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Archivio Febbraio 2005

Notte dopo notte..

24 Febbraio 2005 41 commenti


luna crescente..
nasce..
notte dopo notte..
sempre più grande..
fino al culmine..
tonda..
perfetta..
luminosa..
rilfette tutta la luce..

luna calante..
muore..
notte dopo notte..
sempre più piccola..
fino alla fine..
buio..
assente..
scura..
nell’ombra..

torna..
rinasce..
ricresce..
risplende..
ricala..
rimuore..
notte dopo notte..

l’uomo..
la vita..
nasciamo..
viviamo fino al culmine..
notte dopo notte..
attimo dopo attimo..
alcuni riflettono luce..
altri brillano..
di forme imperfette..
poi caliamo..
lentamente..
fino a non essere più..

ma non siamo la luna..
la sera dopo non torniamo..

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Musica ed una bottiglia di vino rosso rimasta chiusa..

23 Febbraio 2005 11 commenti


Resta con me – Vinicio Capossela

Mi piange negli occhi
l’arte di star
seduto nell’ombra
ad ascoltar
nessuno mai
passa di qua
su questa strada che
non porta a me
ma fa rumore
di baci e parole

Mi passa la vita
ad aspettar
e cade sui tacchi
di chi sa danzar
Ah certo si’,
tu lo sai far
sul passo incerto
del mio turbamento
quando ti sento
spogliarmi dal dolor

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E’ notte e ci soffia all’orecchio
che l’ora gia’ muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

Ti ride negli occhi
l’arte di amar
accendi misteri
senza parlar
sorridi se
io muoio in me
e siedi sull’orlo
dei miei pensieri che
la notte sa
portare a te

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E’ notte e ci soffia all’orecchio
che l’ora gia’ muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

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un ballo solitario..

21 Febbraio 2005 18 commenti


la musica di un tango suona lontana..
le palpebre scendono a coprire gli occhi..
che non vedano più la realtà..
che si perdano nel buio..
il freddo morde le membra..
cielo pulito..
cosparso di stelle
ed incoronato dalla luna..
sembra tanto vicino
da alzare le braccia..
non per implorare..
non per pregare..
per provare a prenderlo..
tentativo inutile..
ma il corpo disegna
una danza involontaria..
tra sapore di tequila..
ed i petali d’una rosa..
la notte è la sua dama
dall’abito nero
e la schiena nuda..
passionale..
dura..
sensuale..
dama dai capelli neri
e pelle d’argento..
chiude gli occhi
mentre volteggia
tra le braccia
di Ramon..

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Ancora e Ancora..

18 Febbraio 2005 18 commenti


tenevo il suo cuore nel palmo della mano..
pulsante di vita colava sangue rosso e denso
mentre lo bagnavo con le mie lacrime..
lo tenevo in alto con il braccio teso
per averlo il più lontano possibile..
m’illudevo..
accecato di rabbia masochistica
bruciavo la mia carne..
urlavo contro me stesso..
parole fredde..
finchè non strinsi troppo il pugno..
finchè non decisi di morire da solo..

torna a ripetersi..
come la storia dell’umanità..
anche quella dell’uomo
torna..
un serpente che si morde la coda..
un circolo vizioso
viziato da evoluzioni temporali..
stesso palcoscenico..
stesso attore..
diversa scenografia..
diverso il cuore..
stesso dramma..

occhi chiusi..
buio..
notte..
urla..
rabbia..
dannazione..
maledizione..
freddo..

infine solo..
torna a ripetersi..
l’uomo che indossa
il suo dolore..
stesso attore..
stessa vita..
illusione di mutamento..
sul palcoscenico della vita
la commedia va in scena
senza pubblico..
muta..
nel buio..

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Sogni grandiosi..

17 Febbraio 2005 10 commenti

Sogni grandiosi – Bandabardò

Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
ma mi dirai ?Ah, poesia!!
Non si mangia, sai, con la poesia!!?
Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
pensa se la gente, invece del potere,
pensasse all’amicizia come modo per godere

E come capi indiani, magia,
si fuma per la pace
ma tu mi dirai ?Poesia,
non si mangia con la poesia!!?
basta! Per me questo è un duello
devo salvar la testa perché dentro c’è il cervello!
E come un aquilone
volare via spezzando il filo…
…Lo vedi si può volare
e non smetter di pensare
animo, animo, i tempi duri passano

Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
per combattere la noia e la nevrosi
e se ancora non ci credi fa come vuoi
io mi lancio verso il cielo, apro le braccia
e poi…
…Lo vedi si può volare

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Dedicata a GiBi e Nick..

16 Febbraio 2005 3 commenti


Perchè qualcuno che ci crede c’è ancora..

Altri mondi – Modena City Ramblers

Quanto dolore, quante tensioni
Nascoste tra noi nei nostri pensieri
Troppi nemici, troppi veleni
Nascono tra noi, nei nostri desideri
Molto lontani dalla realtà
Troppo lontani dalle verità

Noncuranti dei bisogni
Delle nostre paure
Paura di volare, paura di morire
La paura di non sapere più da che parte stare
Non riuscire più a distinguere cos’è il bene ed il male
Another world is possible
Un otro mundo es posible
Un altro mondo è possibile
Un autre monde est possible
Di nascosto nei palazzi delle nostre città
Si sezionano le sorti dell’umanità
Noncuranti dei bisogni, dei nostri desideri
Delle nostre paure, paura di morire

Segnali ribelli, voci pirata
Nel nostro medioevo frequenze illegali
Corrono veloci le comunicazioni
Rimbalzando tra i satelliti ultraplanetari
Arrivano, colpiscono, confondono e cancellano
Riscrivono di colpo tutto ciò che è stato
Ma non è troppo tardi ancora, non è tardi per cambiare
Per sognare altri mondi non è mai troppo tardi
Another world is possible…!

Di nascosto nei palazzi delle nostre città
Si sezionano le sorti dell’umanità
Noncuranti dei bisogni, dei nostri desideri
Delle nostre paure, paura di morire
Cambiare!

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Silenzioso..

15 Febbraio 2005 15 commenti


ciotola senza equilibrio
instabile
sul filo della vita
che corre dritta come un binario..
mi colmo di pioggia
finchè un vento notturno
conclude
il mio precario equilibrio
coricandomi su un lato..

mi svuoto e mi rialzo
in un gioco eterno..
in un moto perpetuo..
come la canna di bambù
in una fontana
di un giardino zen..

abbassa il capo
colmandosi d’acqua..
pienezza..

sbatte i piedi sulla roccia
lasciando scivolare l’anima..
vuoto..

ritmico battito di cuore
genera un eco infinito..

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Anime e vicoli di calcare..

14 Febbraio 2005 6 commenti

Inutilmente tentate di violentarmi l’anima.
Inutili attacchi..
è qualcosa che non raggiungerete mai..
è al di là delle vostre umane possibilità..
Voi che aspirate ad una inutile perfezione..
non capite..
Siamo umani perfetti solo nella nostra divina imperfezione..
non è migliorando l’apparire che sarete eterni..
inutile discorso..
melodie già sentite troppe volte che sanno di muffa e putrefazione..
carni plastificate su cui neanche i vermi banchetteranno..
involucri sempre più simili a confezioni da supermercato..
si comprano a peso..
il taglio migliore costa di pù..
il mio è una cambiale..
un debito..

inseguitelo..
braccatelo..
sarà inutile..
sarà goccia di pioggia che bagnerà la terra..
amante imperfetto
di una vita imperfetta..
pulsa un surrogato di cuore
al ritmo della musica
che invade la testa..
Non è la tua voce che canta..
Non è la mia storia che racconto..

Strade piccole e dissestate..
Roccia viva e pulsante..
Paese precario sull’orlo della valle..
piccolo gioiello incastonato nel verde..
ritrovo di evasioni ed illusioni
che durano poche ore..
Tana di anime elevate
invaso nei fine settimana
da orde di involucri surgelati..
cosa cercate?
cosa sperate di trovare?
vi aggirate tra quei piccoli vicoli
con andatura instabile
quasi quanto i muri a cui chiedete aiuto..
volete assorbire un’energia che non conoscete..
una conoscenza che non vi appartiene..
volete sporcare anche qui..
vi portare via piccole opere d’arte
e sorridete..
faranno bella mostra sui vostri pensili..
saranno argomento di discussione con i vostri amici..
ma comprenderete mai cosa sono?
accarezzando quel pezzo di legno
intagliato da M. ne sentirete l’anima?
ne rivedrete il viso sorridente
incorniciato dalla barba bianca?
gli occhi luminosi e profondi?
sentirete dentro di voi scorrere qualcosa?
o srà solo il pezzo perfetto
che vi serviva per chiudere quello spazio
sulla parete?
è inutile che correte fumando
per quelle piccole strade..
inseguite solo illusioni..
le vostra illusione di essere quello che non siete..
sfuggirete agli sguardi di chi la sua via
l’ha cercata e trovata in un piccolo borgo
al confini della provincia tra i boschi..
un luogo in cui si respirano emozioni uniche..
una piccola fortezza senza mura
senza cannoni e senza difese..
dove non arriverete mai a violentare
le loro anime..

un rifugio unico
per anime uniche..

ma state attenti ad andarci
perchè quelle anime sanno guardarvi dentro..

Colonna sonora – Placebo – Sleeping with Ghosts

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Canzoni di una notte..

11 Febbraio 2005 6 commenti

L’uscita di scena – Marlene Kuntz

Poter avere il sangue freddo di dire
qualcosa che abbia un suo valore speciale
per una frase di congedo finale
da tutto quanto è lì per finire.

Non all’onore e a dignità d’intenti
non al terrore di terrori indecenti
non all’orgoglio da esibire con pena
alludo quando penso all’uscita di scena.

Quel che piacerebbe a me
è una specie di neutralità
a passione zero.
Quel che piacerebbe a me
è un’indifferenza orribile…
più o meno.

Né ad un sospiro che traduca il rimpianto
o alla miseria di un qualsiasi pianto
e neppure ad un coraggio che
sia della vanità il paggio.

E non vorrei nemmeno le religioni
a dar via libera alle apprensioni
per formulare lo scongiuro
di una preghiera che s’intoni col futuro.

Quel che piacerebbe a me
è una specie di neutralità
a passione zero.
Quel che piacerebbe a me
è un’indifferenza orribile…
più o meno.
Quel che piacerebbe a me
è la cosa più improbabile:
so che è vero.

Con un sorriso di mestizia sopita
io vorrei dirLe “Questa è la mia vita”
e con un gesto bello e naturale
abbandonare il corpo
e stare ad aspettare.

Quel che piacerebbe a me…

Ci siamo amati – Marlene Kuntz

Hey, ho goduto proprio a tutto spiano
e mi è successo solamente pochi secondi fa.
Una gioia mi ha beato il viso
vagolante di felicità

e qualcosa certo non da meno
ha preso vita per impadronirsi tutto di me,
proiettandomi in un paradiso
(non ci pensate…artificiale non è):

contagiosamente un batticuore
da magnifica ed emozionale elettricità.

Girami dentro dunque, non ti fermare,
sono a regola d’arte, sono come mi vuoi.
Ti giro dentro, che mi va di parlare
della cosa speciale che succede fra noi.

Più veloce di un mortal veleno
hai bloccato i gangli della mia normalità
e nell’estasi mi sono arreso
alla tua irresistibile musicalità.

Ti ho voluta senza pormi freno
e mi hai pervaso quasi fossi la mia divinità.
Ora che son fuori dal paradiso
lascia con me le tue sonorità

per tenere vivo un batticuore
da magnifica ed emozionale elettricità.

Girami dentro dunque, non ti fermare,
sono a regola d’arte, sono come mi vuoi.
Ti giro dentro che mi va di parlare
della cosa speciale che succede fra noi.
Quando il crescendo arriva fatti guardare:
sarò in fregola d’arte, proprio come mi vuoi.
Suonami dentro, che mi va di parlare
dell’orgasmo finale che si sfoga tra noi.

Danza – Marlene Kuntz

Danza per me questa canzone
al passo della malizia,
dai vita alla mia illusione
facendo che ti piaccia.
Molle ti sogno fra le note
spargendovi sensualità:
quando saranno inebriate
la musica migliorerà

ed ancora più bella diventerai
anche tu.

Offri te stessa a una cadenza
che sia indolente e morbida
con una vaga decadenza
di corpo che si abbandona.
Emani la pelle il suo profumo
con generosità
e venga il tuo ballo più vicino:
la musica si apparterà.

Belle entrambe, più bella diventerai
solo tu.

Porta un respiro azzurro chiaro
con movenze rosa polvere,
dal nero del tuo venir piano
che sta per sopraggiungere.
Lilla è l’ombra del sorriso
che s’apre su di me:
diventa albicocca intorno al viso…
(è qui per farsi mordere?)

La tua danza è sospesa:
è per dirmi che ora tocca a me?

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il fantasma cammina nella notte grassa..

9 Febbraio 2005 9 commenti


Stanotte girano
le maschere..
volano i coriandoli
anche il diverso
diventa normale..
Notte
di saltimbanchi
e giocolieri..
notte in cui
il re pazzo
viene portato in trionfo..
Notte senza luna..
Notte in cui
tutto accade..
Anche le magie
le stregonerie
le illusioni
sono verità
ed il vino rosso
scorre nelle vene..
Nettare degli dei
nel corpo dei mortali..
Angeli e demoni
camminano sotto braccio..
Improvvisano un tango
su musiche soavi..
Inganna gli occhi degli uomini..
Inganna i sensi tutti
il demone parassita..
Il vampiro dagli occhi bassi
e lo sguardo sfuggente..
Parla alla luna
anche se nessuno l’ascolta..
Il fantasma è in cammino
nel buio
e si confonde tra le maschere..
Non ha trucco..
Non ha sortilegi..
è uno come tanti
in questa grassa notte di festa..
è sceso dalla cattedrale
tra gli uomini ignari..
Calpesta le strade
in cerca della sua zingara gitana..
Cerca le sue labbra..
Vuole il suo cuore da mordere..
Porta in dote un’anima sgualcita
ed un petto vuoto..
Si perde nel buio
camminando silenzioso..
Sa che alla fine
troverà la luna
che riflette il sole
e scalderà la sua anima
tenendolo tra le braccia
con tutta la dolcezza
di una tenera amante..

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