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Archivio Novembre 2004

vola con me..

29 Novembre 2004 12 commenti


ho vestito il corpo di nero.. cappotto di pelle lungo.. pantalone militare.. scarpe da ginnastica.. un contrasto.. come sempre.. lo stomaco brucia.. l’anima anche.. e io? io brucio di freddo stanotte.. qualcuno m’ha detto che vorrebbe urlare che spappola i cuori.. che non merita.. beh.. io l’ho fatto.. più d’una volta ed ho scoperto che il mondo se ne frega.. mi ha detto che fa parte della vita.. e che non sono l’unico.. anzi che secondo lui nemmeno è vero.. perchè chi si mette a dire ste cose è colui che il cuore ce l’ha davvero spappolato.. allora ho infilato una mano nel mio petto ed ho visto che dentro non c’era nulla.. ho scoperto che dove avrei dovuto avere un cuore c’era solo una prugna secca.. ho scoperto che un cuore se non lo lasciamo spappolare non serve a un cazzo.. ho scoperto che cadere fa male.. cazzo se fa male.. ma mica ci pensi mentre te ne stai lassù e voli sopra le nuvole.. ho scoperto che corro dietro alle persone sbagliate.. e che questo mi porta a star male.. ma mentre corro non mi preoccupo di cadere.. ma mentre le tengo strette e brucio insieme a quel sole me ne frego se domani starò di nuovo al buio..
non credo che sia cambiato molto.. al posto del cuore c’ho sempre una prugna secca.. anzi se vi serve che non ruscite ad andare al bagno.. ma ho scoperto un sacco di cose.. tra cui il fatto che l’unico modo per non soffrire è non vivere.. l’unico modo per non cadere è non volare.. beh.. mi spiace.. ma non vivo sotto una campana di vetro.. qualcuno non si fece i cazzi suoi e la ruppe sta campana che mi ero costruito tanto bene e mi buttò in mezzo al mondo.. bastò l’amore d’una persona.. ora passeggio.. cammino.. volo e cado.. a volte sono io che faccio cadere.. ma è la vita che è cosi.. e se cadendo mi farò sempre più male sarà perchè volando sarò andato sempre più in alto.. e prima o poi lo raggiungerò sto cazzo di sole.. anzi sapete che c’è.. c’ho preso gusto e non mi basterà più il sole.. voglio andare più su fin quando cadendo non ci resterò secco..

ed eccomi qui allora.. cane rabbioso che digrigna i denti ricoperto di pelle nera non sua.. saltello come uno stupido nel tentativo di volare.. e mi spacco le ossa contro il pavimento.. sono stupido e non voglio farci nulla.. masochista chissà.. forse si.. abbastanza da spaccarsi una mano contro un muro.. abbastanza da camminare sotto la pioggia ubriaco fino a mattina.. eppure ritrovare quel pensiero..

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boh..

29 Novembre 2004 4 commenti


Questo fine settimana ho lasciato la testa sotto il letto.. volevo viaggiare leggero.. ho portato con me pochi pensieri.. ma di quelli che non risiedono nel cervello.. questi li porto dentro l’anima.. per quanto possa esser strano.. non ho dormito praticamente per niente.. ma va bene cosi.. ho devastato il mio fisico con qualunque cosa mi capitasse a tiro.. era da molto tempo che non succedeva.. ammetto di aver esagerato, ma stamattina sono riuscito ad alzarmi dal letto tutto intero e con un mezzo sorriso… nonostante sia lunedi.. Sono arrivato in ufficio tardissimo e dovrò rimanere fino a tardi per recuperare.. C’ho mal di testa post sbornia da ieri mattina.. c’ho una fame pazzesca dato che non mangio da venerdi sera.. cena appena decente.. ma in quel posto non ci si torna più.. non vale la pena.. Venerdi prossimo si torna all’Accademia del Mascellone.. ;)

Venerdì è tramontato il sole ed è riapparso stamattina.. ho passato queste giornate e queste notti perso senza controllo.. ho fatto cose che non ricordo.. ma non rimpiango nulla.. ho passeggiato da solo immerso in una leggera nebbia in compagnia di un pensiero.. o di un sogno.. ho ritrovato la mia dannazione ad aspettarmi fuori dalla porta.. c’eravamo persi di vista durante la notte tra i fumi della tequila.. tanto lo sa che in un modo o nell’altro a casa ci torno sempre.. mi pulsano le tempie per il mal di testa.. il cielo è nuvoloso.. e non riesco a scrivere.. non mi piace sto post..
stanotte non riuscivo a dormire e mi sono visto Apocalypse Now..
è stato il delirio.. un viaggio senza fine che ancora non è giunto al termine.. ancora devo trovare il mio colonnello Kurtz.. se fossi io stesso questo colonnello fuori di senno perso nella giungla? se fosse invece l’unico sano di mente? se, come si domandava il capitano Wilard sulla barca che attraversava tutto il Vietnam, “avesse capito come funzionano le cose ed è per questo che lo vogliono morto”? è questo che temono.. che un giorno si prenda coscienza.. si aprano questi cazzo di occhi.. e per questo quando succede.. quando se ne sente la minaccia nell’aria si corre ai ripari.. anzi corrono ai ripari.. tagliando alla radice il problema.. il primo fu Dio.. con Lucifero.. suo angelo.. anarchia.. ed Adamo ed Eva.. libertà.. e tutti i grandi.. chiunque ha avuto il coraggio di alzare al testa e dire quello che pensava.. chi ha avuto il coraggio di guardare le cose in modo diverso.. a modo suo.. senza condizionamenti.. un elemento di instabilità.. di possibile rivolta contro il sistema costituito.. alla fine tradito ed eliminato.. non si può rischiare che altri seguano le sue orme.. capiscano le sue parole.. cerchino d’essere quel che sono..
siamo riusciti a rendere conformisti persino gli anti-conformisti.. devi vestire secondo una moda per essere fuori moda.. l’unico modo per essere davvero diversi è essere..

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Una storia ed una canzone nella testa..

26 Novembre 2004 9 commenti


C’ho una storia in testa da qualche giorno.. è lì che staziona in un angolo del cervello e non ha nessuna intenzione di venir fuori.. Se ne sta seduta comoda, fuma e beve.. si guarda attorno e mi sfida.. So che non uscirà finchè non decide che è il momento.. So che dovrò trovarle una colonna sonora.. pretende.. Ho provato a farla uscire un paio di volte.. ma non è andata.. non è venuta naturale.. eppure la vedo nella mia mente.. come un film.. conosco i personaggi.. la loro storia.. darò loro vita per il tempo d’una storia.. sarò loro genitore.. loro creatore e dio.. ed è giusto che pretendano da me qualcosa.. Una musica.. Ci vorrebbe un jazz.. un malinconico jazz.. è una storia in penombra.. una notturna.. come il mio solito.. si accettano consigli.. ovviamente..
A proposito di musica.. una strana coincidenza ieri mi ha portato su questa canzone.. L’ho ascoltata stanotte.. e la sto ascoltando ora..

grazie M.

buon ascolto..
buona lettura..

Nobody’s Wife – Anouk

I’m sorry for the times that I made you scream
for the times that I killed your dreams
for the times that I made your whole world rumble
for the times that I made you cry
for the times that I told you lies
for the times that I watched and let you stumble

It’s too bad, but that’s me
what goes around comes around, you’ll see
that I can carry the burden of pain
’cause it ain’t the first time that a man goes insane
and when I spread my wings to embrace him for life
I’m suckin’ out his love, ’cause I, I’ll never be nobody’s wife

I’m sorry for the times that I didn’t come home
left you lyin’ in that bed alone
was flyin’ high in the sky when you needed my shoulder

you’re like a stone hangin’ round my neck, see
cut it loose before it breaks my back, see
I’ve gotta say what I feel before I grow older

I’m sorry but I ain’t gonna change my ways
you know I’ve tried but I’m still the same
I’ve got to do it my own way

It’s too bad, but hey, that’s me
what goes around comes around, you’ll see
that I can carry the burden of pain
’cause it ain’t the first time that a man goes insane
and when I spread my wings to embrace him for life
I’m suckin’ out his love, I, I’ll never be nobody’s wife

It’s too bad, but hey, that’s me
what goes around comes around, you’ll see
that I can carry the burden of pain
’cause it ain’t the first time that a man goes insane
and when I spread my wings to embrace him for life
I’m suckin’ out his love, I, I’ll never be nobody’s wife

——

La moglie di nessuno

Mi dispiace per le volte che ti ho fatto gridare
per le volte che ho distrutto i tuoi sogni
per le volte che ho disintegrato tutto il tuo mondo
per le volte che ti ho fatto piangere
per le volte in cui ti ho detto bugie
per le volte che ho guardato e ti ho lasciato sbagliare

E? terribile, ma sono io
Quel che si da ritorna indietro, vedrai
posso portare con me il peso del dolore
perché non è la prima volta che un uomo impazzisce
e quando piego le mie ali per abbracciarlo per la vita
succhio fuori il suo amore, perché io,
io non sarò mai
la moglie di nessuno

Mi dispiace per le volte che non sono tornata a casa
ti ho lasciato steso in questo letto da solo
volavo alta nel cielo quando avevi bisogno delle mie spalle
sei come una pietra legata al collo, vedi
tagliala slegala prima che mi rompa la schiena, vedi
ho detto quello che sento prima di
diventare troppo vecchia

Mi dispiace ma non cambierò la mia strada
sai ho provato a cambiare
ma sono ancora la stessa
devo andare per la mia strada

E? terribile, ma hey, sono io
Quel che si da ritorna indietro, vedrai
posso portare con me il peso del dolore
perché non è la prima volta che un uomo impazzisce
e quando piego le mie ali per abbracciarlo per la vita
succhio fuori il suo amore, perché io,
io non sarò mai
la moglie di nessuno

E? terribile, ma hey, sono io
Quel che si da ritorna indietro, vedrai
posso portare con me il peso del dolore
perché non è la prima volta che un uomo impazzisce
e quando piego le mie ali per abbracciarlo per la vita
succhio fuori il suo amore, perché io,
io non sarò mai
la moglie di nessuno.

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E ti vengo a cercare – Franco Battiato – C.S.I.

25 Novembre 2004 5 commenti

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

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Cirano – Francesco Guccini

24 Novembre 2004 6 commenti

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria,
ma non avete scorza;

godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.

Gli orpelli? L’arrivismo?
All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti,
politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto,
assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;

coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore,
l’ avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.

Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.

Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano.

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Notte

23 Novembre 2004 2 commenti

Ho bruciato troppi incensi stanotte e nella stanza non si respira più. La testa è leggera. Devo uscire. Si vede il fumo bianco immobile, sospeso nell’aria. Troppi profumi mischiati che non si riconoscono più. Spengo lo stereo mentre i Modena mi cantano la storia di Remedios la bella, che dalle stelle scese e dalle stelle venne rapita. Che fosse un angelo? O una stella anche lei? Angeli e stelle.. Indosso il giubbotto e la sciarpa rossa mentre fendo il fumo con le braccia provocando piccoli vortici. Un soffio per spegnere le candele, scende il buio sul silenzio ed io esco.
Fuori piove piano. Piccole gocce sul viso. Sanno di baci leggeri. Sento dalla sciarpa salire i mille profumi degli incensi. Opium, sandalo, vaniglia, muschio bianco e molti altri. Ne ho accesi parecchi, la notte è lunga e non è più sicura canta Vasco. Non lo è mai stata, aggiungo io, è per questo che esco di notte. Mi accendo una canna mentre sono ancora sotto la pioggia, e vedo le piccole macchie scure che si formano sulla cartina. I lampioni della zona mandano la solita luce arancione che viene riflessa dalle pozzanghere nere. Mi affaccio e mi specchio in una di queste anch’io per vedere che viso ho stanotte. Vedo la sciarpa e le guance senza barba. Ho tagliato via il pizzeto, per errore, qualche giorno fa. Una mattina in cui il corpo era in bagno a radersi ed il cervello chissà dove, forse ancora sul cuscino a dormire. Che sia per questo che non faccio mai la barba di mattina? O forse solo per non vedere il mio viso nello specchio? Rido a questi pensieri, muovo le acque con un piede, cancellando il mio riflesso e riprendo a camminare sotto la pioggia.
Si sentono i rintocchi delle campane di una delle tante chiese di questa città. Segna l’ora come non si fa più da molto tempo. Tre rintocchi grandi e due piccoli. Sono le tre e mezza e piove. In giro non c’è nessuno, è lunedì e domani si lavora. Si rientra nell’ingranaggio solito. Si indossa la maschera da normale. Io indosserò le mie solite occhiaie e lo sguardo assonnato.

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Calze nere..

23 Novembre 2004 1 commento

Le gambe fasciate dalle calze nere si muovono sinuose. Infilate negli stivali, neri anch’essi, richiamano alla mente l’andatura di una pantera in una notte africana. Gambe perfette e bellissime che attirano mille occhi. Muovono passi sicuri nella notte, passi da predatore che sanno di pericolo. Passi di chi nella vita ha camminato tanto. Nere colonne che escono da una minigonna jeans tanto perfette da far invidia a Leonardo scultore, sono melodia nei miei occhi. Sensuali quanto letali, non riesco a staccare lo sguardo. Le osservo muoversi e confondersi nel buio come se ne facessero parte. Nere autostrade d’asfalto che conducono verso il paradiso. Ne sono rapito ed estasiato.

Illusione che m’accompagna all’inferno. Generata dall’anima che brucia. Mi tieni lontano. Vedo le tua gambe da pantera portarti via. Non ti seguirò, se non girerai il tuo viso. Non ti rincorrerò, se non mi lascierai uno uno sguardo. All’inferno sono abituato, è del paradiso che forse ho timore. Eppure, è te che vorrei qui. Tu che mi sfuggi. Tu che mi confondi l’anima. Tu che hai paura più di me. Si dice che in amor vince chi fugge, ed io con te sto sbagliando tutto. Ma sono fatto cosi. Non so fingere. Non so indossare maschere e non so essere cattivo. Sono un sognatore molto distratto. Inseguo un sogno ribelle e lontano che so non diverrà mai realtà. Un sogno che corre nella notte. Un sogno che non credo di meritare e che merita molto più di me. Forse un diavolo forse un angelo.. La stella cadente che inseguo.

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Sogno

23 Novembre 2004 2 commenti

La camicia bianca aperta che contrasta con l’intimo nero ricamato.. i capelli che ti scendono lungo le spalle e t’incorniciano il viso.. sdraiata su un fianco ti guardo senza poterti raggiungere.. immagino le mie mani che ti accarezzano.. la pelle liscia scorrermi sotto i palmi.. tra le dita.. lungo i fianchi.. dietro la schiena.. ti abbraccio e ti porto a me.. gli occhi circondati dal trucco nero come i capelli.. risaltano e colpiscono.. Tutti ti dicono che ci si perdono nei tuoi occhi.. Accadrà anche a me.. ma io sono già perso nella tua anima e mi ritroverò sulle tue labbra rosse su cui nasce il mio nome.. Guardo il tuo seno.. i tuoi capezzoli.. li sogno contro il mio petto.. li desidero nella mia bocca silenziosa.. con gli occhi chiusi sento il tuo viso.. lo accarezzo.. ti sfioro gli occhi.. il naso.. le labbra con la punta delle dita.. m’illudo che sia reale.. sento i tuoi occhi scrutarmi dentro.. le mie dita infilarsi tra i tuoi capelli.. il caldo del tuo respiro sul viso.. sulle labbra.. mentre si avvicinano.. sento il frusciò della camicia.. sento l’anima urlare che nulla è reale.. ma non l’ascolto perchè sono perso.. in un sogno labirintico.. sono divenuto sogno anch’io.. domattina mi sveglierò ancora in un inferno d’illusione, ma per stanotte troverò la mia morte sulle tue labbra lontane..

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Senza titolo..

23 Novembre 2004 6 commenti

Trema una foglia nel vento..
Malinconia..

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bruciano..

22 Novembre 2004 2 commenti

prendono vita al calar della sera..
crescono da una piccola scintilla..
finchè giunge la notte che li vede in piedi..
s’avvicinano e s’allontantano..
si cercano finchè non si trovano..
si sfiorano..
giocando con complicità..
si nascondono e s’inseguono..
son lingue rosse di fuoco che danzano..
si circondano..
si scaldano..
bruciano ed illuminano..
s’uniscono e si miscelano..
l’uno nell’altra..
salgono verso il cielo..
sono anime e sogno..
non hanno corpo..
ma si sfiorano le pelli..
non hanno volto..
ma si cercano le loro labbra..
anime che bruciano..
senza identità..
sono parola e sensazione..
sono emozione e desiderio..

Se chiudo gli occhi ti vedo..
Eppure non sei qui..

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