Archivio

Archivio Novembre 2005

Notte..

28 Novembre 2005 6 commenti


Succede cosi che una notte ci si alza dal letto, mentre attorno c’è solo silenzio e gelo. Gli occhi spalancati nel buio, intravedono contorni di una stanza fin troppo conosciuta, come i pensieri, che soliti, mordono il cervello. Soliti raggi di luce artificiale filtrano dalle serrande abbassate a chiudere fuori la notte. Tentativo inutile. Non si può tenere fuori la notte.
Ritornelli di canzoni vanno e vengono nella testa togliendo spazio al sonno.
Meglio lasciarsi andare.
Meglio cedere.
Succede cosi che una notte ci si trova per strada, mentre attorno c’è solo silenzio e gelo. Una bottiglia di vino rosso segue i passi leggeri, mentre le dita accarezzano una cartina. Nuvole e stelle fanno l’amore in cielo con la luna che osserva sfacciata. Succede acnhe questo la notte. Come succede che si perde la punteggiatura e l’attenzione per quel che si sta scrivendo.. Si sente il freddo penetrare sotto il giaccone troppo leggero.. Le dita non riescono a stringere la penna.. Il vino non riscalda.. ma la canna aggredisce.. e cosi, spiando acrobazie d’amore di astri, attendo che il vino finisca ed il gelo diventi il mio ultimo padrone lasciando un ultimo pensiero..
M’innamoro di molto..
Non sono bravo a fare la puttana..

Che i poeti servono solo a farci trovare la nostra ricchezza, non a invidiare la loro.Che passi pure il giorno, non so che farmene, nè dove andarlo a cercare. Mi tengo stretta la mia notte.
(Vinicio Capossela)

Categorie:Senza categoria Tag:

Sabato nel Villaggio – Folkabbestia

25 Novembre 2005 4 commenti

Bella che porti fiori di campo,
fa che mi avvicini.
Bella che porti fiori di campo,
un fiore dallo a me.

Donna che oggi fili la seta,
non pensare a ieri:
viene la sera, l’aria s’imbruna,
presto sarà festa.
Oggi mi sento bene che domani non lavoro,
forse mi vesto bene e ti vengo ad aspettare.
E tu, bambina mia, non stare lì con l’aria triste,
godi, bambina mia, che di domani non v’è certezza.

Unica luce degli occhi miei,
oggi mi vuoi bene.
Unica luce degli occhi miei,
domani non mi vuoi più.
Suonatore, che per te
suonare non sia grave.
Viene la sera, l’aria s’imbruna,
presto sarà festa.
Oggi mi sento bene che domani non lavoro,
forse mi vesto bene e ti vengo ad aspettare.
E tu, bambina mia, non stare lì con l’aria triste,
godi, bambina mia, che di domani non v’è certezza.

Unica luce degli occhi miei,
oggi mi vuoi bene.
Unica luce degli occhi miei,
domani non mi vuoi più.

Oggi mi sento bene che domani non lavoro,
forse mi vesto bene e ti vengo ad aspettare.
E tu, bambina mia, non stare lì con l’aria triste,
godi, bambina mia, che di doman non v’è certezza.
Unica luce degli occhi miei..
domani non ti voglio più.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

ma il fosforo non era per la memoria??

24 Novembre 2005 4 commenti


In questi giorni si discute tanto dell’uso del fosforo bianco nella guerra in Iraq.. Già questa è una cosa che non mi è molto chiara.. Secondo Bush gli Stati uniti sono in guerra in Iraq.. Secondo il governo italiano il nostro esercito è in missione di pace.. Anche secondo lo stesso governo degli stati uniti a volte sono in guerra, a volte sono in missione di pace, altre a fare un pic-nic o un pò di tiro al bersaglio..
Tornando al fosforo, quando andavo a scuola io il fosforo serviva al cervello per la memoria, e per questo le brave mamme ci rimpizzavano di pesce lesso.. Oggi il fosforo lo tirano addosso alla gente.. Cmq.. Si discute sul fatto che, secondo il pentagono, il giornalista di Rainews 24, definisca il fosforo bianco “arma chimica”.. Il giornalista durante la trasmissione di Ferrara ha precisato che la definizione usata era stata “agente chimico”.. Come se chiamandolo in modo diverso ne cambi l’effetto.. Per quanto mi riguarda si potrebbe chiamare anche polverinabiancaches’incendiaacontattoconl’ossigenobruciandotuttoquellocheglicapitavicino..
ma ammetto che sarebbe un pò troppo lungo.. allora potremmo chiamarla talco focoso.. oppure neve calda.. o zucchero a velo.. o solo f.. che ne dite..
Fatto sta che secondo il Pentagono il fosforo bianco non fa parte delle armi chimiche bandite durante le guerre.. inoltre credo che gli stati uniti non abbiamo mai ratificato questo documento internazionale.. in fondo a loro frega un cazzo del resto dell’umanità.. come anche il documento di Kyoto.. ad essere precisi il documento riguardava l’uso di armi chimiche contro la popolazione civile.. in ogni caso nel 1901 gli stati uniti d’america vietarono l’uso del fosforo bianco nella fabbricazione dei fiammiferi perchè ritenuto tossico.. sarà forse che chiunque non sia cittadino degli stati uniti non è ritenuto un civile?? in ogni caso.. di cosa cazzo si sta discutendo nel mondo??? Invece di discutere se è giusto o meno l’uso di un’arma, che sia chimica o no, contro la popolazione, che sia civile o militare, non sarà il caso di discutere se è il caso o no di smettere di usare armi di qualunque tipo?? se sarà il caso di smetterla di cercare di risolvere ogni questione con una guerra?? che differenza c’è tra scaricare su un villaggio una tonnellata di bombe “normali” o intelligenti e una tonnellata di bombe al fosforo bianco?? a mio avviso solo il modo più o meno atroce in cui i poveracci che ci si trovano sotto schiattano.. il modo più o meno “civile” di ammazzare qualcuno.. bruciarlo con il fosforo o il napalm è incivile.. invece sparargli in fronte no.. farlo saltare per aria con una mina nemmeno.. lo è farsi saltare in aria in mezzo ad mercato di civili.. ma non lo è bombardare città o villaggi da un aereo che accidentalmente sbaglia bersaglio..

Arma chimica o no.. civili o no.. il risultato non cambia.. sempre morti alla fine bisogna raccogliere dal terreno.. e lacrime versare per la stupidità di alcuni uomini che hanno troppo potere ed interesse..

Magari è il caso di dire basta e fare qualcosa, invece di sdegnarsi davanti al tg mentre ceniamo seduti comodi a tavola e magari pensiamo che la prossima vacanza ce la andiamo a fare sul mar rosso che costa meno dopo gli attentati, o magari alle maldive che ne hanno tanto bisogno per ricostruire dopo lo tsunami.. Sempre perchè si risparmia che di soldi ce ne sono pochi.. sapete com’è.. da quando c’è l’euro so aumentati tutti i prezzi..

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Perchè mi riguarda..

18 Novembre 2005 13 commenti


Inviti superflui – Dino Buzzati

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andamo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso una vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi1. palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga2. sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente non rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ore vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati3. romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola. Ma tu – adesso mi ricordo – mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo nient’altro.

Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose piú semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti “Che bello!”. Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora.

Ma tu – ora che ci penso – tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta impaziente di fare ritorno. E non diresti “Che bello!”, ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta cosí. E non saremmo neppure per un istante felici.

Vorrei pure – lasciami dire – vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica. Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensí sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo. Ma tu – lo capisco bene – invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni. Tu penserai al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo.

È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sí almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare – ti prometto gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie cosí amiche all’amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

Ma tu – adesso ci ripenso – sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili da valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci piú a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Canzoni..

17 Novembre 2005 Commenti chiusi

Solo mia – Canzoni a manovella
(Vinicio Capossela)

Guardo il cielo che risplende
e mi chiedo dove sei, cerco te
ma dove sei
dove sei, dove sei

e anche il cielo che risplende
non mi dice dove sei
cerco te ma tu chi sei
tu chi sei, tu chi sei

pioggia vento, triste gioia
anche in cielo vedo
cerco te ma tu chi sei
di chi sei, di chi sei

di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
solo mia non sei
ah ah ah…….
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
solo mia non sei

Signora Luna – Canzoni a manovella
(Vinicio Capossela)

Perse nel cielo
lungo la notte del mio cammino
sono due luci
che mi accompagnan
dovunque sto
una nel sole
per quando il sole
mi copre d’oro
una nel nero
per quando il gelo
mi vuole a sé
signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi
dov’è la strada che porta a me
forse nel sole
forse nell’ombra
così par esser
ombra nel sole
luce nell’ombra
sempre per me
perse nel cielo
lungo la notte
del mio cammino
sono due luci che brillan sempre
dovunque sto
brillano alte
brillano intense
finchè par essere
che siano gli occhi
di chi ho già perduto
che veglian per me
signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi dov’è la strada
che porta a lei
non se ne adombri
signora luna se non ho amato
diglielo a ella
che solo ella
veglia per me
non se ne adombri signora luna
se non ho amato
solo negli occhi
di chi è già stato
.. veglia per me

Non e’ l’amore che va via – Camera a sud
(Vinicio Capossela)

Vai vai
tanto non è l’amore che va via
Vai vai
l’amore resta sveglio
anche se è tardi e piove
ma vai tu vai
rimangono candele e vino e lampi
sulla strada per Destino

Vai vai
conosco queste sere senza te
lo so, lo sai
il silenzio fa il rumore
de tuoi passi andati
ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d’amore
e il gusto amaro del mattino

Ma
non è l’amore che va via
il tempo sì
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te…
soltanto un sonno di quiete domani…

Ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d’amore
e il gusto amaro del mattino

lo so lo sai
immaginare come un cieco
e poi inciampare
in due parole
a che serve poi parlare
per spiegare e intanto, intanto noi
corriamo sopra un filo, una stagione,
un’inquietudine sottile.

Ma,
non è l’amore che va via
il tempo sì,
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te…
soltanto un sonno di quiete domani…

Resta con me – All’una e trentacinque
(Vinicio Capossela)

Mi piange negli occhi
l’arte di star
seduto nell’ombra
ad ascoltar
nessuno mai
passa di qua
su questa strada che
non porta a me
ma fa rumore
di baci e parole

Mi passa la vita
ad aspettar
e cade sui tacchi
di chi sa danzar
Ah certo si’,
tu lo sai far
sul passo incerto
del mio turbamento
quando ti sento
spogliarmi dal dolor

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E’ notte e ci soffia all’orecchio
che l’ora gia’ muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

Ti ride negli occhi
l’arte di amar
accendi misteri
senza parlar
sorridi se
io muoio in me
e siedi sull’orlo
dei miei pensieri che
la notte sa
portare a te

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E’ notte e ci soffia all’orecchio
che l’ora gia’ muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

Scivola vai via – All’una e trentacinque
(Vinicio Capossela)

Senza eta’
il vento soffia la
sua immagine
nel vetro
dietro il bar
gocce di pioggia
bufere d’amore
ogni cosa passa e lascia

Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me

Canzoni e poesie
pugnali e parole
i tuoi ricordi
sono vecchi ormai
e i sogni di notte
che chiedono amore
cadono al mattino
senza te
cammina da solo
urlando ai lampioni
non resta che cantare ancora

Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me

Verso il Soul – Mai dire mai
(Fratelli di Soledad)

Cerco un occhio che rida
ma non c?è
Si fa corto il respiro
dentro me
È una notte diversa
forse no
Niente luci prego
su di me

Prendimi per mano ora
per portarmi verso il soul
Mi fido di te, voi fate largo
questo giro tocca a noi

Io non ti conosco
io non so chi sei
ma sai di musica dell?anima
e vuol dire molto per me

Balla
suona il soul
lo respiro insieme a te
Lacrime di un clown
non piangono più
Niente passi falsi
niente casqué

Cerco un occhio che rida
ma non c?è
Si fa corto il respiro
dentro me
È una notte diversa
forse no
Niente luci prego
su di me

Prendimi per mano ancora
per portarmi verso il soul
Mi fido di te, voi fate largo
questo giro tocca a noi

Ora ti conosco
ora so chi sei
Dolce musica dell?anima
suona adesso più che mai

Solo una notte – Mai dire mai
(Fratelli di Soledad)

Lasciamoci così
da buoni amici
Quel che c?è stato fra di noi
resti in quella stanza

Si son scaldati i cuori
in un tenero abbraccio
Ancora non c?è il sole
ed è di nuovo il ghiaccio

Niente recapiti
scuse monotone
Basta una doccia
e già più non senti il profumo di me

Soffrire, ma non per te
tu non sei importante
Scordarti per sempre di me
che ora son niente

Che fosse vero amore
oppure uno sbaglio
la razionalità
stavolta ha la meglio

Io vado e lascio che il lenzuolo ti copra
mi alzo presto, tu dormici sopra

Così è più facile,
ma anche più nobile
Mi basta una birra
e già più non sento il gusto di te

Soffrire, ma non per te
tu non sei importante
Scordarti per sempre di me
che ora son niente

Resto solo – Mai dire mai
(Fratelli di Soledad)

Una radio
nel silenzio
dona alta fedeltà
Resto solo
mi abbandono
alla sua complicità

Canta ?il capo?: shala-la-la-la
ed io, voglio stare con me
Suona ancora: shala-la-la-la
questa notte è per me

Questa notte
prendo tempo
poca voglia di perché
Se qualcuno ferma il mondo
volentieri scendo un po?

Canta ?il capo?: shala-la-la-la
ed io, voglio stare con me
Suona ancora: shala-la-la-la
questa notte è per me
Suona ancora: shala-la-la-la
ed io, io resto con me
Canta ?il capo?: shala-la-la-la
queste note per me

Categorie:Senza categoria Tag:

Iraq – La strage nascosta – Rainews 24 e PeaceLink

9 Novembre 2005 5 commenti


Dalle ceneri del Vietnam risorge la tremenda realtà

Siamo andati laggiù per “liberarli” dalle armi chimiche di Saddam. Quelle non sono mai esistite, ora lo sappiamo. Ci hanno pensato i “nostri liberatori”,a quanto pare, non solo a importarle, ma a scagliarle contro la popolazione civile…
Della guerra in Vietnam molti registi, ci hanno fatto vedere i loro film. In ritardo, troppo in ritardo. Dai campi di sterminio nazisti abbiamo ereditato documentari e processi per crimini di guerra. In ritardo, sempre troppo in ritardo. L’alibi del “non lo sapevo” ora non vale più…

Nadia Redoglia
Fonte: Documenti, filmati, foto, dichiarazioni in conferenza stampa 7.11.05 Roma. Servizio Rainews 24 “Fallujah-la strage nascosta”.
7 novembre 2005

“Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”. E’ questa la tremenda testimonianza che Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq, ha reso a Rai News 24. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini – ha aggiunto l’ex militare statunitense – il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.

………….

L’inchiesta di Rai News 24, “Fallujah: la strage nascosta”dimostra con dati alla mano,ovvero con testimonianze di militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq, di abitanti di Fallujah, di documenti filmati e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i bombardamenti del novembre 2004, che l’Esercito statunitense ha utilizzato agenti chimici: il cosiddetto “Fosforo Bianco”, una versione del Napalm, chiamata con il nome MK77. Le immagini dimostrano il suo impiego contro la popolazione civile, in spregio al divieto sancito dalle convenzioni O.N.U. del 1980 (non sottoscritte dagli USA) che proibisce l’uso di queste sostanze incendiarie sui civili. Gli USA, dal canto loro, nel ’97 firmarono invece una convenzione che vietava l’uso di armi chimiche. Le testimonianze che riportiamo sollevano atroci dubbi sulla veridicità della convenzione. Salvo che incendiare corpi con “agenti” chimici piuttosto che “armi” chimiche…faccia differenza.
Un’altra umiliazione per l’umanità intera, protagonista della fiction “missione di pace”, è venuta a galla. Tutti i cadaveri, prima o dopo riaffiorano, più o meno decomposti…
Nell’inchiesta di Rai News 24, realizzata da Sigfrido Ranucci e curata da Maurizio Torrealta, vengono mostrati documenti filmati del bombardamento al fosforo sui quartieri della città, e quelli molto drammatici che riprendono gli effetti su militari, su intere famiglie civili, sui tanti bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno (le foto sono veramente terribili.Ma più terribile è che, se esistono, una foto dimostra solo la tragedia di ciò che già è stato…)

“Avevo raccolto testimonianze sull’uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Fallujah che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita” – ha raccontato la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 – “avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l’hanno permesso!”.

………….

1972. Una manciata di anni fa. Storia che i nostri liceali ora studiano sui libri, ma molti di noi la ricordano perché vissuta, altri, molto più drammaticamente, la ricordano perché patita. Marchiata a fuoco sulla propria pelle. Un’immagine fa il giro del mondo: Kim Fuk, 9 anni, il corpicino nudo, straziato dal Napalm, corre, le braccia allargate nel tentativo disperato di fuggire alla morte. Una morte da napalm, un’infame risposta al perché di una guerra che nessuno ha vinto. Il napalm fu una “specialità” di quella guerra. Gli archivi americani hanno vomitato l’effetto di quei micidiali ordigni. I cameramen militari hanno ripreso tutto, con particolare attenzione all’effetto slow-motion per meglio documentare l’operatività delle bombe. Quelle bombe erano lucide, al momento dello sgancio l’attrito le avvolgeva circondandole di un’aurea blu, subdola, perché, raggiunto l’obiettivo, scatenavano a terra una tempesta di fuoco. I piloti sorvolavano a bassa quota boschi, villaggi, guardando avanti,mentre alle loro spalle tutto bruciava: dai piccoli Kim Fuk all’ultima delle capanne… Anche la colonna sonora era studiata ad hoc. Ricordava ai valorosi marines le loro terre californiane. Per loro, evidentemente, le uniche degne di continuare a esistere: il Vietnam e il suo popolo che andassero all’inferno: inferno, appunto.

Questi filmati uscirono dagli archivi dopo decenni e, temendo le reazioni dei pacifisti, ne vennero proiettati solo il 3%. Furono però sufficienti a scatenare la sensibilità di moltissimi americani. Grazie anche a loro, le Nazioni Unite nel 1980 sancirono il divieto dell’uso del gas napalm contro i civili.
Nell’agosto 2003 qualche testata estera cominciò a pubblicare notizie preoccupanti. The Indipendent – Andrei Buncombe: “…gli USA ammettono di aver usato il napalm in Iraq…” L’inchiesta era basata su dichiarazioni di piloti graduati della marina americana. Il Col. J.Alles, comandante dell’11° Marine Air Group, dichiarò, sempre a Buncombe “…abbiamo bombardato con il napalm i ponti sul canale Saddam e sul fiume Tigri, nel sud di Bagdad…purtroppo c’erano delle persone, li abbiamo visti nei video , erano dei soldati iracheni . Non è un bel modo di morire. Ma i generali amano il napalm. Ha un effetto psicologico molto forte…” Il Pentagono negò. Alcuni suoi esponenti si limitarono a dichiarare che erano operazioni chirurgiche, “a basso impatto ambientale”, eseguite non con il napalm direttamente, ma con bombe derivate, le cosiddette bombe incendiarie Mark 77. Anche il “Sidney Morning Herald”, il “San Diego Union Tribune” riportano pesanti testimonianze. John Pike del Global Security Group commenta “…puoi chiamarlo in un altro modo, ma è sempre napalm. E’ stato riformulato, nel senso che ora utilizzano un differente distillato di petrolio come base, ma al fondo è sempre quello. Gli USA sono uno dei pochi paesi che abbiano fatto largo uso di napalm, non ho notizie di altri che lo facciano…”
Alice Mahon, ex parlamentare laburista, presentò in quell’anno numerose interpellanze al Ministero della Difesa inglese chiedendo se fosse vero che gli USA avessero utilizzato armi chimiche. Il Ministero negò fino al giugno 2005 quando rispose di essere sinceramente dispiaciuto, che non corrispondeva a verità. Che gli Usa avevano distrutto nel 2001 il loro arsenale di napalm usato in Vietnam, ma che dai rapporti dei marines in servizio in Iraq nel 2003, si leggeva che era stato usato l’MK77. Questa bomba incendiaria, pur non avendo la stessa composizione del napalm, ha lo stesso effetto distruttivo. Il Pentagono ha affermato che questi ordigni non vengono generalmente usati in aree dove sono presenti civili.
La Mahon ha deciso di non ricandidarsi perché si rifiuta di appoggiare chi si è reso protagonista di crimini di guerra. Quando le viene chiesto se l’MK77 sia diverso dal napalm, dà una risposta agghiacciante: “No. Non è per niente diverso. Ha esattamente lo stesso effetto del napalm, ha solo cambiato nome. Brucia ugualmente i corpi delle vittime. Addirittura li scioglie. E’ una vergogna che gli Stati Uniti lo usino. E’ una vergogna che il nostro Governo li copra”

Riportiamo dunque alcune testimonianze.
Jeff Eglehart (ex marine)
«Ero in Missione a Fallujah. All’interno della ranger zone.Ero a 150 metri da dove si svolgeva l’attacco. Abbiamo ricevuto l’ordine diretto che qualsiasi individuo che camminava o si muoveva era un obiettivo”
D. “E’ vero che avevate ordine di sparare anche a ragazi di dieci anni?”
R. “quando siamo arrivati in Iraq c’era uno standard di combattenti : dai 18 ai 65 anni , ma quando siamo giunti a Fallujah il target e’ sparito perché effettivamente in città c’erano ragazzi di 10 anni che usavano il mitra”
D.” A suo figlio cosa racconterebbe della battaglia di Fallujah?”
R. “.Che è stato un genocidio, è stato bombardato tutto il bombardabile. Non è stata una guerra, ma un omicidio di massa” e ancora “…il fosforo bianco…, quando esplode si disperde come una nuvola, se colpisce un essere umano lo consuma fino all’osso, ma non necessariamente brucia i vestiti, perché agisce sulle molecole acquose. Brucia l’ossigeno e inalandolo, si muore…”
D. “Lei ha visto l’effetto di queste armi?”
R. ” Si,ho visto dei corpi bruciati. La differenza tra le altre armi e il fosforo bianco si vede. Brucia sciogliendo la carne e deformando il corpo, lo scioglie. Durante i bombardamenti sono stati colpiti sia i civili che combattenti. Sono stati uccisi donne e bambini. Anche gli animali. L’effetto di questa nuvola colpisce fino a 150 metri di diametro e chi è in quel raggio è spacciato”
D. “Alcuni filmati testimoniano violazioni all’interno delle moschee, di croci dipinte sui muri e sul Corano. Lei sa qualcosa in merito?”
R. “Ho sentito di molti vandalismi da parte di soldati…
D. “E’ vero che avete aspettato il risultato delle elezioni , la conferma della vittoria di Bush, per bombardare Fallujah?
R. “..E’ andata esattamente così. Abbiamo avuto direttamente l’ordine dal Pentagono di non attaccare fino al risultato delle elezioni. Questo ha fatto innervosire molto i militari
D. “Lei ha partecipato all’attacco nel novembre 2004, quello più terribile. Sono state usate armi chimiche a Falluja?”
R. “Da parte degli Stati Uniti? Assolutamente si. Sicuramente il fosforo bianco,probabilmente il napalm, chiamato MK77.
D. “Ne è sicuro?”
R. “Si”
D. “Come fa ad esserne certo?”
R. ” Ho sentito per radio l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco. Nel linguaggio militare viene chiamato Willy Pete ”

Fallujah è ormai una città spettrale, una macchia nera . Un rapporto, a lungo tenuto segreto, redatto dall’UNAMI,ufficio ONU iracheno, usa l’aggettivo “scioccante”. Le case colpite sono circa 37mila. Gli americani marchiano con una X rossa le case “ripulite” o “disinfestate”, come scrivono sui loro rapporti. Sui morti non ci sono ancora cifre ufficiali. il generale dei Marines, J.Sattler il 18 novembre disse ” …posso onestamente dire che non sono a conoscenza di alcun civile ucciso… “Le immagini girate i giorni seguenti all’attacco pare lo smentiscano: le vittime furono centinaia. Si sparava a tutto ciò che si muoveva, compresi i drappi bianchi, simbolo di resa. Negli ospedali si raccolgono drammatiche testimonianze. Il dott. M. Hadded accompagnato da una sua equipe è riuscito a entrare in Fallujah, autorizzato dagli americani. Il suo compito fu quello di riconoscere e seppellire i morti. Corpi di civili uccisi, massacrati, consumati fino alle ossa, lembi di pelle staccati dalla carne…Non si vedevano segni di proiettili. Alcuni volti erano letteralmente fusi, così come alcune parti del corpo. Solo i vestiti si presentavano incredibilmente intatti. Fu così che furono riconosciuti i morti civili. I combattenti indossavano giubbotti da combattimento…
Anche gli animali morti non presentavano apparenti ferite da arma da fuoco.
Mohamad Tareq Al-Derajl, laureato in biologia, è direttore del centro studi per i diritti umani, un’organizzazione nata a Fallujah nel 2004. Mohamad è stato invitato al Parlamento Europeo da alcuni deputati della sinistra, per raccontare ciò che accadde nella sua città:
“…In un quartiere ci sono stati corpi di persone uccise sicuramente da armi particolari. Non c’erano proiettili, si sono bruciati solo i corpi… non i vestiti…è strano! Le ferite erano particolari. Quali tipi di armi abbiano usato non lo sappiamo esattamente.” Alla domanda “in quale stato avete trovato i morti?” Mohamad ha risposto :”…in differenti modi, molti sono stati uccisi nel sonno, altri mentre cucinavano,altri ancora mentre pregavano…Quando siamo entrati a Fallujah ci hanno detto che i soldati americani avevano dato fuoco a corpi di iracheni morti per coprire le prove…”
Contrariamente a quanto detto dal dipartimento di Stato americano, il fosforo non è stato usato in campo aperto per illuminare le truppe nemiche: per quello sono stati usati i traccianti. La pioggia di fuoco scaraventata dagli elicotteri americani sulla città di Fallujah dimostra che l’agente chimico in questione è stato usato in maniera massiccia e indiscriminata.

Ciò che viene definito omicidio di massa dal marine Jeff Eglehart non l’abbiamo potuto vedere. Le informazioni che escono da Fallujah, quelle autentiche, possono costare care a chi le diffonde. I signori della guerra hanno concesso l’ingresso nella città solo ai giornalisti embedded. Se questi si attentano a scattare foto “compromettenti” vengono immediatamente espulsi, come è successo al giornalista dell’NBC che ha ripreso un marine mentre sparava a un combattente ferito e disarmato nella moschea.. Oppure, come racconta Paola Gasparoli (Un ponte per..), il giornalista americano M. Manning che, dopo aver girato alcune riprese a Fallujah, uscì dall’Iraq, andò in Giordania, e da qui negli Stati Uniti. Depositò il materiale in una camera d’albergo. Rientrando si trovò la porta forzata e scoprì che gli era stato trafugato tutto il filmato su Fallujah. Due giornalisti di Al Arabya sono stati arrestati dalla polizia irachena lo scorso marzo. Il loro materiale è stato sequestrato. Il collaboratore di “Diario” Enzo Baldoni ha perso la vita, proprio a Fallujah. Cominciamo a intravedere il probabile perché. Giuliana Sgrena del Manifesto stava realizzando un’inchiesta sui profughi della città e conosciamo tutti la sua storia. Riportiamo alcune sue frasi
“…avevo ascoltato racconti da parte degli abitanti sull’utilizzo di armi particolari,tipo napalm,a Baghdad durante la battaglia dell’aeroporto, nell’aprile del 2003, e poi avevo raccolto, poco prima di andare a intervistare i profughi della città, testimonianze da altri abitanti di Fallujah sull’uso di armi al fosforo bianco. In particolare dalle donne che avevano cercato di rientrare nelle loro case e avevano trovato delle polveri particolari disperse su tutta la casa. Gli stessi americani avevano detto loro di pulire la casa con detergenti,perché quelle polveri erano molto pericolose. Infatti loro avevano avuto degli effetti sul loro corpo, sanguinamenti, cose molto strane.Io avrei voluto intervistare queste persone, ma purtroppo i miei rapitori, che si dicevano appartenere alla resistenza di Fallujah, mi hanno impedito di raccontare quello che avevo saputo…”

E’ estremamente difficile in questi casi, per chi scrive, astenersi da commenti personali. Noi abbiamo il dovere di informare nel rispetto, sacro, di chi ha il diritto di conoscere la verità. Siano questi a valutarla e dunque assumere posizione secondo la propria coscienza. Proprio per questo ci siamo limitati a riportare, senza commenti, alcuni brani e alcune foto dell’inchiesta eccezionale realizzata dall’inviato Sigfrido Ranucci. Grazie al direttore Morrione di Rainews24 e ai suoi collaboratori riusciamo almeno a seguire la guerra in diretta, quella vera. Quella che ci nascosero decenni fa e che ci viene a quanto pare, ancora nascosta. La guerra sanguinaria e misteriosa, la guerra spacciata per missione di pace, la guerra contro i terroristi che Bush definisce “qualcuno che uccide gente innocente” ( lo ricorda anche Cindy Sheehan in un’ intervista resa a T. Engelhardt, riportata su “la domenica della non violenza” n.43), la guerra che gli americani hanno condotto a Fallujah, rimettendo a nuovo le loro maledette bombe al napalm! Quella guerra che fino ad ora, millantata per “reality show”, si sta invece rivelando la peggior pagina della storia tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.

Nadia Redoglia

Note:
vedi il filmato e l’inchiesta di Sigfrido Ranucci (Rainews 24)

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp

il link dell’editoriale su PeaceLink

http://italy.peacelink.org/editoriale/

L’editoriale contiene immagini non adatte ad un pubblico sensibile e a minori!!!!!!!!!!!!

Tipo questa:

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

Roma – 100 artisti per AMKA – 8, 9 e 10 novembre al Centrale

8 Novembre 2005 4 commenti


100 Artisti per il Congo” nasce con l’idea di dare un aiuto pratico ed un sostegno all’associazione Amka, insieme all’idea di sensibilizzare un pubblico piu’ vasto verso tutto cio’ che riguarda la seria problematica sociale ed economica del sud del mondo.
L’evento ( 8, 9, 10 novembre) avra’ una connotazione artistica che spazia dal teatro alla musica in tutte le sue forme,ed avra’ luogo in una location di spicco della realta’ romana. Per tre giorni di seguito si aprirà un piccolo villaggio dalle 19,00 fino a notte fonda.
L’evento si svolgerà al Centrale Ristotheatre in via Celsa (Piazza del Gesu’) nel cuore della capitale.

Interverranno sul palco:

Greg&Lillo
Cinzia Leone
Dario Cassini
Fabio Canino
Trio Medusa
Rocco Papaleo
Massimiliano Bruno
Lucia Ocone
Sabrina Nobile
Valerio Aprea
Elda Alvigini
Stefano Vigilante
Paola Minaccioni
Caterina Guzzanti
Federica Cifola
Salvatore Marino
Flavio Insinna
Stefano Masciarelli
Fabio Ferri
Marco Bonini
Rolando Ravello
Edoardo Leo
Sergio Zecca
Maurizio Lops
Urbano Lione
Michele La Ginestra
Luca Amorosino
Alessia Barela
Giacomo Ciarrapico
Cristina Pellegrino
Francesco Piccolo
Violante Placido
Rossella Seno
Francesca Staasch
Mattia Torre
Fabio Troiano
Flavio Domenici
Andrea Sartoretti

e tanti altri che si aggiungeranno….

E tra i musicisti si esibiranno tra gli altri:

Agricantus
Acustimantico
Roberto Angelini
Antonello Aprea
Awa
Bungaro
Alessio Bonomo
Ciao Rino
Riccardo Santoliquido
Carlotta
Pier Cortese
Massimo Di Cataldo
Piotta
Cor Veleno
Dj Prezioso
Massimo Giangrande
Barbara Eramo
Gabin
Daniele Groff
Marco Liotti
Dada Mirtillo
Stefano Malatesta

e tanti altri che si aggiungeranno….

Che cos’e’ l’ AMKA :
L’associazione AMKA onlus e’ un’organizzazione fondata con l’obiettivo di realizzare in modo responsabile progetti nei paesi in via di sviluppo,a cominciare con la repubblica democratica del Congo,in particolare la regione del Lubumbashi e nella provincia meridionale del Katanga.
Amka si inserisce infatti nell’ambito di iniziative no-profit esistenti da anni :consumo critico,campagne di boicottaggio e denuncia,proposte di economia alternativa (commercio equo e solidale,finanza etica,reti di economia locale etc.).
Questo impegno per la solidarieta’ nord-sud nasce dalla convinzione che l’emancipazione dalla miseria e dalla poverta’ delle popolazioni non puo’ dipendere unicamente da programmi di aiuto e da sovvenzioni provenienti dai paesi piu’ ricchi,ma deve fondarsi sull’avvio di attivita’ di autosviluppo,che sappiano mettere in moto,anche in campo economico,circuiti virtuosi in base ai quali ognuno possa “produrre reddito” e accedere ai beni e ai servizi essenziali.
IL primo impegno concreto che la struttura operativa si e’ posto consiste nella diffusione di strumenti informativi e di testimonianze dirette che aiutino a comprendere la situazione dei suddetti paesi e ad essere tutti maggiormente responsabili del proprio stile di vita.
Amka si e’ posta l’obiettivo di individuare i fattori di sviluppo capaci di generare un processo umano di crescita.
L’associazione ha scelto di realizzare un progetto di sviluppo “integrato’ che prevede la gestione parallela e simultanea di diversi interventi in settori distinti.
Per maggiori informazioni e’ possibile visitare il sito www.assoamka.org
Riferimenti: Homepage Amka

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,