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Archivio Luglio 2005

Memoria

28 Luglio 2005 2 commenti

Ricordare il passato può dare origine
a intuizioni pericolose, e la società stabilita
sembra temere i contenuti sovversivi della memoria.

Herbert Marcuse

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Senza senso..

27 Luglio 2005 11 commenti

Convulsioni.. il corpo si muove senza controllo.. scatti di arti.. mi accorgo che sto dormendo.. consapevole di essere ancora nel sonno.. come’è possibile? se dormo come faccio ad avere la consapevolezza che che sto dormendo? Come posso dire a me stesso che ancora non sono sveglio? eppure è cosi.. nel sonno sono consapevole che dormo..
mi sveglio.. la stanza è colma di una strana luce rossastra.. non ho vestiti addosso.. il pavimento è fresco sotto i piedi nudi.. l’aria ha un odore strano che non riconosco.. la bocca è impastata.. lo sguardo è appannato.. un rumore alle mie spalle.. mi volto.. mi trovo al’esterno di un edificio color porpora.. alto.. senza finestre.. il cielo è violaceo e senza soli.. la terra è rossa e polverosa.. non c’è nulla attorno a me.. spirali nere si muovono nell’aria.. un oggetto blu vola.. finisce masticato da mille piccole bocche affamate.. digerito da stomaci bucati.. pezzi blu cadono misti a bile.. muovo passi nella sabbia.. non sento nulla sulla
pelle.. il cuore sembra non battere.. mi accorgo che non sto respirando.. mi fa male un braccio.. un livido all’interno del gomito.. mi mancano alcuni denti.. sono calvo.. mi accendo una sigaretta.. mentre fumo mi cade cenere rovente sul ventre.. sento la carne sfrigolare.. non avverto dolore.. nessun odore.. guardo la brace verde bruciare la carne nera.. uno spermatozoo gigantesco m’insegue.. non ho preservativi per intrappolarlo.. per ucciderlo.. lascio che cada fuori.. nel vuoto.. suicidio-omicidio.. meglio spermicidio.. non è ancora definibile vita.. forse per questo conta di più.. mastico sabbia rossa e sputo sangue giallo.. la testa è enorme ma non pesa.. galleggia.. è una mongolfiera che porta su il corpo.. i piedi non toccano più.. allargo le braccia.. muovo le gambe.. ancora su.. in alto.. piscio sul mondo sotto a me.. la testa diventa sempre più grande.. salgo sempre più veloce.. inizio a girare su me stesso.. a vite.. su su.. giro giro.. in alto in alto.. testone testone.. spermatozoo morto.. pozze di urina azzurra.. salgo salgo.. il cervello.. dov’è il cervello.. sbatto il cranio contro la luna arancione a pois bianchi.. si spacca l’osso.. si spacca la luna.. un sibilo.. la testa inizia a sgonfiarsi.. l’aria che esce mi spinge di nuovo sul pianeta.. giù giù.. in basso in basso.. scendo scendo.. cado cado.. veloce veloce.. molto più veloce di quanto non sia salito.. tanto tempo per salire.. un attimo per cadere.. pochi secondi e sono poltiglia multicolore nella sabbia rossa e la mia stessa pipì.. con uno spermatozoo tribale che mi sfotte e m’infila in un preservativo..

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Nè servo Nè padrone..

25 Luglio 2005 6 commenti


Agli indispensabili

I deboli non combattono.
Quelli più forti lottano forse per un’ora.
Quelli ancora più forti lottano per molti anni.
Ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili.

Bertolt Brecht, Cantata per la morte di Lenin

Forse è proprio questo il nocciolo.. il problema.. il fatto che ci siano questi forti, quelli ancora più forti ed i fortissimi.. cosi i deboli possono stare senza far nulla.. tanto ci sono questi altri che lottano per tutti..
Lottare si sa che è faticoso.. è difficile.. è duro..
Meglio non far nulla.. è più facile..
Ecco forse il problema qual’è..
Che rinunciare è molto più semplice..
Non pensare e non lottare non costa nulla..
Lasciamo che siano altri a farlo..
magari rimediamo lo stesso qualcosa..
e senza troppa fatica..

Bè..
Io forte non lo sono..
Ancor più forte o fortissimo?? Figuriamoci..

Non statemi troppo vicino..
Sono un egoista del cazzo..
Lo faccio per me..

..adoro la libertà che conquisto..
..e non scordo d’esser una puttana..

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Caldo girini e traffico..

20 Luglio 2005 12 commenti


Il caldo scioglie l’asfalto sotto le suole delle scarpe.. rimangono impresse le orme nel nero viscoso che trattiene a se la gomma della scarpa.. affannati sono i pensieri a bagnomaria nel cranio.. il sole picchia sulla pelle.. mi sento un pollo infilato sullo spiedo di una rosticceria.. di quelli che si vedono girare all’infino in un moto perpetuo e costante.. La notte cerco rifugio nelle strade della città.. mi lascio accompagnare da una bionda.. da bere.. non importa da dove viene.. non importa la nazionalità.. è importante che sia fresca.. attorno a me gente che soffre e suda intrappolata nel traffico come ogni mattina.. ognuno chiuso con se stesso.. insegue i suoi pensieri e cerca di fregare quello davanti.. anche nell’individuo non c’è solidarietà.. ma solo aggressività.. anche tra gli ultimi c’è solo prevaricazione.. piccole guerre personali.. ma come si fa? come si può? se già tra di noi litighiamo.. se basta una cazzata tra due automobilisti per farci scappare il morto.. violenza che scaturisce così.. senza motivo.. qualcuno dice che è colpa del caldo che da alla testa.. qualcun’altro dice che è lo stress.. ognuno ha il suo motivo.. la sua spiegazione.. tutti la sanno lunga ed annuiscono con sguardo compiaciuto.. se questa è la base della società come può essere diversa la punta della piramide?

basta scrivere ste cazzate.. fa un caldo pazzesco.. non posso nemmeno comprare l’acqua che non ho spicci.. Hanno amazzato tutti i girini.. hanno coperto di terra la pozza dove stavano.. dicono che portava le zanzare.. risultato: i girini sono miseramente schiattati, almeno quelli rimasti dato che le belle signore di città li prendevano per portarli ai figli che non avevano mai visto un girino.. chissà cos’è peggio.. se morire soffocato di terra nella pozza o esser catturato e morire in una bottiglia d’acqua e poi essere scaricato nel cesso dopo aver fatto mostra di se come una strana creatura.. insomma.. i girini so schiattati. le zanzare stanno sempre qua.. magari qualche rana avrebbe fatto comodo per mangiarsi qualche zanzara.. e cosi invece di risolvere il problema si è stroncata l’eventuale salvezza.. Invece di eliminare le zanzare che sono il problema si stronca tutto il resto.. questo tipo d’intervento mi ricorda vagamente qualcosa.. Che la decisione di seppellire i girini per eliminare le zanzare l’abbia consigliata la stessa mente eccelsa?? che ci sia un qualche interesse occulto nel mantenere le zanzare in vita? magari qui hanno una partecipazione nella società che fabbrica gli insetticidi.. oppure l’esistenza di quei girini destabilizzava le menti degli impiegati che rimanevano imbambolati davanti a quelle strane creature? o chissà, per non perdere l’abitudine ad eliminare i più deboli ed indifesi?

che dire.. fatemi andare che il benzinaio qui davanti mi ha preparato la tanica di benzina che gli ho chiesto stamane.. devo dar fuoco al parcheggio perchè mi danno fastidio le cornacchie mussulmane talebane comuniste e quindi terroriste anarchiche e brigadiste che ci svolazzano sopra e smerdano sulle macchine..

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Che sia un segno??

19 Luglio 2005 7 commenti

Stamattina, prima di venire in ufficio, ho passato alcuni minuti tra i libri.. Quando mi è capitato tra le mani Prévert ho aperto una pagina a caso.. più che altro per sfogliarlo.. e mi è capitata questa sua poesia.. che sia stato un caso?? Considerando che per andare a lavoro faccio la Colombo, che per i romani vuol dire andare al mare……..

Il tempo perso

Sulla porta dell’officina
d’improvviso si ferma l’operaio
la bella giornata l’ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l’occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un pò da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?

Jacques Prévert
Poesie d’amore e libertà

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Senza titolo – Capitolo undici

12 Luglio 2005 13 commenti

Mikey sparse la voce in giro e cosi, la sera in cui debuttai, il bar-teatro era piuttosto pieno. Inutile dire che erano tutti lì per vedere e sentire il figlio della stella del locale, tragicamente morta tempo fa. Se non fossi stato il figlio di mia madre, quella sera non ci sarebbe stato quasi nessuno. Era un lunedì. Ed il lunedì, si sa, è una serata moscia per i locali notturni.
Arrivai al locale la mattina mentre era ancora chiuso, accompagnato da Smoking Joe. Mikey ci fece entrare senza problemi e ci offrì la colazione. Caffè nero corretto dalla sua grappa fatta in casa e frittelle degne di un re. Erano tante le qualità di Mikey, ma dietro ai fornelli o in nella sua cantina-distilleria era un dio. Ero cresciuto con le sue frittelle e, quando secondo lui ebbi l’età giusta, con la sua grappa fatta in casa capace di stendere anche Bacco in carne e vino. Non parlammo quasi per niente durante il pasto. Smoking Joe non parlava mai. Mikey, da buon barista, era lì per ascoltare. Ed io ero nervoso per la serata e non solo per quello. Quella era la prima volta che rimettevo piede nel locale dopo che mia madre era stata ammazzata.
L’odore familiare di fumo e alcol mi riempì subito i polmoni. Non c’era nessuno tranne noi tre, eppure l’aria era già densa. Finii presto di mangiare, o meglio, di torturare la frittella e me ne andai a sedere sotto al palco. Chiusi gli occhi e rividi mia madre, in piedi, di fronte al microfono con gli occhi socchiusi, cantare. Vidi l’occhi di bue che la puntava e l’illuminava. Splendeva come la luna in una notte d’estate. Attorno a se solo buio. Le piccole braci delle sigarette sembravano stelle. Ecco, mia madre cantava per le stelle del firmamento. Mi alzai in piedi tenendo gli occhi chiusi. Mi avvicinai al palco finchè non ne toccai le assi di legno con la mano. Mia madre era sempre lì. Pensai che, a volte, anche all’inferno nascono gli angeli.
Non piansi mentre mi perdevo nel ricordo di mia madre, bensì sorrisi. Sapevo che quella sera sarebbe stata vicino a me. Avrebbe cantato sulla mia musica. Quella stessa luce che la rendeva splendente, quella sera avrebbe avvolto me nel suo abbraccio materno. Per un attimo sentii il legno del palco vibrare, come se qualcuno ci stesse camminando sopra. Riaprii gli occhi di scatto ma non vidi nessuno. Mi girai attorno. Il locale era ancora vuoto. Mikey e Smoking Joe fumavano al bancone tra una grappa e l’altra senza curarsi di me. Sentii un leggero brivido mentre un soffio di vento m’accarezzò il viso. Sorrisi. Salutai mia madre e tornai dai miei due compagni a finire la colazione.
Sarebbe stata una lunga giornata. Quella sera avrei debuttato. Quella sera avevo un appuntamento con un angelo.

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Da "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani

11 Luglio 2005 5 commenti


“Io, chi sono?”
Siccome la risposta non era certo “Io sono il giornalista del tal giornale, l’autore di quel libro, o l’ammalato di quella malattia”, provai, anche formalmente, a non essere più quel che ero stato, a non chiamarmi più col mio nome, a non avere un passato e a diventare semplicemente “Anam”, il Senzanome: un nome appropriatissimo, mi parve, per concludere una vita tutta spesa a cercare di farmene uno!

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Bush è un Black Block..

7 Luglio 2005 6 commenti


Anche Bush si lancia contro la polizia britannica e manda un agente in ospedale.. I Black blocks lo faranno membro onorario per quest’azione di coraggio, dimostrazione di sprezzo del pericolo e per aver messo in gioco la sua stessa incolumità..

G8: Bush investe in bici agente
E lo manda in ospedale

(ANSA) -GLENEAGLES (SCOZIA),6 LUG – Un agente di polizia britannico, in servizio vicino all’albergo che ospita il G8, e’ stato investito dal presidente Bush in bici.Il presidente era impegnato a scorrazzare con la sua inseparabile mountain bike, sulle colline scozzesi. A dare notizia dell’incidente, in cui l’agente ha avuto la peggio ed e’ finito in ospedale, e’ stato il portavoce della Casa Bianca Mc Clellan, che ha riferito che Bush e’ scivolato sul pave’ scozzese, riportando qualche sbucciatura a mani e braccia.
© Ansa

è proprio vero che il mondo va al contrario..

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Ancora su soldi e bambini.. e io continuo a non comprendere!

5 Luglio 2005 1 commento

A capo dell’UNICEF la donna USA?
La signora Veneman si è caratterizzata per aver messo i profitti aziendali al di sopra del diritto dei popoli al cibo

Il Movimento per la Salute dei Popoli, allarmato dalla designazione della Sig.ra Ann Veneman – precedentemente Ministro dell?Agricultura degli Stati Uniti – come nuovo Direttore Generale dell?UNICEF esprimendo forti preoccupazioni e invita a spedire una e mail-lettera di protesta in quanto “oltre alla non qualifica adeguata, la signora Veneman si è caratterizzata nelle sue precedenti esperienze per aver messo i profitti aziendali al di sopra del diritto dei popoli al cibo.
LA MISSIONE DELL?UNICEF E? DIFENDERE I BAMBINI: DIFENDILA!

FIRMA LA PETIZIONE ONLINE

LETTERA DI PREOCCUPAZIONE

Una lettera che esprime preoccupazione da parte del Movimento per la Salute dei Popoli circa la designazione di Ann Veneman a Direttore Generale dell?UNICEF, a partire da maggio 2005.

Al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e ai membri del Consiglio Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l?Infanzia (UNICEF):

Il Movimento per la salute dei Popoli (PHM) è stato messo in allarme dall?apprendere che la signora Ann Veneman, precedentemente Ministro dell?Agricultura degli Stati Uniti, è stata nominata nuovo Direttore Generale dell?UNICEF. E? deplorevole che il processo per la nomina del Direttore dell?UNICEF sia avvolto nel segreto e non preveda nessun meccanismo di partecipazione a individui o ONG impegnati sui temi del benessere, salute e diritti dei bambini, e che non esista un ambito di discussione dove i vari candidati, prima della loro nomina, possano far conoscere i loro obiettivi o i programmi su cui intendono impegnare l?agenzia.(1)

Appare chiaro che il processo di designazione lascia al governo degli Stati Uniti la parte del leone nella decisione su chi scegliere come Direttore dell?UNICEF. Già questo dovrebbe essere oggetto di discussione tra tutti gli osservatori. Come è ben noto, gli Stati Uniti e la Somalia sono gli unici due paesi che si sono rifiutati di firmare la Convenzione dell?ONU sui Diritti dei Bambini. Stante la pratica statunitense di negare fondi alle agenzie delle Nazioni Unite di cui gli Stati Uniti disapprovino la direzione (UNESCO; UNFPA, OMS ecc.) possiamo immaginare le pressioni a cui il Segretario Generale sarà stato sottoposto affinchè venisse nominata la signora Veneman.

In mancanza di un processo trasparente e informativo per selezionare il Direttore Generale, la comunità sanitaria internazionale è costretta a stimare quanto la signora Veneman sia adatta a guidare l?UNICEF sulla base delle sue prestazioni precedenti in questioni riguardanti la salute dei bambini. Dall?esame dell?informazione disponibile pubblicamente, il PHM ritiene che sarebbe grave mancanza di scrupoli starsene in silenzio mentre alla signora Veneman viene dato l?incarico di vigilare sulla salute e il benessere dei più vulnerabili tra noi tutti, i bambini.

La formazione della signora Veneman e la sua esperienza di legale aziendale nell?agrobusiness non le danno una qualifica adeguata al pesante compito di essere la guida dell?agenzia con maggiori responsabilità per i diritti dei bambini in tutto il mondo. Come titolare del Ministero dell?Agricoltura degli Stati Uniti, o come Segretario del Department of Food and Agriculture della California, o come Sottosegretario Aggiunto agli Affari Internazionali nel Ministero dell?Agricoltura, la signora Veneman non ha offerto prove del suo interesse per i bambini del mondo o per la loro salute e il loro benessere. Al contrario, le sue prestazioni in quegli incarichi si sono caratterizzate per aver messo i profitti aziendali al di sopra del diritto dei popoli al cibo (Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, articolo 25). Una filosofia e una pratica di questo tipo ribalterebbero quasi sei decadi di orgogliosa storia umanitaria dell?UNICEF e sarebbero disastrose per i bambini del mondo.

Uno dei maggiori disastri per i bambini del decennio passato sono state le sanzioni ONU contro l?Iraq, seguite dall?invasione e dall?occupazione di quel paese. Il Direttore dell?UNICEF precedente, la signora Bellamy, fece un appello perché venissero ritirate quelle sanzioni, responsabili secondo le stime della morte di 500.000 bambini. La signora Veneman non ha espresso analoga preoccupazione. Anzi, in quanto Ministro dell?Agricoltura, nel 2003 ha nominato Daniel Amstutz a capo del processo di ricostruzione agricola in Iraq. Ora, per usare le parole di Kevin Watkins, ex direttore strategico di Oxfam, ?mettere Daniel Amstutz come responsabile della ricostruzione agricola in Iraq equivale a mettere Saddam Hussein alla presidenza di una commissione per i diritti umani. Questo signore ha tutte le migliori opportunità per far prosperare gli interessi commerciali delle compagnie cerealicole americane e sfasciare il mercato iracheno, ma è singolarmente mal attrezzato per guidare lo sforzo di ricostruzione in un paese in via di sviluppo.?(2) Questo incarico da parte della signora Veneman non è di buon augurio per i bambini dell?Iraq né, come futuro Direttore Generale dell?UNICEF, è una dimostrazione della sua sollecitudine nei loro confronti.

In qualità di negoziatrice dell?Accordo di Libero Commercio in Nord America (NAFTA), la signora Veneman ha contribuito a scrivere le regole che hanno gettato in povertà milioni di bambini messicani. Il NAFTA ha codificato le dure politiche neoliberali che hanno spazzato via leggi e protezioni conquistate dai lavoratori messicani nel corso di decenni. Il confine tra il Messico e gli Stati Uniti, nella Mexicali Valley, è caratterizzato da condizioni di lavoro infantile dure e in peggioramento, da abitazioni deplorevoli attorno alle fabbriche, da un aumento dell?inquinamento ambientale, dalla mancanza di infrastrutture educative e sanitarie per i lavoratori e le loro famiglie, e specialmente per i bambini più piccoli.(3)

L?atteggiamento della signora Veneman verso il bambino lavoratore comprende anche i campi e gli orti del suo stesso paese. Quando Human Rights Watch cercò di ottenerne l?appoggio a proposito di emendamenti da apportare alla legislazione USA (Legge sui Giusti Standard Lavorativi e altre proposte), l?allora Ministro dell?Agricoltura Veneman respinse sdegnosamente le loro preoccupazioni. Sembra cioè che il futuro Direttore Generale dell?UNICEF non sia stata toccata dai rischi per la salute e la sicurezza in cui incorrono i i minori che lavorano nell?agricoltura, siano essi l?esposizione ricorrente ai pesticidi, il limitato accesso ai servizi igienici e all?acqua potabile, le condizioni di lavoro rischiose o che inducono malattie e incidenti, i bassi salari e le lunghe ore di lavoro, gli effetti del lavoro agricolo sull?educazione, e i rischi particolari per le bambine, inclusi molestie e assalti sessuali.(4)

La signora Veneman non brilla nenche per il rispetto dei diritti delle minoranze etniche negli Stati Uniti. Quando gli agricoltori afroamericani vinsero una causa contro il Ministero dell?Agricoltura per trattamento ingiusto nella concessione di sussidi e prestiti, il ministero spese più di 12 milioni di dollari per ribaltare questo storico giudizio. Sotto la direzione della signora Veneman, il ministero spese meno del 25% dei fondi a disposizione per gli agricoltori di colore. Il ministero non ha mai ammesso che le sue politiche fossero razziste, non ha mai chiesto scusa, e continua a far guerra agli agricoltori. Ma politiche razziste non dovrebbero essere tollerate da nessun governo, e potrebbero creare il caos in un contesto internazionale come le Nazioni Unite.(5)

Le linee politiche portate avanti dalla signora Veneman circa la protezione della salute, specialmente rispetto all?epidemia della ?mucca pazza? (encefalopatia spongiforme bovina), sono state deboli. Anziché sostenere un approccio che mettesse la salute al primo posto adottando il principio di precauzione, l?attività del Ministero dell?Agricoltura USA si concentrò sul minimizzare le perdite finanziarie delle industrie di allevamento e distribuzione della carne. La signora Veneman rassicurò la popolazione affermando che la carne non aveva problemi quando ancora i test fatti erano pochissimi, e si oppose a che gli animali macellati venissero contrassegnati con l?indicazione del paese d?origine. Il Ministero dell?Agricoltura infatti rifiutò ai grossisti di carne il permesso di certificare il bestiame secondo criteri internazionali di alto livello, nel timore che anche i consumatori degli Stati Uniti avrebbero richiesto garanzie di protezione più severe.(6) Tenendo conto che uno dei compiti del Ministero dell?Agricoltura è di acquistare grandi quantità di carne per le mense scolastiche, questa antipatia per le verifiche sugli approvvigionamenti nazionali di carne mette in evidenza come la preoccupazione per la salute dei bambini sia stata rimpiazzata dalla preoccupazione per la salute dei profitti dell?industria macelliera.

Forse dove meglio si mostra la sollecitudine della signora Veneman per l?agrobusiness a discapito della salute della gente è nel suo inequivocabile appoggio ai cibi geneticamente modificati e all?industria biotech. Nonostante ogni evidenza del contrario, la signora Veneman dichiarò a una conferenza della FAO che le biotecnologie ?ridaranno vigore alla crescita della produttività del raccolto agricolo e di altre derrate alimentari e renderanno l?agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale?. La signora Veneman aveva fatto parte della direzione di Calgene, l?azienda che ha prodotto i primi pomodori OGM immessi in commercio: una volta arrivata al Ministero dell?Agricoltura, la signora ha continuato la politica che promuove l?introduzione di OGM in campo aperto, e tra il 1987 e il 2002 ne ha approvato la semina in circa 40.000 siti, respingendo solo il 3,5% delle richieste di approvazione. La sua gestione delle due ?crisi? sugli OGM scoppiate nel periodo del suo mandato (la Starlink e il mais ProdiGene) ha portato a rimborsi da 20 milioni di dollari e 3,5 milioni di dollari rispettivamente per le due corporazioni, e a nessuna norma sull?etichettatura o altre disposizioni a protezione dei consumatori. Con una mossa che fa presagire una opposizione all?esistenza di punti di vista diversi tra i membri dell?UNICEF, il Comitato Consultivo sulle Biotecnologie, nominato dalla signora Veneman nel 2003 escluse di proposito le principali organizzazioni di agricoltori anti-biotech. I suoi commenti che incalzavano l?Unione Europea perché ritirasse il bando sulle importazioni di cibo OGM, e che chiamavano ?vergognosi? i paesi africani che non vogliono donativi di derrate OGM non prelavorate, sono stati ampiamente riportati. Tali commenti mostrano l?incapacità di riconoscere la validità di sensibilità culturali diverse, che dovrebbe essere un tratto fondamentale per chi occupa posizioni internazionali delicate come la direzione dell?UNICEF.(7)

Quando il Ministero dell?Agricoltura USA fu fondato a metà del XIX secolo, il Presidente Abramo Lincoln lo chiamò ?il ministero del popolo?, poiché era al servizio della metà circa della popolazione, impegnata nel lavoro dei campi. Centocinquant?anni dopo, gli americani che lavorano come agricoltori sono una frazione minima e il ministero oggi rappresenta soprattutto interessi corporativi. La gestione Veneman in questo ministero è servita solo a intensificarne il controllo da parte delle corporazioni.(8) In una agenzia come l?UNICEF la cui ?base? è costituita da bambini, che hanno una limitata capacità di auto-rappresentazione, è urgente che coloro che parlano in loro nome e ne rappresentano gli interessi abbiano un passato che li qualifica per questo compito.

Non intendiamo affermare che il futuro della signora Veneman all?UNICEF si possa predire semplicemente rileggendo la sua storia all?agricoltura: non sarebbe corretto. Tuttavia, in uno dei suoi pochi commenti rilasciati dopo la nomina a proposito del suo nuovo incarico, la signora Veneman dichiarava in una conferenza stampa che la salute riproduttiva e l?educazione ?non erano importanti per la missione dell?UNICEF.?(9) Come sa chiunque abbia esperienza della salute e del benessere dell?infanzia, la possibilità per una madre di accedere all?assistenza per e all?educazione sulla salute riproduttiva, compresa l?educazione sanitaria e lo spaziamento tra le nascite, è in realtà un fattore determinante per la salute del bambino. Una simile malaugurata introduzione alla nuova amministrazione UNICEF scatena un forte allarme in tutti coloro che hanno a cuore il benessere dell?infanzia.

Nel prossimo periodo, l?UNICEF dovrà affrontare parecchie sfide che richiedono una decisa presa di posizione in difesa dei bambini e dei loro diritti. Le differenze tra l?approccio che cerca la massimizzazione dei profitti delle corporazioni e quello che massimizza la salute e il benessere dell?infanzia sono enormi, rispetto a temi come:

- i diritti dei bambini al cibo, alla casa, all?educazione, alla salute e all?infanzia stessa;
- la commercializzazione dei sostituti del latte materno;
- l?accesso delle donne all?informazione e ai servizi sulla salute riproduttiva e sullo spaziamento delle nascite;
- l?accesso ai farmaci anti-retrovirali e altri farmaci per i bambini HIV positivi e per le loro famiglie;
- la fornitura di cibo, supplementi alimentari e medicamenti non testati o insufficientemente testati contro la presenza di OGM;
- gli effetti sulle famiglie e sull?infanzia delle politiche commerciali neoliberali di ?libero? commercio;
- la privatizzazione dell?acqua, l?accesso all?acqua e le malattie da diarrea;
- la contaminazione industriale e le malformazioni e disabilità congenite;
e molti altri ancora.

In un mondo dove muoiono ogni anno 11 milioni di bambini sotto i cinque anni soprattutto per mancanza di medicamenti semplici, acqua pulita, ambiente non pericoloso, e nutrimento adeguato, parlare a nome dei bambini e difenderne i diritti significa domandare che le corporazioni e i governi rispondano a queste richieste e si dedichino a risolvere questi problemi. In un mondo in cui gli esperti sanitari stimano che 6 milioni di quei bambini potrebbero essere salvati da interventi a tecnologia semplice del costo di 7 miliardi e mezzo di dollari (che sono meno del 2 per cento del bilancio annuale della difesa negli Stati Uniti), parlare a nome dei bambini e difenderne i diritti significa opporsi alla dannosa e devastante espansione delle spese militari e all?uso della forza militare per risolvere i problemi.

Come persone che parlano a nome dei bambini e ne difendono i diritti, sentiamo l?urgenza e l?obbligo di far sentire la nostra grande preoccupazione per la nomina della signora Ann Veneman a Direttore Generale dell?UNICEF. Il Movimento per la Salute dei Popoli e le ONG con una lunga storia di promozione del benessere e dei diritti dell?infanzia non permetteranno che l?integrità del più rispettato organismo internazionale dedicato al benessere dei bambini del mondo venga messa in pericolo. Se da un lato auspichiamo di impegnarci strettamente e produttivamente con la nuova leadership dell?UNICEF, e di continuare la collaborazione con i solerti funzionari degli uffici UNICEF territoriali, dall?altra non esiteremo ad opporci attivamente alla realizzazione di politiche inefficaci nell?eliminare le 30.000 morti prevenibili di bambini al giorno, e le altre minacce al benessere dell?infanzia.

Come persone che parlano a nome dei bambini e ne difendono i diritti, chiediamo anche che il Segretario Generale delle Nazioni Unite cambi la pratica corrente, che premia nazioni potenti dando loro la possibilità di fare nomine politiche per posizioni importanti, sostituendola con un processo trasparente e partecipativo che garantisca una leadership professionale, sollecita e competente all?UNICEF e alle altre agenzie. Il processo attuale diminuisce la democrazia, macchia l?immagine delle Nazioni Unite, e mette ancor più in pericolo la già precaria esistenza della maggioranza dei cittadini del mondo.

Firmato:
Ravi Narayan, Coordinatore del Segretariato Globale, Movimento per la Salute dei Popoli (PHM)

Primi firmatari:

Fran Baum PHM Pacific, Australia and New Zealand
B. Ekbal, PHM India
Edelina De La Paz, PHM South East Asia
Jihad Mashaal, PHM Middle East
Arturo Qizhpe, PHM South America
David Saunders, PHM Southern Africa
Sarah Shannon e Lanny Smith, PHM North America
Pam Zinkin, PHM Europe
Prem John, Asian Community Health Action Network (ACHAN)
Zafrullah Chowdhury, Gonoshasthaya Kendra (GK)
Maria Hamlin Zuniga, International People’s Health Council (IPHC)
Nadia Van der Linde, Women’s Global Network for Reproductive Rights, WGNRR
Claudio Schuftan

(per firmatari successivi, vedi al sito www.saveunicef.org/save_unicef_form.htm).

Note:
1. Richard Horton, ?UNICEF Leadership 2005-2015: A Call for Strategic Change,? The Lancet, December 4, 2004.
2. Bill Berkowitz, ?Iraq?s Agriculture Czar,? Z Magazine, September 2003, http://zmagsite.zmag.org/Sept2003/berkowitz0903.html.
3. David Bacon, The Children of NAFTA: Labor Wars on the U.S./ Mexico Border, 2004, University of California Press.
4. Letter from Lois Whitman, Children?s Rights Division, Human Rights Watch, to Ann M. Veneman, U.S. Secretary of Agriculture, February 8, 2001, http://hrw.org/campaigns/crp/farmchild/veneman_letter.htm.
5. Environmental Working Group, Obstruction of Justice: USDA Undermines Historic Civil Rights Settlement with Black Farmers, 20 July 2004, http://www.ewg.org/reports/blackfarmers.
6. Philip Mattera, USDA Inc: How Agribusiness has Hijacked Regulatory Policy at the US Department of Agriculture, Corporate Research Project of Good Jobs First, July 23, 2004, http://www.agribusinessaccountability.org/pdfs//289_USDA%20Inc..pdf.
7. Mattera, USDA, Inc.
8. Matera, USDA, Inc.
9. ?Nominee Says Reproductive Health Not Relevant to UNICEF Mission,? 1/21/2005, http://cebo.org/2005_01_01_unnews_archive.html.

(Traduzione di Elena Medi)

People?s Health Movement
People?s Health Movement Secretariat (Global)
c/o Community Health Cell
# 367, ?Srinivasa Nilaya?, Jakkasandra, Main Block
Koramangala, Bangalore ? 560 034 India

PHM-USA
c/o Hesperian Foundation 1919 Addison St #304
Berkeley, CA-94704 USA

Per informazioni su questa lettera e sul processo di designazione, scrivi a phm@hesperien.org

Tratto da: unimondo.oneworld.net

Riferimenti: Da dove ho preso l’articolo

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Ci sono cose che vanno oltre la mia comprensione..

5 Luglio 2005 Commenti chiusi

Una prospera industria
La prostituzione infantile in America Latina è controllata da reti criminali, anche transnazionali

La prostituzione infantile in America centrale è controllata e cioè fa parte della struttura del crimine organizzato e chi pensa che si tratta di un delitto commesso da individui isolati si sbaglia, perché ci sono anche reti internazionali di pornografia che trafficano con bambini e minori. Questa situazione è pubblicamente nota sin dal 1990 ed ogni anno si aggrava. Diverse relazioni del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) hanno rivelato che in America centrale esistono persino i punti di vendita dei servizi sessuali infantili.
Questo accade per esempio nella zona di frontiera fra Messico e Guatemala, dove transitano molti bambini centro americani, illegalmente, piccole e facili vittime di adulti che li inducono a prostituirsi. Il commercio sessuale dei minorenni si realizza in molti paesi dove si verifica questo flagello: nelle zone più centrali e strategiche come nei centri turistici, nei porti, parchi, alberghi e “più comunemente” nei bordelli e per le strade più popolate.

In Honduras è stata scoperta una casa clandestina conosciuta come “Kinder”, dove si praticavano queste attività e secondo le ricerche dell’UNICEF, non è stata certo la prima o l’ultima del genere scoperta. L’agenzia della ONU ha spiegato che persone pensionate, espatriati statunitensi, europei e di altre regioni del pianeta si istallano in Centro America e richiedono i servizi sessuali di bambini.

Quindi esiste chi vuole abusare dei bambini e utilizza i piccoli che si prostituiscono ma c’è anche chi si vuole arricchire sulla pelle dei bambini in questione, che non hanno capacità o comprensione sufficienti per decidere della propria vita e per difendersi.

I delinquenti dell’industria del sesso rapiscono e convincono le vittime, la cui età oscilla in genere tra i 12 e i 14 anni, anche se alcuni sono più piccoli. I bambini vengono rinchiusi, portati fuori dal proprio paese perchè è più facile per i trafficanti se i bambini sono fuori”; sono aggrediti fisicamente e psicologicamente, fino a che senza volontà di sorta e senza opzioni, entrano a far parte dell’ambiente.

Un altro modo di procedere è convincerli che guadagneranno molti soldi e avranno molti amici. Alcune adolescenti sono sedotte dai prosseneti che offrono loro protezione e le invitano a una fuga romantica, lontano della propria casa, puntualizza l’UNICEF.

Quasi sempre, gli sfruttatori scelgono i bambini che stanno per le strade, che lavorano e hanno bisogno di mezzi per sopravvivere, come quelli che hanno avuto case distrutte. Nel luglio del 1997, l’UNICEF ha calcolato che nel mondo esistono circa 100 milioni di bambini che vivono per le strade e 40 milioni sopravvivono nei capoluoghi dell’America Latina.

L’agenzia ONU stima che approssimativamente 10 milioni di bambini di strada sono centro americani con meno di18 anni, che vendono i propri corpi per denaro. Un sondaggio realizzato assicura che circa il 70% dei piccoli sfruttati “lavora” con una o due coppie al giorno, il 4,2% ha tre o quattro relazioni sessuali e il 25,1% più di quattro al giorno.

L’inchiesta ha dato come risultato che il 93% ha avuto almeno una malattia di trasmissione sessuale, il 78,3% soffre di herpes genitale, il 78,3% di gonorrea, il 46,6% di papillomatosi, il 27,3% di trichomoniasi vaginale, il 13,29 % di sifilide e il 11,7 di scabbia. Per evadere la realtà che li circonda, il 100% di questi bambini usa solventi come la colla, come droga preferita, il 96% è narco dipendente e il 3,5% lo è settimanalmente.

Lo studio rivela che il 100% ha subito una violenza sessuale, più del 53% da parte di un membro della famiglia, il 5,95% da parte di amici, il 2,7% da vicini di casa e il 46% percento da sconosciuti. Il 64,1% delle bambine ha detto che la prima persona con cui hanno avuto relazioni sessuali è stato il padre – o la madre- il 10,2% con uno zio, il 10,25 con un fratello, il 2,6% con amici e il 5,1% con un fidanzato.

Un minore che è caduto in questa rete nonne esce mai più perché viene minacciato, picchiato o torturato se cerca di scappare. Di fatto, si sa della morte di adolescenti che se ne volevano andare e in molti casi, i bambini vengono drogati permanentemente per creare una relazione di dipendenza dai loro sfruttatori.

I pedofili esercitano la propria forza sessuale sui bambini. Le relazioni sessuali tra un adulto e un minorenne rispondono alla necessità di dominare da parte del primo, di sentirsi più forte della sua vittima. Secondo l’UNICEF, la prostituzione infantile ha differenti origini, come la disintegrazione familiare e le violazioni sessuali, quasi sempre dovute a parenti molto stretti.

Esistono anche, altri fattori come la povertà e la condizione di dipendenza femminile. In molti casi la bambina è valutata come un essere di scarso valore rispetto al maschio.

L’emigrazione rende i minorenni più indifesi di fronte alla crescente richiesta di servizi sessuali che, perciò, generano crescenti guadagni negli sfruttatori del sesso.

Un denominatore comune per le bambine di strada è la violenza nella famiglia sin nella prima infanzia, poi la disintegrazione della famiglia, la fuga dal seno famigliare in tenera età, il consumo delle droghe o il padre o il tutore oltre all’esercizio della prostituzione da parte della madre.

Gli effetti della prostituzione infantile cadono direttamente sulle vittime. Ci sono conseguenze come la dipendenza dalle droghe, le gravidanze precoci e indesiderate, le malattie di trasmissione sessuale e i problemi nello sviluppo fisico e mentale.

Si genera così un circolo vizioso grazie al quale le vittime diverranno gli sfruttatori del futuro, uomini e donne che non potranno mai avere una famiglia normale, sesso sano e amore.

Il corpo delle bambine durante la crescita si danneggia e questo può generare infertilità, complicazioni durante le gestazioni e cancro uterino. I bambini sfruttati nell’industria del sesso vivono sull’orlo della sopravvivenza, sono trascinati da una marea di percosse, detenzioni illegali, tortura, abusi sessuali, sequestri e anche assassinii.

Di: Yudith Díaz Gazán, “Prensa Latina”, Redazione Centro America e Caraibi. Fonte: Granma International.

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Tratto da: www.terrelibere.org

Riferimenti: L’articolo su Promiseland

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