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Archivio Ottobre 2005

senza titolo..

27 Ottobre 2005 9 commenti


è il periodo natalizio e la città è addobbata per le feste. Truccata e profumata come una dama d’altri tempi, rumorosa e brulicante di vita, nel suo vestito largo e sfarzoso.
Una madre con il suo piccolo passeggiano lungo la strada che si insinua nella parte vecchia della cittadina. Ha nevicato durante il giorno. Un evento straordinario per la città, che ora si trova coperta da un leggero e soffice candore. Sorridono madre e figlio mentre proseguono verso casa tenendosi per mano. Il sole sta tramontando e le insegne sono già accese, anche se non è ancora buio. Ad un tratto il bimbo si stacca dalla mamma e si dirige con passo incerto verso un negozio poco illuminato. La madre segue con lo sguardo il figlio che, goffo, cammina più veloce che può cercando di non scivolare. è un negozio di dolci come c’erano una volta. Di quelli che esponevano torte che erano opere d’arte di colori ed odori. Il bimbo si attacca alla vetrina con il viso e le mani aperte. Gli occhi spalancati come la bocca in un silenzioso “oohh” di stupore e gioia. Il viso esterrefatto sporca tutta la vetrina mentre gli occhi saltano come grilli tra guglie di panna e file di ciliegie. è rapito da tutta quella bellezza che promette ancor più dolcezza. Vorrebbe tutto, ma rimane dietro quel vetro a sognare. Stupito e gioioso.

cosi vedo il mondo io.. come un bimbo attaccato al vetro di una pasticceria che aspetta il padrone che lo inviti ad entrare..

“A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all?altra finché non precipito. Ma questa è la notte e quello che ti combina; così non avevo niente da offrire a nessuno, se non la mia stessa confusione”

Jack Kerouac

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Me butto nei vizi.. e sparo cazzate..

26 Ottobre 2005 4 commenti


Goran Bregovic.. Glavna tema e Tango.. in continuo..
chiudo gli occhi ed inizio ad andare.. inizia il viaggio che mi porta lontano..
è di questo che ora sento il bisogno..
andare.. anche senza muovermi.. ma andare..
andare nell’inutile speranza di non essere raggiunto..
andare in posti che non ho mai visto eppure già conosco..
già sono miei.. come le persone..
non le ho mai viste.. eppure..

occhi chiusi.. odore di vino.. silenzio..
sto andando non so bene dove..
prendo e lascio..
voglio tutto.. come un buco nero..
ma non prendo.. non chiedo..
da tutto a niente..

suona il Tango mentre cammino a piedi nudi nel fiume di vino..
mi spoglio..
voglio tutto.. ma tutto non si può avere..
immergo il capo battezzato nel nettare d’uve rosse..
mi lascio andare..
cullato e trascinato via dalla corrente..
riprendo a vagabondare..
ma stavolta ho un antro un cui nascondermi..
in cui tornare..
da colorare..
da sporcare di vino e tabacco..
in cui accolgiere chi vuol mischiare la sua vita con la mia..
sapendo che ne ruberò un pezzo..

sono egoista in fondo..
e mi piace non scordare..

Nero d’avola o Negramaro??
Pinot nero o Chianti??

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Ho una tana in alto in alto ma senza ascensore..

24 Ottobre 2005 7 commenti


Io non uscirò, sei tu che devi venire dentro di me. Dentro il mio umbertoso grembo da dove faccio capolino… Dove posso costruire un universo all’interno del cranio per competere con la realtà.

Jim Morrison

ieri ho preso le chiavi della mia bicocca.. quentin ha una tana.. una tana a cui ora deve togliere la vecchia scorsa.. una tana che come un serpente deve cambiar pelle.. deve tornare vergine per accogliere una vita nuova e diversa.. le pareti vestiranno nuovi colori.. il pavimento sentirà nuovi piedi.. le stanze una musica diversa.. nuovi odori.. svestirà la sua divisa per accogliere nel suo grembo un nuovo essere.. Ora dovrà tornare incontaminata da altri.. per poi rinascere ancora..

me so comprato casa…cazzo…ma che vordì che so diventato grande??
se so diventato grande nun lo so…ma sul lastrico che so finito sicuramente..

Musica…….Ancora Bregovic

Tales and songs from weddings and funerals

…….perchè danzerò a piedi nudi sotto la luna sognando di zingari dai dnti d’oro e dalla pelle scura…….tra candele e vino rosso…..

—–

Non ho comprato una porzione del cielo che vendevano
i sacerdoti, e non ho accettato le tenebre
che il metafisico fabbricava
per potenti sfaccendati.

Voglio stare nella notte insieme ai poveri
che non ebbero il tempo di studiarla,
mentre ci bastonavano quelli che hanno
un cielo suddiviso e su misura.

Pablo Neruda tratto da: La Morte

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nomade

20 Ottobre 2005 5 commenti


Luna nascosta dalle nubi..
Pioggia insistente..
Fumo che esce dalle labbra..
Danzo a piedi nudi
tra le pozze d’acqua..

Pioggia o lacrime sul viso
C’è differenza?

Sorrido..
Fa freddo stanotte..

Sono zingaro nei sentimenti..

Cosi percorrono le stelle – Herman Hesse

Cosi’ percorrono le stelle la loro orbita
inalterabili ed incomprese.
Noi ci contorciamo in mille vincoli.
Tu procedi di splendore in splendore.

La tua vita è unica luce.
Io dalle mie oscurita’ devo tendere
le mie desiderose braccia verso di te.
Tu mi sorridi e non mi comprendi.

Colonna sonora di Goran Bregovic

Les Temps des Gitans
e
Tales and songs from weddings and funerals

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Eskimo – Francesco Guccini

14 Ottobre 2005 14 commenti


Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l’ estate finiva più “nature” vent’ anni fa o giù di lì…
Con l’ incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca “l’Unità”,
la paghi tutta, e a prezzi d’ inflazione, quella che chiaman la maturità…

Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos’ è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent’ anni allora, i quasi cento adesso capirai…

Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c’ era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò…

E quanto son cambiato da allora e l’eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’ anni fa!

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all’ anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò…

Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perchè mi amavi non l’ ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me…

Infatti i fiori della prima volta non c’ erano già più nel sessantotto,
scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte,
ma però contro il sistema anch’ io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos…

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell’ LSD,
tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
e noi non l’ avevamo mai fatto e noi che non l’ avremmo fatto mai,
quell’ erba ci cresceva tutt’ attorno, per noi crescevan solo i nostri guai…

Forse ci consolava far l’ amore, ma precari in quel senso si era già
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
L’amore fatto alla “boia d’ un Giuda” e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può…
E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l’Hi-Fi…

Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità…

Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età,
oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…

E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s’ è perso o no a quei party…

Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai…

Alla tua..
q.

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è ora di fare qualcosa..

13 Ottobre 2005 2 commenti


Musica..

Les Temps des Gitans OST
Goran Bregovic

traccia n.7 – Tango
in repeat infinito..

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Da grande..

10 Ottobre 2005 14 commenti


Quando ero piccolo tutti mi chiedevano cosa vuoi fare da grande. Gli altri
rispondevano il dottore, il tranviere, l’astronauta… Io dicevo : la testa di cazzo. Sono l’unico che ce l’ha fatta.

non ci credete??

Ieri sera dopo aver fatto l’amore, mentre ero stanco buttato sul letto, mia moglie mi fa:

“Caro, ti do fastidio se fumo?”
“Me ne dai meno se bruci!”

ed ho riagganciato il telefono.

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