Archivio

Archivio Maggio 2004

addi e serpenti

31 Maggio 2004 7 commenti

ci sono addi silenziosi e letali come serpenti..
ti arrivano alle spalle e ti mordono..
improvvisi..
forse attesi..
ormai avvelenato muori lentamente..
rallentano le funzioni vitali..
sempre più..
fino a smettere..
a finire..
fino a scomparire..
a non essere più..
niente..
morto..

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Fantasmi..

31 Maggio 2004 5 commenti

in questo week end ho preso la mia testa e l’ho chiusa in un baule, vicino dove tengo quello straccio d’anima che m’è rismasto..
mi sono perso in mondi opposti e lontani..
ho nuotato in liquidi dorati fin nel fondo di bicchieri anonimi perso in locali puzzolenti e fumosi in compagnia di manichini e pupazzi..
mi sono avvolto in strisce di carta leggera insieme a tabacco d’oltreoceano..
ho bruciato ad ogni ora insieme ad incenso indiano confondendomi con le grigie spirali di fumo nella speranza di salire fino alla luna e oltre..
sono stato lupo senza branco nelle notti capitoline..
ho sbranato agnelli offerti in sacrificio da altri per paura.. non per amore o rispetto.. ma per paura..
sono stato fantasma d’un uomo.. lo sono ancora..
spavento.. con cattiveria.. rabbia.. disinteresse..
agito le mie catene nella notte mentre il mondo dorme vestendo il mio sudario grigio.. tengo in mano un JD e una canna.. nella tasca un revolver caricato con pallottole d’argento.. non è per i lupi mannari. è per me.. per la mia anima che ogni tanto riesce a fuggire dalla sua prigione e mi corre contro come una bestia rabbiosa, ringhiante, pronta ad affondare i suoi artigli nella mia carne..
ma i fantasmi non hanno carne da offrire a zanne affamate di sangue..
solo whisky invecchiato con cui inebriare i sensi e consegnarti inerme al mostro..
sono un demone.. ho colore del sangue, ma mi nutro di paure nascosto nella penombra d’una grande città in cui vagano corpi vuoti e soli..
l’anima l’hanno venduta appena raggiunta l’età della ragione.. il cuore l’hanno barattato per un pò di falsa sicurezza.. e a me povero diavolo cosa rimane se non le loro paure.. le loro ipocrisie..

perso e solo in labirintici sotterranei psicadelici vedo abbacinanti soli creare illusioni e miraggi davanti ai miei occhi.. nella mia mente.. introspezioni inutili.. inganni percettivi di allucinazioni drogate ed ubriache.. esplosioni di colori.. buchi viola che attirano e bruciano.. soli spenti che galleggiano ormai inutili in uno spazio freddo e senza suoni ospitato nel petto di esseri dalle vaghe sembianze umane.. emettono suoni striduli che feriscono le orecchie.. invano il tentativo di capirli.. parlano lingue diverse dalla mia e barcollando me ne vado immergendomi nell’ombra..

Categorie:Senza categoria Tag:

‘ndo vado??

28 Maggio 2004 2 commenti


Mi ritrovo a camminare in un deserto di sabbia nera.. Sensazione di stranimento.. Come quella di chi si è appena svegliato in un posto nuovo e sconosciuto dopo una sbronza.. ma senza mal di testa..
Cosa ci faccio qui in mezzo al nulla? Come ci sono arrivato? Cos’è sto posto?
Sarebbero queste le prime domande che dovrei pormi.. le prime parole che mi dovrebbero salire alla mente.. dovrebbero.. ma tanto non avrei risposte da darmi per cui evito di farmi domande inutili e mi accendo una canna tirata fuori da chissà dove.. è per sentire qualcosa di familiare.. un sapore che conosco.. il fumo caldo nella bocca.. unico legame con una realtà che non so più dove sia.. mentre me ne sto in piedi in mezzo a quel deserto di sabbia nera senza pormi troppe domande..
Alzo lo sguardo verso l’alto solo per scoprire che non c’è un sole ma uno strano spicchio argenteo che gioca con le nuvole.. luminescente e pallido se ne sta lassù dondolante come se fosse appeso con delle corde ad una scenografia di teatro.. eppure non soffia un alito di vento.. nulla.. tutto è assolutamente fermo.. ma tutto cosa? non c’è niente attorno a me.. niente.. solo sabbia scura.. nera.. come un cielo notturno senza stelle..
la canna intrappolata tra le mie dita sembra non voler finire e brilla nel buio.. la cenere cade e si confonde tra la sabbia.. butto fuori il fumo chiaro.. mi guardo attorno.. nulla.. silenzio.. non fa caldo, ma nemmeno freddo.. i piedi nudi sono immersi nella sabbia fino alle caviglie.. uno sguardo al cielo, ammesso che lo sia, ed inizio a camminare..
la sabbia rende i passi pesanti e faticosi.. ma la sensazione dei granelli tra le dita e sotto i piedi è piacevole.. non penso che non ho idea di dove sto andando.. del resto, non sapendo dove sono o da dove vengo, non ha nessuna importanza sapere dove vado.. continuo a camminare ed a fumare.. se questa nuova realtà sia migliore o peggiore di quella dov’ero non so dirlo.. ma intanto sto qua.. cammino e fumo..
prima o poi sta canna dovrà finire..
o troverò qualcuno con cui dividerla..

Categorie:Senza categoria Tag:

du palle

25 Maggio 2004 12 commenti

Sono fermo davanti a sto schermo da alcuni minuti.. Non è che non abbia nulla da scrivere.. o forse si.. è proprio questo..
ma..
passano i pensieri e ne passano pure tanti.. vanno e vengono a loro unico piacere.. egoisti ed insensibili scorrazzano nella mia testaccia senza sosta.. volano da una parte all’altra del cranio rimbalzando senza controllo addosso le pareti del teschio.. sembrano palline di gomma impazzite.. piccole meteoriti.. o missili.. di quelli intelligenti..
pure i missili sono intelligenti de sti tempi..
meno male che io sono stupido..

anche se una cosa in comune con quei missili ce l’ho.. ovvero predico bene e razzolo male.. come quelle bombe.. si dichiarano intelligenti e poi commettono sbagli da idioti.. eppure una differenza c’è.. quei “cosi” sono pur sempre guidati da qualcuno..
io? io da nessuno..
io le cazzate le faccio da solo.. per mia iniziativa.. per mia scelta.. per mia voglia o bisogno.. e me ne assumo le responsabilità belle o brutte che siano..

voglia o bisogno.. che parole strane.. eppure sono cosi vicine che spesso si confondono.. si scambiano di posto e coprono i nostri occhi con lenti colorate che ci fanno sembrare le cose leggermente diverse.. lasciamo da parte le voglie per tenere i bisogni.. il bisogno appagato è una sicurezza.. anche un accontentarsi di poco, ma almeno avere qualcosa..
la voglia da inseguire è incertezza.. è rischio.. è spesso lotta.. ma se soddisfatta è tutto..
il bisogno è forse più egoistico della voglia stessa..
ma alla fine è facile parlare..

..e quando siamo noi a dover rinunciare fa male..

..du palle..

Categorie:Senza categoria Tag:

Micropost ovvero un articolo essenzialista..

20 Maggio 2004 5 commenti
Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

inizia il caldo..

18 Maggio 2004 5 commenti

Fa caldo.. durante il giorno..
arriva l’estate ed invece di dimagrire, ingrasso.. vabè..

la notte il fresco la fa ancora da padrona..
è una temperatura ottimale per uscire..
da solo o in compagnia.. l’importante è uscire..
fuori da una stanza che stringe come una cella..
nell’aria.. nella notte..

c’è la voglia di vedere gente..
ma dipende anche dalla gente..
e si sa.. i miei rapporti umani non saranno mai “normali”..
ammesso di capire cosa è normale..

è sempre la storia degli istrici..
che non ricordo bene..
ma che inizia a starmi sulle palle..
come sulle palle mi stanno i pensieri..
e la difficoltà di mostrare..

pensare di aver detto..

volere e non poter avere..
sognare e poi essere svegliati..
dover star lontano quando si vuole essere vicino..

silenzio..
fa caldo..

Buonanotte fantasmi..
vi aspetto nei sogni..

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Qualche splendido giorno – Modena City Ramblers

14 Maggio 2004 4 commenti


Il faro tagliava la notte,
un filo d’acqua bagnava la strada.
Camminavano insieme in direzione del ponte.
Da un portone una tromba suonava.
Lei guardava in basso le scarpe,
tra cicche spente,
giornali e lattine.
Lui fischiava un vecchio blues
e pensava ad una cosa qualunque da dire.

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Una vecchia indiana vestita di giallo
li osservava seduta a un balcone.
Lei sorrise appena e gettò una moneta
al mendicante dal cappello marrone.
Lui marcava i passi come Jimmy Dean,
masticando una frase d’addio.
“Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta,
quando vedi che il racconto è finito.”

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Il marciapiede era grigio e deserto,
nella notte un lampione brillava.
Lui la strinse forte al suo fianco,
mentre lontano un cane abbaiava.
“Era tutto scritto da sempre sai.
Era racchiuso nel mazzo di carte.
Che la donna rossa si incontra col fante,
ma alla fine il giro riparte.”

Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai,
in qualche splendido giorno.

Lei gli disse: “Che il viaggio sia buono.”
Lui rispose soltanto: “Lo sarà.”

Seduto sulla sponda del fiume..

7 Maggio 2004 9 commenti


Seduto sulla sponda del fiume ho aspettato di veder passare il corpo del mio nemico. La mia attesa è stata ripagata. Quel corpo è passato, trasportato dalle acque. Ma aveva il mio volto..
Seduto sulla sponda del fiume ho aspettato di veder passare il corpo del mio nemico, ma quel corpo era il mio..
Ho atteso ancora un pò, finchè il sole ad est ha annunciato la nascita di un nuovo giorno. Prima che l’aurora divenisse luce piena, mi sono alzato e sono andato via. Sono tornato nella mia tana di pietra di due metri per tre nei sotterranei del castello che io stesso ho costruito. Sono rientrato poco prima che crollasse tutto. Poco prima che il sole mi trovasse allo scoperto. poco prima che le illusioni fossero demolite dalle parole.
Lì sotto, seppellito a due passi dall’inferno, non arrivano i sogni.
ed è meglio cosi.

Non sarà la mia tomba, perchè l’erba cattiva non muore mai.

Sono stanco..
il resto lo tengo per me..

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Prendimi cosi..

4 Maggio 2004 9 commenti


Aspetto di vedere la riga in grassetto che indica l’arrivo di una nuova mail.. notizie.. un pezzo di qualcuno.. un regalo..
Aspetto di vedere aumentare quel numeretto che c’è sotto ogni aiuola nei giardini che frequento..
Aspetto di vedere le nuvole che oggi spezzano la continuità del cielo andar via..
o di vederle prendere una forma particolare..
girarsi verso di me e parlarmi..
svelarmi il senso della vita..
anche se..
non credo d’essere la persona più adatta a ricevere questa rivelazione..
la scorderei poco dopo..
e poi non me ne frega nulla del senso della vita..
sopratutto se me lo rivela una nuvola con il corpo da babuino la faccia da Marzullo..
il senso alla vita siamo noi stessi a doverglielo dare..
ma io predico bene e razzolo male..
mi scarto una Halls miele e limone.. balsamica..
penso alle mie paure..
le conosco..
le sento..
sono tornate come antichi fantasmi che abitano questo mio castello..
ma queste paure non possono e non devono pesare su altre persone..
sono mie..
devono rimanere in me..
non so perchè sto scrivendo cosi..
ma non è importante..
mi sono perso tra i fazzoletti di carta..
ho cercato qualcosa da ascoltare ma ancora niente..
per ora ascolto le tende che sbattono per il vento..
e il rumore della caramella nella bocca..
fermo davanti alla tastiera..
voglia di partire.. d’andare da qualche parte..
mancanza di qualcosa..
si sente anche da fuori..
c’è chi le vede..
le respira..
e questo non va bene..
non permette a qualcuno di vivermi..
spaventa..
blocca..
frena..
chi ho attorno..
come la storia degli istrici..
solo che io non sono un istrice..
sono un casino talmente confusionario da non essere fatto bene nemmeno come casino..
stanotte ci sarà l’eclissi..
la luna sarà rossa..
rosso.. colore che m’appartiene dalla nascita..
ma che non ho scelto..
mi ha condannato..
l’ho subito..
non ho colori..
non ho ruoli..
adesso non ho nemmeno musica..
una penna ed un taccuino..
una macchinetta digitale..
un libro..
fazzoletti di carta e caramelle..
sonno e confusione..
persone ed anime che mi volano attorno..
la mia fortuna..
un grande dono della vita..
la cosa più bella..
loro.. il mio sorriso..
isole o pianeti più o meno lontani..
ma presenti..
contro le mie stupide paure..
lotto per tenerli.. lotto per averli..
contro me stesso..
contro il mio maledetto vizio di razionalizzare..
contro la paura di vivere..
contro la paura di deludere..
seguo la voglia di vivere..
di provare.. di sapere..
di rischiare.. non avendo un ruolo..
essendo quel che sono..
da prendere con le molle..
da assumere a piccole dosi sotto controllo medico..
da prendere cosi come viene..
mi piace la gente.. non tutta..
anzi poca..
pochi elementi.. poche persone..
ma quelle poche mi riempiono l’anima..
le scopro in mille modi..
le vivo.. le assorbo.. le guardo..
prendo quel che mi danno..
provo e rischio se penso ne valga le pena..
camminando lungo la vita..
per caso.. le incrocio..
ma non a tutti do una possibilità..
e non tutti la chiedono..
o la sopportano..
anzi.. li sopporto..
credo sia normale..
almeno per me lo è..
lunatico inseguo mille cose..
non vesto d’azzurro come il principe..
non sono mai nemmeno andato a cavallo..
ma voglio vivere chi mi sta attorno..
altrimenti si muore ancor prima di smettere di respirare..
non ho molto da offrire in termini di serenità..
non ho molto da offrire in termini di sicurezza..
non ho molto da offrire in generale..
tranne molta confusione.. la voglia di crescere..
di provare..
non è lo star male che mi preoccupa..
ma il far star male chi s’avvicina..
sono sempre stato distruttivo..
al contrario di Mida quel che tocco diviene merda..
anche se De Andrè canta che dalla merda nascono i fiori..
la puzza rimane..
ed io più che re o principe..
mi sento stalliere..

“Lotto contro il lotto e contro ogni speranza perchè la speranza è l’ultima a morire.
La maggioranza della gente, infatti, muore il giorno prima.”

Alcatraz – Jack Folla – Diego Cugia

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Luci arancioni..

3 Maggio 2004 4 commenti


Ho passato queste notti seduto sul dorso di una piccola tartaruga verde chiaro con una striscia nera sugli occhi indossata come fosse una maschera..
una tartaruga in incognito con un menestrello rosso sul suo dorso.. uno spettacolo insolito per le strade di Roma spruzzate di luce arancione dai lampioni pubblici.. una tartaruga mascherata ed un menestrello muto con macchina fotografica pronto a rubar l’anima di una città.. mi ha portato per le solite strade percorse mille volte per mille ragioni diverse.. è strano come ogni volta che si passa per una strada con un motivo diverso dalla volta precedente si notito cose diverse.. eppure la strada è sempre la stessa.. le stesse case.. le stesse luci.. quel che cambia è solo la gente.. stessa scenografia ma altri attori per una rappresentazione simile alle precedenti.. quel che cambia siamo noi.. lo spettatore..
La tartaruga si sa, per definizione, va piano.. altrimenti non sarebbe una tartaruga.. non s’è mai vista una tartaruga di fretta.. forse sotto l’effetto della cocaina.. ma non è il mio caso.. al massimo ci si fa una canna cosi va ancora più piano cantando Three little Birds..
nella sua costante lentezza.. seduto sul suo dorso.. si gode una prospettiva diversa.. tra le strade ed i locali si vedono passeggiare uomini e fantasmi di ogni fattezza.. forme quasi indistinte dai mille colori resi simili dalle luci dai toni caldi che, colorando l’atmosfera arancione, la fanno irreale.. esseri che parlano idiomi sconosciuti dalle pance grandi e gonfie.. presenze ectoplasmiche ed inquietanti.. ventri grandi come otri piene di birra.. occhi sorridenti.. capelli chiari.. voce rumorosa.. pelle bianca.. fantasmi.. pallidi fantasmi scesi dal nord.. venuti dalla parte alta di quel posto chiamato Europa.. una volta per invadere e razziare.. ora per guardare e bere.. una volta divisa.. ora unita.. anche se in fondo divisa non lo è mai stata almeno per noi fantasmi.. ci ha sempre diviso la distanza.. le frontiere.. le idee.. il modo di vivere.. la lingua.. la moneta.. i nostri governi..
ma siamo sempre stati vicini.. uguali nel bere birra.. uniti da un sorriso che è lingua comune in tutto il mondo.. uniti da gesti che hanno un solo significato ed un solo idioma.. quello della gente dal cuore grande e dagli occhi sorridenti.. che usa parole strane ed incomprensibili.. ed ha la pelle troppo bianca o troppo scura.. ma che una volta salita sul dorso della tartaruga ti sorride e ti abbraccia dividendo con te la sua birra nel buio fumoso di un pub nel bel mezzo di Roma o di Dublino.. di Londra o di Capetown.. della luna o di nessun posto..

Categorie:Senza categoria Tag: ,