo puntuale all’ombra del Campidoglio, lì dove non sapevo ci fosse un teatro..
Piano piano arrivano tutte le persone attese, e intanto mi guardo la locandina dello spettacolo.. Vedo la sua faccia, che conosco piuttosto bene, guardarmi.. lo vedo cinque volte.. cinque espressioni diverse.. sempre più sfocato.. c’è scritto “Zero”.. anzi.. c’è scritto “Z” e “ero”.. Ero.. sta per Eroe?? bah..
questo evento per me ha un significato particolare.. L’ho avvertito che sarei venuto a vederlo anche se non credo se lo ricordi.. Ho fatto la solita figuraccia sbagliando il nome del teatro.. Meno male che me l’hanno fatto notare altrimenti stavo da tutt’altra parte.. a parte questo, è dall’anno passato che volevo vederlo e finalmente.. Cmq.. Veniamo alle cose serie..
Lo spettacolo non lo racconto, ma vi consiglio di andarlo a vedere.. Il Teatro della Cometa è molto molto carino.. molto intimo.. anche se qualcuno si è lamentato dei sedili.. Particolare la scenografia.. ma molto azzeccata.. e sfruttata più che bene da Massimiliano Bruno.. La colonna sonora suonata dal vivo da musicisti semi nascosti.. visibili quando vengono illuminati.. nascosti quando lui riempe la scena.. Un atto unico.. Un solo attore.. molti personaggi.. Molte espressioni diverse.. molte voci.. ognuna con la sua identità.. ognuna vera e particolare.. ogni perosnaggio prede vita sul viso, nelle movenze, nell’accento, nelle espressioni del volto, nel tono di voce e nel modo di parlare.. nel modo stesso d’essere.. come se di Massimiliano Bruno ce ne fossero più d’uno.. come se su quel quel palco, dietro la scenografia insieme ai musicisti ci fossero tanti Massimiliano che uscivano a turno con il loro personaggio.. si portavano al loro posto sul palco.. accando la loro sedia e sotto la loro luce.. e davano vita alla loro parte.. Già perchè non vi ho detto che ogni personaggio ha la sua sedia.. ed ogni sedia è diversa.. Risalta particolarmente “il trono” dell’onorevole Rizzo.. Come è giusto che sia data la sua carica e la sua importanza.. Egli è il re..
Vedeste che faccia e che accento.. e che modo di parlare.. nonostante l’età incute ancora rispetto.. Lo spettacolo è incorniciato da una bellissima musica che permette anche a Max di cambiare personaggio.. è un susseguirsi di storie parallele che si svolgono in una ragnatela temporale che s’intreccia tra il presente, il passato prossimo ed il passato remoto, quello dei ricordi dei personaggi di quando erano bambini, raccontato con una dolcezza unica dal buon Cacasotto.. S’inizia con una cantilena.. un girotondo.. poi.. Pian piano la storia viene fuori, prende la sua forma, seguendo il cammino dei protagonisti, si raccolgono i pezzi che lasciano dietro di loro.. Come tanti Pollicino.. fino a ritrovarsi insieme a loro nel loro presente.. dopo i fuochi d’artificio.. che laggiù una cosa sanno fare, ma la fanno davvero bene..
Che dire di Massimiliano Bruno l’attore.. Andatevelo a vedere.. guardatelo in viso mentre recita.. ascoltate la sua voce.. guardate i suoi movimenti.. sentite scorrere la vita che da ai suoi personaggi.. Ridete con lui.. perdetevi all’inizio tra le sue parole.. immaginate quei ragazzini che giocano come giocavamo noi.. condividete tutto di lui.. lasciate che la musica vi trasporti da un personaggio all’altro.. vi porti in un altro posto.. su un’altra sedia.. seguite, senza fermarvi, il crescendo di emozioni che sempre di più vi avvolgono e salgono.. Lasciatevi trasportare e lasciatevi andare.. attraverserete un ampio spettro d’emozioni magistralmente guidati da un ottimo attore.. fino alla fine quando sei fuochi d’artificio esplodono e disegnano nel cielo un grande e infinto Zero..

Infine quando le luci si spengono.. guardate i suoi occhi.. guardatelo quando lo spettacolo è finito.. guardate nei suoi occhi durante gli applausi scroscianti più che meritati.. ed emozionatevi ancora..

..e qui mi fermo..

Ah.. dimenticavo.. Perchè “Zero”? Bè.. questo sta a voi scoprirlo..
io una mezza idea me la sono fatta.. ;)

Grazie, Max..
e scusami per aver trattato cosi male il tuo spettacolo.. :)

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A chi è tornato..

28 Dicembre 2005 4 commenti


Avete passato un buon natale?

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ma lo sapete che ve dico??

22 Dicembre 2005 8 commenti


Anche st’anno..

che me regalate?

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Babbo Natale..

20 Dicembre 2005 9 commenti


Vorrei tornare ad esser bimbo
solo per sapere che Babbo Natale esiste..

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Circolo degli artisti – Sonata For Africa

19 Dicembre 2005 4 commenti


Allora, ecco un’occasione per sentire, buona musica (speriamo) e fare del bene.
Mercoledì 21 al circolo degli artisti, una cricca di 9 percussionisti-gli akiwawa del flyer allegato- tra i quali c’è Mr. Karl Potter, con ospite danzante Sara(officine contemporanee), oltre gli akunamatata (batteria itinerante brasiliana), cercheranno di scaldare un po’ gli animi e di sensibilizzarli ai “soliti” problemi dell’africa.
L’ingresso è a sottoscrizione volontaria per l’associazione descritta dal volantino allegato, la musica è prevista per le 21,30 , la cena etnica africana, per chi vuole è a sottoscrizione anche quella.

Io cercherò d’andarci.. Sembra interessante ed un’ottima occasione per scaricare un pò di tensione..

Che ne dite?

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Non cammino più..

16 Dicembre 2005 2 commenti


La notte s’apre sull’orlo dell’abisso.
Le porte dell’inferno sono chiuse:
A tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo
si desterà qualcosa per risponderti.
Questo regalo lascio all’umanità;
Ecco le chiavi.
Cerca le serrature; sii soddisfatto.
Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred:
Per primo io le ho trovate: e sono matto

H. P. Lovecraft

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Il culo, che meraviglia

14 Dicembre 2005 6 commenti

Il culo, che meraviglia.
E’ tutto un sorriso, non é mai tragico.

Non gli importa cosa c’é
sul davanti del corpo. Il culo si basta.
Esiste dell’altro? Chissà, forse i seni.
Mah! – sussurra il culo – quei marmocchi
ne hanno ancora di cose da imparare.

Il culo sono due lune gemelle
in tondo dondolio. Va da solo
con cadenza elegante, nel miracolo
d’essere due in uno, pienamente.

Il culo si diverte
per conto suo. E ama.
A letto si agita. Montagne
s’innalzano, scendono. Onde che battono
su una spiaggia infinita.

Eccolo che sorride il culo. E’ felice
nella carezza di essere e ondeggiare.
Sfere armoniose sul caos.

Il culo é il culo,
fuori misura.

Poesia di Carlos Drummond De AndradeIl culo, che meraviglia

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Non serve punteggiatura non avendo scritto nulla di sensato..

7 Dicembre 2005 12 commenti


Il buio è viscoso e trattiene i movimenti rallenta ogni tentativo di andare cosi io rimagno fermo senza poter respirare ma non serve non avendo polmoni e non serve un cuore non avendo sangue da far circolare e non servono occhi non potendo aprire le palpebre vado giù lentamente cieco e sordo nella viscosità fluida che non è liquida non è solida che non è e basta o è e basta tanto non serve saperlo non potendo capire aprendo la sola bocca lascio che il buio entri dentro di me mi possegga pienamente mentre io stesso posseggo lui in un rapporto d’amore odio che rasenta inevitabilemnte il morboso nascosto in ogni senso di possessione ritrovandomi nudo a camminare per inerzia lungo la fine della terra con il buio sporco schizzato come un orgasmo violento e doloroso oltre il ponte crollato tintinnante sulle rocce che assidue ostacolano la discesa verso il fiume solido e maleodorante immobile che non bagna le mie catene pesanti come i per sempre ed mai le parole che non vogliamo ammettere poter esistere in quanto nate da un essere che di per se non dura per sempre e non si può ingabbiare nei mai come masochisticamente vorrebbe poter fare scontrandosi inutilmente contro quel che si ostina a chiamare realtà o destino imitando la tanto derisa e silenziosa falena che ignorando il resto si rompe la testa conto il vetro della lampadina o si getta nel fuoco sognando altro l’essere umano è corpo e mente passione e cervello contraddizione e sicurezza follia e ragione ma soprattutto è libertà desiderio sogni e parole senza logica..

lasciatemi scivolare su..

Colonna sonora – Orchestra di Piazza Vittorio

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Fabrizio De Andrè

6 Dicembre 2005 5 commenti


Amore che vieni, amore che vai

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d’amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d’estate
io t’ho amato sempre , non t’ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t’ho amato sempre , non t’ho amato mai
amore che vieni , amore che vai

Le Passanti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

Suzanne

Nel suo posto in riva al fiume
Suzanne ti ha voluto accanto
e ora ascolti andar le barche
ora vuoi dormirle accanto
si lo sai che lei è pazza
ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance
che ha portato dalla Cina

e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle
lei è già sulla tua onda

e fa il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull’acqua
e restò per molto tempo a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.

E lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato
nella nostra mente
lui non naufragò.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.

E Suzanne ti da la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all’amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

Barbara

Chi cerca una bocca infedele
che sappia di fragola e miele
in lei la troverà
Barbara
in lei la bacerà
Barbara.

Lei sa che ogni letto di sposa
è fatto di ortiche e mimosa
per questo ad un’alta età
Barbara
l’amore vero rimanderà
Barbara.

E intanto lei gioca all’amore
scherzando con gli occhi ed il cuore
di chi forse la odierà
Barbara
ma poi la perdonerà
Barbara.

E il vento di sera la invita
a sfogliare la sua margherita
per ogni amore che se ne va
lei lo sa
un altro petalo fiorirà
per Barbara.

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Soffitto rosso..

5 Dicembre 2005 5 commenti


Ancora odore di mela
e cioccolato..

Macchie di vino rosso
rimaste sulla maglia
da chissà quanto tempo
si confondono
con gocce di cera colorata..

Rossa anch’essa
si tiene al soffitto
colorante e fluida
come sangue misto a vino..

Coprirà pareti
che assorbiranno vite..
Ascolterà respiri
e sentirà l’odore dei corpi..

Rosso colore di passione
e di un sole che muore
o nasce
ruberà sogni
da mescolare e conservare..

Da nascondere e proteggere
come le parole
scritte in rosso
sul muro
che fu bianco..

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