Archivio

Archivio Marzo 2005

fermo

31 Marzo 2005 6 commenti

visioni lunari
distorte dalle lenti
della macchina fotografica
cercano di prender forma..

visioni distorte che
tra neuroni scollegati
e sinapsi bruciate
evolvono in allucinazioni acide..

non si può fermare su pellicola
un’immagine che
esiste solo nella mia mente..

ci vogliono occhi diversi
per vedere cose che sfuggono
a chi non sa guardare..

ci vogliono occhi
che siano aperti
per vedere il mondo..

seduto in un mare verde
tra isole di margherite bianche
ascolto il vento sussurrarmi
verità che da troppo tempo
ho dimenticato..

Categorie:Senza categoria Tag:

senza titolo..

29 Marzo 2005 12 commenti

la pioggia ha reso lucida la pelle della città..
nera come mai riflette luci e distorce i volti..
camminare a piedi nudi sull’asfalto..
ricordi di bambino..

ho perso la mia follia..
dov’è la mia spensierata pazzia?
perchè nella mia testa ora s’inseguono inutili pensieri
che nascono da false necessità..

il mio sangue è pur sempre rosso..
i miei neuroni sono morti a schiere
combattendo contro la normalità..

stare bene è uno stato mentale..
frasi fatte dal sapore inutile
se non divengono cicatrici sulla pelle..

sono sporco..
ho passato la notte insonne..
porto addosso odore di periferia..
la mia immagine trasmette paura..
inaffidabilità..
trascuratezza..

accarezzo piccoli tentacoli rossi
che scendono dal mento..

ghignando alzo un calice e
brindo alla vita..

Categorie:Senza categoria Tag: ,

post pasqua a caso..

29 Marzo 2005 6 commenti

Brucia lo stomaco questo martedì.. notte insonne passata ad occhi aperti nel buio e tra le pagine di libri.. il week end di pasqua è passato.. altre notti di poco sonno.. giornate passate tra strade da shopping popolate da troppi corpi e camminate solitarie durante il buio.. contraddizioni necessarie..
tra piccoli vicoli di piccoli paesi fuori dal tempo ho lasciato che l’occhio della macchinetta fotografica rubasse attimi di vita.. ho osservato con avidità pezzi di pelle colpiti dal sole.. ho cercato nel silenzio di piazze di paese tesori che credevo scomparsi mentre discutevo con una piccola suora vestita d’azzurro chiaro.. la sua pelle olivastra ha portato la mia mente lontano.. su montagne in cui il cristo fu portato con la spada ed il fuoco.. seduto su una panchina di fredda pietra ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che la mente se ne andasse oltreoceano.. dove forse esiste ancora la casa di quella piccola sorella dalla veste color cielo.. ho sognato colori ed odori.. venti caldi e sorrisi bianchi.. ho aperto gli occhi sorridente pensando a chi in quel momento calpestava strade lontane dalle mie.. sotto un altro cielo..
devo cercare l’etimologia del mio nome.. per il solo gusto di sentirmi diverso da come dovrei essere..
l’umidità mi arriva alle ossa stanotte.. non la ferma il giubbotto troppo leggero.. ne la felpa dalle maglie troppo larghe.. brividi di freddo e stomaco che urla.. sigaretta che brucia e una leggera foschia.. città vuota a quest’ora e mi permetto di camminare a piedi dove è regno solo di macchine e motorini.. un semaforo lampeggia arancione.. codice morse assillante e monotono.. dal ponte guardo il fiume che scorre sotto di me.. canticchio una canzone masticando poche parole confuse..

chissà dov’è Ramon stanotte con il suo vino rosso..

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Pensieri sparsi a caso sotto la luce del neon..

25 Marzo 2005 3 commenti


è quasi pasqua.. il giorno della resurrezione di Cristo.. giorno non stabilito dato che cambia ogni anno.. si sa quando nacque ma non si sa quando morì.. o meglio quando risorse.. abbiamo adattato ai nostri bisogni il giorno in cui cade la pasqua.. festeggiamo l’evento della resurrezione in un giorno a piacere.. scordando che tre giorni prima morì.. questo non frega a nessuno.. è sconveniente.. è una festività che non può essere festeggiata.. rattrista.. o forse è solo perchè non si può ammettere che è stato ucciso un uomo scomodo.. un uomo che a modo suo dava a chi l’ascoltava un’altra visione delle cose.. un uomo che a modo suo era un rivoluzionario e che istigava i poveri a ribellarsi con le sue folli idee di uguaglianza.. non si può festeggarie una data di morte.. non si può ricordare.. è una cosa brutta.. è meglio non ricordare.. le date brutte.. i momenti bui dell’umanità.. è meglio che rimangano bui e nascosti agli occhi di tutti.. altrimenti l’opinione pubblica.. il popolo può capire che le cose cosi non funzionano.. altrimenti l’umanità rischia di non commettere di nuovo gli stessi errori.. altrimenti rischiamo che chiunque può scoprire di avere un cervello e un’anima che urlano e graffiano la carne quando ascolta una voce alla tv che ricorda agl’italiani che il 24 marzo di una sessantina di anni dalle parti dell’ardeatina successe qualcosa di brutto.. ma siamo sotto pasqua.. è tempo di cioccolata e sorprese.. non si può ricordare che in africa ci sono genocidi.. guerre.. morti di fame nel senso letterale.. e multinazionali che chiedono soldi a paesi che non hanno soldi nemmeno per far mangiare i propri bambini.. ma è tempo di colombe.. non quelle bianche che volano con il rametto d’ulivo nel becco.. quelle sono finite in un forno con tanto di patate e rametto di rosmarino al posto dell’ulivo che fa acidità.. le ossa della colomba della pace sono state spolate ad hoc da grassi politicanti economisti ed imprenditori dalle dita unte e le mani poco pulite.. ossa bianche pulite ammucchiate in fosse sparse nel deserto a mo di caccia al tesoro.. come le mine sparse qua e là tra i campi al posto di semi di riso o di grano.. solo che non nascono piante di mine.. allora perchè seminarle?? non so buone nemmeno da mangiare.. anche se va detto che hanno una certa utilità contro la fame nel mondo.. eliminano il problema alla radice.. eliminato l’affamato.. però forse sono difettose dato che la maggior parte delle persone rimane solo mutilata.. già.. perchè una delle cose che t’insegna la strategia militare non è ammazzare il tuo nemico ma ferirlo.. cosi non solo non può combattere ma è un peso per la nazione nemica.. ecco perchè le mine non uccidono chiunque.. il fatto è che chi le costruisce o le compra non è lo stesso che ci finisce sopra nè durante la guerra nè dopo.. chi ci rimette è sempre il poveraccio.. l’affamato.. quello che il tipo crocifisso in una data non definità di duemila anni fa voleva convincere fosse uguale allo stesso che la colomba della pace la impallina con la doppietta solo per sport..

buona pasqua..

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , ,

Maestri di vita..

22 Marzo 2005 14 commenti

i miei maestri di vita sono i miei amici.. sono tutte le persone che incontro.. in qualunque modo possibile.. sono le persone con cui ho un qualunque rapporto.. con cui mi confronto.. mi mettono alla prova.. m’insegnano.. mi mostrano altre facce della medaglia.. mi raccontano storie.. mi stimolano a pensare.. ad uscire da me stesso.. mi fanno affrontare cose.. nutrono la mia mente e spesso la mia anima..
Indirettamente sono io stesso il mio maestro.. ma bisogna imparare prima ad essere aperti verso l’esterno.. a guardarsi attorno.. ad assorbire.. ad imparare.. ad ascoltare.. altrimenti è tutto inutile.. se non siamo pronti a leggere tra le righe.. a metterci in gioco.. a rischiare.. non impareremo mai veramente..
questo è il pensiero che mi ha accompagnato un paio di notti fa mentre tornavo verso casa.. forse avevo fumato troppo.. forse ero preda del sonno.. forse ero solo più rincoglionito del solito.. o forse è solo la mia idiozia cronica che va peggiorando con il passare degli anni.. sto invecchiando e non sempre invecchiare implica raggiungere la saggezza.. vedi il sottoscritto.. quasi quasi mi tingo il pizzetto di bianco.. per dare un’aria di saggezza.. vabè..

siamo noi i nostri maestri di vita..
siamo mestro e allievo..
perchè nella vita non si smette mai d’imparare..
ma neanche d’insegnare..

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Coca-Cola: boicottaggio all’università bloccato dal Corsera

21 Marzo 2005 8 commenti


Alla proposta degli studenti dell’ Università di Roma 3 di sostituire nelle macchinette distributrici i prodotti del marchio Coca-Cola con prodotti del Commercio equo e solidale, approvata dal senato accademico, ha fatto seguito una contro-campagna condotta dal Corriere della Sera: cinque articoli in cinque giorni per costringere l’università a fare marcia indietro, a rinunciare al bando. Secondo l’editoriale di Luigi Sullo di Carta, “il docente di filosofia Marramao, imbarazzato e ignaro delle ragioni del boicottaggio ha deciso di buttarla in corner, dicendo qualcosa di “politically correct” dal punto di vista neoliberista: il mercato ha sempre ragione, e noi ci adeguiamo offrendo concorrenza, invece che monopolio”. In cinque giorni di dichiarazioni e contro battute, mai si spiega, ad esempio, che esiste più che il forte sospetto che la Coca Cola abbia perseguitato, licenziato e – dice il sindacato locale – fatto uccidere lavoratori e sindacalisti dei suoi impianti in Colombia.

“Da una parte, grazie agli studenti universitari, viene introdotta anche qui in Italia la pratica di boicottaggio più diffusa negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove sono già decine le Università che hanno deciso di boicottare la Coca-Cola. Dall’altra ? dichiara un esponente della Rete di boicottaggio alla Coca Cola- grazie alle Botteghe del Mondo, la Rete di Boicottaggio della Coca-Cola avrà sul territorio romano molte opportunità in più di incontrare i consumatori e di spiegare loro le ragioni del boicottaggio. Nelle botteghe verranno infatti proposte una serie di iniziative di sensibilizzazione e saranno stabilmente presenti i materiali informativi della campagna ed i moduli per la raccolta firme con cui abbiamo già superato le 13000 adesioni al boicottaggio.

”Abbiamo pensato che, in un luogo deputato all’alta formazione, si dovesse cercare di toccare anche le tematiche del profilo etico dei consumi, escludere quei prodotti il cui marchio parla di sfruttamento dei lavoratori o violazione dei diritti umani” – afferma la Lista che ha proposto la delibera dell’Università di Roma 3. La proposta, presentata al senato accademico dalla lista di sinistra “Ricomincio dagli studenti”, è stata approvata all’unanimità circa un mese fa e sarà applicata gradualmente perché bisognerà comunque rispettare i contratti con i fornitori ed esaurire i prodotti già acquistati. Ma ha già suscitato numerose polemiche alle quali gli studenti hanno risposto. Nel comunicato stampa degli studenti si sottolinea tra l’altro che “non responsabile il comportamento del Rettore e di alcuni docenti che hanno fatto dichiarazioni in antitesi con quanto da loro sostenuto in Senato; hanno affermato che la mozione passata in Senato (già a disposizione di tutti i membri con una settimana d’anticipo) sia stata condizionata dalla “stanchezza” dei presenti e dal timore di creare “scintille tra i ragazzi”. Gli studenti definiscono inoltre “miope l’atteggiamento di alcuni organi di stampa che hanno presentato la questione come una campagna esclusivamente contro la “The Coca Cola Company” tralasciando la vera natura della delibera approvata: l’esigenza che in un luogo di formazione sia determinante la componente etica come guida nelle relazioni esterne”.

Intanto anche “Roma Equa e Solidale“, associazione che riunisce la maggior parte delle botteghe del mondo di Roma e del Lazio, ha aderito alla campagna di boicottaggio della Coca-Cola. “L’idea di dare vita a ‘Roma Equa e Solidale’ ? dichiara uno degli aderenti a Roma Equa e Solidale – è nata per favorire le botteghe nel fare rete, cioè per socializzare, scambiarsi informazioni, opportunità, idee e creare eventi comuni come questo . La convinzione di fondo che anima il coordinamento è che lavorare in rete sia più coerente con i principi del mercato solidale e più efficiente nel diffondere la proposta di un’economia diversa, che rispetti la dignità di ogni persona umana. Per questo abbiamo aderito convinti alla campagna di solidarietà con i sindacalisti del Sinaltrainal, oggetto in Colombia di una feroce repressione da parte dei paramilitari, per ribadire che la sfida del commercio equo non consiste nel far entrare nel circuito della moda i prodotti del Sud del mondo, ma nel costruire una alternativa economica reale che riduca l’universo degli esclusi.” [GB]

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , ,

si… viaggiare..

18 Marzo 2005 12 commenti


mi sta tornando la voglia di partire.. di nuovo voglia di fuga.. potrei lanciare un appello via blog.. si cercano compagni di viaggio verso destinazione da stabilire.. durata del viaggio da stabilire.. periodo da stabilire.. budget bassissimo.. astenersi viaggiatori troppo comodi e con poca pazienza dato che il sottoscritto è lunatico e scassacoglioni.. il periodo di viaggio sarà molto elastico.. dipenderà sia dalla meta o mete.. dal tempo a disposizione.. dalla durata del denaro a disposizione.. e dalla sopportazione reciproca dei compagni di viaggio.. insomma tutto da stabilire.. anche se se parte.. non accorrete numerosi perchè tanto finisce che non se parte.. o magari partite senza di me.. che tanto è lo stesso..

beh.. si accetta di tutto.. donazioni.. consigli.. ospitalità.. adesioni.. numeri di telefono.. misure.. indirizzi di amici.. etc…

poi magari scrivo anche un post decente..
mo nun me va..

alla salute..

Categorie:Senza categoria Tag:

Pierrot e la luna – Litfiba

16 Marzo 2005 13 commenti

PIERROT E LA LUNA
(17 re)

Luci infrangono lo spazio della vista
Questa notte la notte ha fermato il tempo
La luce e` un vortice
Questa notte non deve finire mai
Perche` sei bellissima
Luna avvolgimi lo spazio della vista
Accarezzo i tuoi occhi e mi resta in mano un po’ di te
La luce e` un vortice
Come frammenti di voci lontane
Bianca lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Sono ancora qui non mi spezzo mai
Potrei vivere nel sogno di volare
Lanciandomi a cavallo delle scie
Alzandomi come sabbia
Come un frammento che cade lontano
Bianche lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Siamo parte della terra

15 Marzo 2005 3 commenti


Nel 1854 il ?grande capo bianco? di Washington (il Presidente degli Stati Uniti, Franklin Pieroe del New Hampshire) si offrì di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una ?riserva? per i pellirosse. La risposta del capo indiano ?Seattle? risulta essere la più bella e la più profonda Dichiarazione mai fatta sull?ambiente.

?Come potete acquistare o vedere il cielo, il calore della terra? L?idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell?aria, lo scintillio dell?acqua sotto il sole, come potete chiederci di acquistarli? Ogni zolla di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel ricordo e nell?esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi reca con sé il ricordo del pellirossa.

I morti dell?uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando errabondano tra gli spazi siderali. I nostri morti non dimenticano mai questa terra magnifica, perché essa è la madre del pellirossa. Siamo parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le creste rocciose, l?aroma dei prati, il calore dei pony e l?uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Per questo, quando il Grande Capo Bianco di Washington ci manda a dire che vuole acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi. Il Grande Capo ci manda a dire che ci riserverà uno spazio ove muoverci affinché si possa vivere confortevolmente fra di noi. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Prenderemo, dunque, in considerazione la vostra offerta, ma non sarà facile accettarla.

Questa terra per noi è sacra.

Quest?acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è solamente acqua, per noi è qualcosa di immensamente più significativo; è il sangue dei nostri padri. Qualora acconsentissimo di vendervi le nostre terre, dovrete ricordarvi che esse sono sacre, dovrete insegnare ai vostri figli che si tratta di suolo sacro e che ogni riflesso nell?acqua chiara dei laghi parla di eventi e di ricordi della vita del mio popolo. Il mormorio dell?acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli, che i fiumi sono i nostri e, i vostri, fratelli e dovrete provare per i fiumi lo stesso affetto che provereste nei confronti di un fratello.

Sappiamo che l?uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte della terra è uguale all?altra, perché è come uno straniero che irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra quel che più gli conviene. La terra non è sua amica anzi un suo nemico e quando l?ha conquistata va oltre. Abbandona la tomba dei suoi avi e ciò non lo turba. Toglie la terra ai suoi figli, e ciò non lo turba. La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli cade nell?oblio. Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo come cose che possono essere comprate, sfruttate, vendute come si fa con le pecore o con le pietre preziose. La sua ingordigia divorerà tutta la terra ed a lui non resterà che il deserto.

Io non so. I nostri consumi sono diversi dai vostri. La vista delle vostre città fa male agli occhi del pellirossa. Ma forse ciò dipende dal fatto che il pellerossa è un selvaggio e non può capire!

Non c?è un posto tranquillo nelle città dell?uomo bianco. Non esiste in esse un luogo ove sia dato percepire lo schiudersi delle gemme a primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse ciò avviene perché io sono un selvaggio non posso comprendere. Solo un assordante frastuono sembra giungere alle orecchie e ferirne i timpani. E che gusto c?è a vivere se l?uomo non può ascoltare il grido del solitario del caprimulgo o il chiacchierio delle rane attorno ad uno stagno? Io sono un pellirossa e non comprendo. L?indiano preferisce il suono dolce del vento che si slancia come una freccia sulla superficie dello stagno, e l?odore del vento stesso reso terso dalla pioggia meridiana o profumata del pino.

L?aria è preziosa per il pellirossa, giacché tutte le cose condividono lo stesso soffio. L?uomo bianco non sembra far caso all?aria che respira e come un individuo in preda ad una lenta agonia è insensibile ai cattivi odori. Ma qualora vendessimo le nostre terre dovreste ricordarvi che l?aria per noi è preziosa, che l?aria condivide il suo soffio con il tutto ciò che essa fa vivere. Il vento che diede il primo alito al nostro avo è lo stesso che raccolse il suo ultimo respiro. E qualora vi cedessimo le nostre terre voi dovrete custodirle in modo particolare, e considerarle come un luogo dove anche l?uomo bianco può andare a gustarsi il vento che reca le fragranze del prato.

Prenderemo in esame la vostra offerta di acquistare le nostre terre. Ma qualora decidessimo di accettare tale proposta io porrò una condizione: l?uomo bianco dovrà rispettare gli animali che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli.

Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere. Ho visto un migliaio di bisonti imputridire sulla prateria abbandonati dall?uomo bianco dopo che erano stati travolti da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non comprendo come il ?cavallo di ferro ? fumante possa essere più importante dei bisonti che noi uccidiamo solo per sopravvivere.

Cosa sarebbe l?uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l?uomo soccomberebbe in uno stato di profonda solitudine. Poiché ciò che accade agli animali prima o poi accade all?uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che calpestano è fatto delle ceneri dei nostri padri. Affinché i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa è arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra è la madre di tutti noi. Tutto ciò che di buono accade alla terra, accade anche ai nostri figli della terra. Se gli uomini sputassero sulla terra sputerebbero su se stessi.

Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all?uomo ma è l?uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate come i membri di una famiglia sono legati ad un medesimo sangue. Tutte le cose sono legate. Tutto ciò che accade alla terra accade anche ai figli. Non è l?uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne è soltanto un filo. Tutto ciò che egli fa alla trama lo fa a se stesso. Lo stesso uomo bianco, col quale il suo Dio si accompagna e dialoga familiarmente, non può sottrarsi al destino comune. Dopo tutto, forse siamo fratelli. Vedremo. C?è una cosa che noi sappiamo e che forse l?uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre; ma non lo potete. Egli è il Dio degli uomini, e la sua misericordia è uguale per tutti: tanto per l?uomo bianco quanto per il pelli rossa. Questa terra per lui è preziosa ed il recar danno alla terra è come disprezzare il suo Creatore. Anche i bianchi spariranno; forse prima di tutte le altre tribù. Contaminate i giacigli dei vostri focolari e una notte vi ritroverete soffocati dai vostri stessi rifiuti.

?..per un disegno particolare del fato siete giunti a questa terra e ne siete divenuti i dominatori, così come avete soggiogato il pellirossa. Questo destino è per noi un mistero, perché non riusciamo più a comprendere quando i bisonti vengono tutti massacrati, i cavalli selvaggi domati, gli anfratti più segreti delle foreste invasi dagli uomini, quando la vista delle colline in piena fioritura è imbruttita dai fili che parlano. Dov?è finito il bosco? Scomparso. Dov?è finita l?aquila? Scomparsa. E? la fine della vita e l?inizio della sopravvivenza.

Riferimenti: Dal sito di Promiseland

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Bevete con me..

14 Marzo 2005 9 commenti


piccoli fiori blu sparsi nel prato che costeggia il parcheggio..
lasciato custode di un castello non mio.. abuserò di questa nuova libertà spandendo nelle stanze profumi di luoghi lontani.. disegnerò sulle pareti tramonti di paesi sconosciuti.. sui vetri volti di altri colori.. non sarò solo.. non sarò contro lo stesso muro.. non cadrò mai sullo stesso pavimento.. viaggerà la mia mente.. andrà lontano.. precederà il mio corpo in un viaggio che non so se mai diverrà realtà.. da solo o in compagnia volerò lontano.. chiunque sarà il benvenuto.. chiunque potrà sedere con me per mangiare e bere.. ho vino rosso e pane da dividere.. musica per l’anima.. profumi per il corpo.. labbra per raccontare storie.. mani per creare illusioni.. chiunque potrà entrare finchè sarò io il custode.. a piedi scalzi cammineremo tra marmo e tappeti attendendo che il mattino ci trovi.. luci colorate danzeranno sulle pareti.. piccole fiammelle su palcoscenici di cera intratterranno gli occhi socchiusi.. guideranno chiunque nel buio vaghi ed un sorriso sarà il solo invito necessario.. allungherò le ore perchè tutto questo duri.. senza catene l’anima è inquieta.. senza padroni il custode danzerà nudo nel freddo alla luce di mille candele.. scalzo sul prato tra piccoli fiori blu..

Categorie:Senza categoria Tag: